IRCCS Humanitas Research Hospital
Centro verificato
Rozzano, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti con metastatic solid tumors, in particolare con Non‑Small Cell Lung Cancer, gastric adenocarcinoma, colorectal cancer e pancreatic adenocarcinoma. Il trattamento in prova combina due farmaci somministrati per via endovenosa: BMS-986340, un anticorpo monoclonale che agisce contro la proteina CCR8, e nivolumab, un anticorpo che blocca la proteina PD‑1, utilizzata per stimolare il sistema immunitario contro il tumore.
Lo scopo dello studio è valutare la risposta immunitaria e identificare biomarcatori associati al trattamento combinato. I partecipanti ricevono infusioni periodiche dei due farmaci, con prelievi di sangue e piccoli campioni di tessuto tumorale per analizzare i cambiamenti del sistema immunitario. Dopo le infusioni, i pazienti sono seguiti per diversi mesi per monitorare l’andamento della malattia e la comparsa di eventuali effetti indesiderati.
Durante il periodo di osservazione vengono registrati parametri come il tasso di controllo della malattia, che indica quanti pazienti hanno una risposta completa, parziale o una stabilizzazione del tumore. Vengono inoltre valutati la durata della risposta, il tempo senza progressione della malattia e la sopravvivenza complessiva, oltre a controllare la sicurezza del trattamento.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un anticorpo monoclonale sperimentale che si lega a una proteina chiamata CCR8, presente soprattutto su alcune cellule immunitarie chiamate Treg. Le Treg possono impedire al sistema immunitario di attaccare i tumori. In questo studio, BMS-986340 viene somministrato per via endovenosa con l’obiettivo di ridurre il numero di Treg, così da permettere al corpo di riconoscere e combattere meglio le cellule tumorali. Il farmaco è testato sia da solo sia in combinazione con un altro farmaco immunoterapico.
è un anticorpo monoclonale già approvato che blocca una proteina chiamata PD‑1, presente sulle cellule del sistema immunitario. Bloccando PD‑1, nivolumab aiuta le cellule immunitarie a rimanere attive e a riconoscere le cellule tumorali, favorendo una risposta antitumorale. Anche questo farmaco viene somministrato per via endovenosa e, nello studio, è usato insieme a BMS‑986340 per valutare se la combinazione aumenta l’efficacia contro i tumori metastatici.
La sostanza viene somministrata come soluzione per iniezione tramite infusione endovenosa, tipicamente a una dose di 3 mg. È un farmaco ancora in fase sperimentale e non è ancora approvato per uso clinico generale, ma è oggetto di studi su tumori solidi metastatici. Viene studiato per trattare tumori come il carcinoma polmonare non a piccole cellule, l’adenocarcinoma gastrico, il carcinoma del colon-retto microsatellite stabile e l’adenocarcinoma pancreatico, soprattutto quando altri trattamenti anti‑PD‑1 non hanno funzionato. Il suo meccanismo consiste nel legare il recettore CCR8 presente sui linfociti T regolatori, bloccandone l’attività e riducendo la soppressione immunitaria; è classificato come anticorpo monoclonale anti‑CCR8, appartenente alla categoria delle immunoterapie.
Il farmaco è fornito come soluzione per infusione endovenosa, con una dose comune di 480 mg somministrata per via venosa. È un medicinale già approvato e ampiamente utilizzato nella pratica clinica per diverse neoplasie solide metastatiche. Le indicazioni includono tumori come il carcinoma polmonare non a piccole cellule, l’adenocarcinoma gastrico, il carcinoma del colon‑retto e l’adenocarcinoma pancreatico, in particolare nei casi resistenti al PD‑(L)1. Nivolumab agisce bloccando il recettore PD‑1 sui linfociti T, consentendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali; è classificato come anticorpo monoclonale checkpoint inhibitor, parte della classe delle immunoterapie.
È un tumore che nasce nei polmoni e comprende varie cellule non piccole. Si diffonde spesso a distanza (metastasi) coinvolgendo altri organi. Quando è refrattario al PD-(L)1 significa che i meccanismi immunitari non riescono a controllarlo. Il tumore può crescere rapidamente nelle vie aeree e nei tessuti circostanti. Le cellule tumorali possono entrare nel sangue e colonizzare altri organi.
Tumore che si sviluppa nella mucosa dello stomaco. Nella forma metastatica le cellule si staccano e viaggiano verso fegato, linfonodi o altri organi. Resistenza al PD-(L)1 indica che il sistema immunitario non riesce a riconoscerlo efficacemente. La crescita può compromettere la capacità di digerire e assorbire nutrienti. Può causare sanguinamenti e perdita di peso.
Tumore che origina nel colon o nel retto. Nella variante metastatica le cellule si diffondono al fegato, ai polmoni o ad altri tessuti. È definito microsatellite stabile (MSS) quando il DNA non presenta le tipiche instabilità. L'assenza di precedenti terapie immunitarie indica che il tumore non è stato esposto a questi farmaci. Il tumore può provocare ostruzione intestinale e sanguinamenti.
Tumore maligno che nasce nel pancreas. Quando è metastatico le cellule raggiungono il fegato, i polmoni o i linfonodi. Non è stato trattato con immunoterapia, quindi il suo comportamento è guidato solo dalla crescita naturale. Il tumore può comprimere i dotti pancreatici e alterare la digestione. Può diffondersi rapidamente se non controllato.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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