Leids Universitair Medisch Centrum (LUMC)
Leida, Paesi Bassi
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La Shingles è una malattia caratterizzata da una eruzione cutanea dolorosa che compare su una zona limitata del corpo, spesso accompagnata da bruciore e prurito. È causata dalla riattivazione del virus della varicella, lo stesso che provoca la varicella infantile, e può comparire diversi anni dopo l’infezione iniziale, soprattutto in persone anziane o con sistema immunitario indebolito.
Lo studio confronta una dose ridotta somministrata per via intradermica (cioè iniettata nella pelle) del Herpes zoster vaccine con la dose completa somministrata per via intramuscolare del vaccino standard Shingrix. Entrambi i vaccini contengono una piccola parte del virus (una proteina chiamata glicoproteina E) che stimola il corpo a produrre una risposta immunitaria. L’obiettivo è valutare se la dose più piccola riesce a generare la stessa quantità di antibody contro il VZV rispetto alla dose intera.
Lo scopo della ricerca è verificare che la risposta immunitaria della dose ridotta non sia inferiore a quella della dose completa. I partecipanti ricevono due iniezioni, la prima al giorno di ingresso nello studio e la seconda circa otto settimane dopo. Dopo quattro settimane dalla seconda iniezione viene prelevato un campione di sangue per misurare le antibody, e per una settimana vengono registrati eventuali effetti indesiderati. Sono previsti controlli aggiuntivi a tre e sei mesi per valutare la durata della protezione.
Lo studio si svolge in 8 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è il prodotto sperimentale testato nello studio. Si tratta di un vaccino che contiene una proteina specifica (glicoproteina E) del virus della varicella‑zoster, accompagnata da un potenziatore di risposta immunitaria chiamato AS01B. Viene somministrato tramite iniezione intradermica, cioè direttamente nella pelle, utilizzando una quantità più piccola rispetto alla dose standard. Lo scopo è verificare se questa dose ridotta riesce a generare una risposta anticorpale adeguata contro il virus, comparandola con la dose piena.
è il vaccino di riferimento usato come comparatore. È anch'esso un vaccino ricombinante contro l'herpes zoster, contenente la stessa glicoproteina E del virus, ma viene somministrato con la dose completa tramite iniezione intramuscolare. Serve a stabilire se la risposta immunitaria indotta dalla dose frazionata del vaccino sperimentale è almeno pari a quella ottenuta con la dose standard di Shingrix.
È un vaccino in forma di polvere e sospensione da somministrare per iniezione intradermica in una piccola dose (0,1 ml o 0,05 ml). È un prodotto sperimentale basato su un principio attivo già approvato, quindi è in fase di studio clinico. Viene usato per prevenire l'herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio). Il vaccino contiene la glicoproteina E del virus varicella‑zoster insieme all'additivo AS01B, che attiva il sistema immunitario per produrre anticorpi protettivi. Si classifica come vaccino ricombinante adjuvanted contro le infezioni virali.
È una sospensione sterile da somministrare per iniezione intramuscolare in una dose di 0,5 ml. È un vaccino già approvato e ampiamente usato nella pratica clinica. Serve a prevenire l'herpes zoster nei soggetti adulti. Contiene la glicoproteina E ricombinante del virus varicella‑zoster, che stimola il corpo a produrre una risposta immunitaria protettiva. È classificato come vaccino ricombinante antivirale.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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