Klinikum der Universitaet Muenchen AöR
Centro verificato
Monaco di Baviera, Germania
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La ricerca riguarda il small bowel adenocarcinoma, un tumore raro che può crescere localmente o diffondersi in altre parti del corpo. Il trattamento studiato prevede l'uso di una combinazione di farmaci somministrati per via endovenosa: irinotecan, oxaliplatin, fluorouracil e calcium folinate. Questi medicinali sono comunemente usati nella chemioterapia, che è un tipo di terapia che usa sostanze chimiche per uccidere le cellule tumorali.
L'obiettivo della sperimentazione è confrontare l'efficacia di due schemi di chemioterapia, chiamati FOLFOX e mFOLFIRINOX, come prima linea di cura per i pazienti con questa malattia. In pratica, i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due regimi, per capire quale dei due offre risultati migliori in termini di controllo della malattia.
Durante lo studio, i pazienti ricevono le infusioni dei farmaci in cicli regolari, tipicamente ogni due settimane, seguiti da visite di controllo in cui vengono eseguiti esami di imaging per verificare la dimensione del tumore e valutare eventuali effetti collaterali. Gli specialisti monitorano la risposta al trattamento e la qualità della vita dei partecipanti, raccogliendo informazioni durante tutta la durata della terapia.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco chemioterapico somministrato per infusione. Agisce impedendo alle cellule tumorali di replicare il loro DNA, contribuendo a fermare la crescita del cancro. In questo studio è stato usato come parte della terapia tripla (mFOLFIRINOX) per trattare il tumore dell’intestino tenue.
è un farmaco chemioterapico a base di platino, anch'esso somministrato per infusione. Danneggia il DNA delle cellule tumorali, rendendole incapaci di dividersi e sopravvivere. È stato incluso sia nella combinazione doppia (FOLFOX) sia in quella tripla (mFOLFIRINOX) del trial.
(5‑FU) è un farmaco chemioterapico iniettato che interferisce con la sintesi del DNA nelle cellule cancerose, bloccandone la crescita. È una componente chiave di entrambe le terapie studiate, sia del regime FOLFOX che di quello mFOLFIRINOX.
è una sostanza somministrata per iniezione che potenzia l’effetto del fluorouracile. Aiuta a rendere le cellule tumorali più sensibili al 5‑FU, migliorandone l’efficacia nel trattamento del carcinoma dell’intestino tenue.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione; è un farmaco già approvato e ampiamente studiato in oncologia, soprattutto per tumori del colon e del pancreas. Viene impiegato per trattare tumori solidi avanzati, spesso in combinazione con altri chemioterapici. Agisce bloccando l’enzima topoisomerasi I, impedendo al DNA di replicarsi correttamente e quindi la crescita delle cellule tumorali. È classificato come agente antimetabolita e inibitore della topoisomerasi I.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione; è un farmaco approvato e ben documentato per il trattamento di tumori gastrointestinali, in particolare il carcinoma del colon. Viene usato in combinazione con altri farmaci per combattere tumori solidi avanzati. Il suo meccanismo consiste nel formare legami crociati con il DNA, impedendo la sua riparazione e la divisione cellulare. È classificato come composto di platino e agente alchilante.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per iniezione; è un farmaco consolidato e molto studiato per molti tumori solidi, tra cui quelli del colon, seno e testa-collo. Viene impiegato come parte di regimi chemioterapici per tumori avanzati. Agisce come antimetabolita interferendo con l’enzima timidilato sintasi, bloccando la sintesi del DNA nelle cellule tumorali. È classificato come antimetabolita del gruppo dei fluoropirimidinici.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per iniezione; è un agente già in uso clinico per migliorare l’efficacia e ridurre la tossicità di alcuni chemioterapici, in particolare il fluorouracile. Viene usato come coadiuvante nei regimi chemioterapici per tumori solidi. Funziona fornendo una forma attiva di folato che stabilizza il legame del fluorouracile all’enzima timidilato sintasi, potenziandone l’azione. È classificato come acido folinico (folinato di calcio) e agente di modulazione della chemioterapia.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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