Centre Hospitalier Universitaire De Lille
Lilla, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda la Eosinophilic Disease, una condizione rara in cui un tipo di globuli bianchi chiamati eosinofili si accumula nei tessuti e può provocare infiammazioni e danni. Il trattamento investigato è benralizumab, un farmaco somministrato tramite subcutaneous injection, cioè un’iniezione sotto la pelle, pensato per ridurre il numero di eosinofili nel sangue.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco, oltre a capire come si distribuisce e si elimina nel corpo dei bambini.
I partecipanti, tutti bambini con la condizione descritta, riceveranno l’iniezione di benralizumab a intervalli regolari per diversi mesi. Durante il periodo di studio saranno programmati controlli medici periodici, prelievi di sangue per verificare i livelli di eosinofili e per monitorare eventuali effetti indesiderati, e visite per valutare lo stato di salute generale.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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Benralizumab è un farmaco biologico somministrato per iniezione sottocutanea. Agisce riducendo il numero di eosinofili, un tipo di cellule del sangue che può causare infiammazione nelle malattie eosinofile. Nel trial i bambini ricevono questo farmaco per verificare se è sicuro e ben tollerato, come il loro organismo lo assorbe e lo distribuisce, quanto è efficace nel migliorare i sintomi e se il loro sistema immunitario produce anticorpi contro di esso.
è una soluzione per iniezione somministrata per via sottocutanea, normalmente in una siringa pre-riempita. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato per il trattamento dell’asma grave con eosinofilia e altre malattie eosinofile. Agisce legando il recettore dell’interleuchina‑5 sugli eosinofili, facendo sì che queste cellule vengano eliminate dal sangue. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑IL‑5R, un tipo di immunomodulatore.
è una soluzione per iniezione sottocutanea fornita in una penna pre‑riempita da 30 mg. Anche questo prodotto contiene benralizumab ed è già autorizzato per l’uso clinico nell’asma eosinofilico e altre condizioni con alti livelli di eosinofili. Funziona legandosi al recettore IL‑5 sui eosinofili, inducendo la loro distruzione e riducendo l’infiammazione. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑IL‑5R, appartenente alla classe degli immunomodulatori.
È una condizione caratterizzata da un numero anormalmente elevato di eosinofili, un tipo di globuli bianchi, che provoca infiammazione in diversi tessuti. Gli organi più frequentemente interessati includono pelle, polmoni e tratto gastrointestinale. Con il tempo, le cellule si accumulano causando gonfiore e fastidio locale. I sintomi possono comparire lentamente e variare a seconda delle aree coinvolte. La malattia può alternare periodi di peggioramento a momenti di relativa stabilità.
È una rara patologia in cui i vasi sanguigni si infiammano e gli eosinofili aumentano, colpendo principalmente i polmoni, la pelle e i nervi. Spesso inizia con sintomi asmatici o allergici, per poi evolversi verso coinvolgimento di altri organi. L’infiammazione vascolare può causare danni progressivi se non si riduce. I segni clinici tendono a comparire in fasi, passando da problemi respiratori a manifestazioni cutanee o neurologiche. La malattia può manifestarsi con fluttuazioni di intensità dei sintomi.
Si tratta di una condizione in cui il numero di eosinofili rimane costantemente alto senza una causa evidente, provocando danni agli organi. Nel tempo, l’eccesso di queste cellule può accumularsi nel cuore, nella pelle, nei polmoni e in altri tessuti, causando gonfiore e perdita di funzionalità. La progressione è generalmente lenta, con periodi in cui i sintomi peggiorano. Gli organi coinvolti possono diventare progressivamente meno efficienti a causa dell’infiammazione continua. La malattia può presentare fasi di stabilità intercalate a momenti di aggravamento.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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