Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
Centro verificato
Siena, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti affetti da metastatic non-small cell lung cancer i cui tumori mostrano un’elevata espressione di PD-L1 e non presentano mutazioni attivanti; l’obiettivo è confrontare quale dei due farmaci, ivonescimab somministrato per via endovenosa a una dose di 20 mg/kg o pembrolizumab somministrato per via endovenosa a 200 mg, consenta una sopravvivenza più lunga e un periodo più esteso senza avanzamento della malattia.
I partecipanti riceveranno il farmaco assegnato mediante infusioni periodiche, con visite regolari per controlli di sicurezza e scansioni radiografiche volte a valutare la risposta del tumore. Il periodo di osservazione continuerà fino a quando la malattia non progredirà o si presenteranno effetti avversi inaccettabili, dopodiché verranno raccolti i dati di overall survival (tempo totale di vita) e di progression‑free survival (tempo in cui il tumore non cresce). Per misurare la dimensione del tumore si utilizza il criterio RECIST, un insieme di regole standardizzate per valutare le variazioni delle lesioni sui risultati delle scansioni.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
17 criteri
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è un farmaco sperimentale somministrato per via endovenosa sotto forma di iniezione. È un anticorpo monoclonale progettato per aiutare il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase avanzata che mostrano alta espressione di PD‑L1. Nello studio viene usato come trattamento di prima linea per valutare se può migliorare la sopravvivenza complessiva e il tempo senza progressione della malattia rispetto a un farmaco già approvato.
è un farmaco approvato, noto anche con il nome commerciale Keytruda, somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione. È un anticorpo monoclonale che blocca la proteina PD‑1, permettendo al sistema immunitario di attaccare più efficacemente le cellule tumorali. Nel trial viene usato come comparatore, cioè il trattamento standard, per verificare se il nuovo farmaco ivonescimab può offrire risultati migliori in termini di sopravvivenza e controllo della malattia.
È somministrato per via endovenosa sotto forma di iniezione, con una dose di 20 mg/kg. Attualmente è una sostanza sperimentale in fase di studi clinici e non è ancora approvata per l’uso generale. È studiato per il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico con alta espressione di PD‑L1. Agisce legandosi alla proteina PD‑L1, bloccandone l’interazione con il recettore PD‑1 e permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali; è classificato come inibitore checkpoint immunitario anti‑PD‑L1.
Viene somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione, tipicamente 200 mg per dose. È un farmaco già approvato e ampiamente utilizzato nella pratica clinica per diversi tumori, incluso il carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico. È indicato come terapia di prima linea per pazienti con tumori che mostrano alta espressione di PD‑L1. Il suo meccanismo consiste nel legare il recettore PD‑1 sui linfociti T, impedendo a PD‑L1 di disattivarli, così il sistema immunitario può combattere il cancro; è classificato come inibitore checkpoint immunitario anti‑PD‑1.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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