Rigshospitalet
Centro verificato
Copenaghen, Danimarca
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti con lesioni cerebrali gravi, tra cui traumatic brain injury, subarachnoid hemorrhage e intracerebral hemorrhage. Queste condizioni possono compromettere la funzione cerebrale e richiedono sedazione, intubazione e ventilazione meccanica prima dell’arrivo in ospedale per stabilizzare le funzioni vitali.
Il confronto è tra due farmaci somministrati per via endovenosa: S-ketamine e propofol. Lo scopo è valutare quale dei due sia più efficace nel prevenire la pressione sanguigna troppo bassa (ipotensione) durante il periodo di trasporto dal luogo dell’incidente al centro di trauma. I partecipanti vengono randomizzati a ricevere uno dei due farmaci, vengono monitorati i parametri di pressione arteriosa fino al trasferimento in ospedale e, successivamente, viene valutato il recupero funzionale a sei mesi. Non vengono forniti dettagli tecnici sulla procedura di somministrazione o sulla raccolta dei dati.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco usato per sedare i pazienti prima di intubarli e collegarli a un ventilatore meccanico. Nel trial viene somministrato per via endovenosa e serve come trattamento di riferimento (comparatore) per valutare se un altro farmaco può ridurre meglio il rischio di pressione sanguigna bassa durante il trasporto preospedaliero. I ricercatori vogliono capire quanto bene il propofol mantiene la pressione arteriosa stabile mentre il paziente è sedato e ventilato.
è un anestetico dissociativo che, come il propofol, viene dato per via endovenosa per sedare i pazienti con gravi lesioni cerebrali acute prima dell’intubazione. Nel trial è il farmaco in studio (test) e viene confrontato con il propofol per vedere se provoca meno ipotensione durante il periodo preospedaliero. L’obiettivo è capire se la S‑ketamina può mantenere la pressione sanguigna più stabile, offrendo una sedazione sicura per questi pazienti critici.
È somministrato per via endovenosa, di solito come bolo rapido o infusione continua. È un farmaco ampiamente usato e approvato per l’anestesia e la sedazione in ospedale. Viene impiegato principalmente per indurre sonno profondo durante interventi chirurgici o per mantenere il paziente tranquillo in terapia intensiva. Agisce potenziando l’effetto di un neurotrasmettitore chiamato GABA, che rallenta l’attività del cervello; è classificato come anestetico intravenoso a breve durata.
Viene somministrata per via endovenosa, anch’essa sotto forma di bolo rapido o infusione continua. È un farmaco già approvato e usato come anestetico e analgesico, soprattutto in situazioni di emergenza o per il controllo del dolore. Le sue indicazioni principali sono la sedazione di pazienti gravemente feriti e il sollievo dal dolore intenso. Funziona bloccando un recettore chiamato NMDA, riducendo così i segnali di eccitazione nel cervello; è classificata come anestetico dissociativo e antagonista NMDA.
è una lesione al tessuto del cervello causata da un impatto violento o da una rapida accelerazione della testa. Può provocare emorragie, edema e danni alle fibre nervose. Il danno può evolvere rapidamente nei primi minuti o ore, con possibile peggioramento dell’edema cerebrale. La gravità dipende dall’intensità del trauma e dalla zona colpita.
è una fuoriuscita di sangue nello spazio subaracnoideo, la zona tra il cervello e le membrane che lo avvolgono. L’accumulo di sangue può aumentare la pressione intracranica e irritare le meningi. Il sanguinamento può propagarsi rapidamente lungo i vasi cerebrali. Con il tempo, il sangue viene riassorbito ma può lasciare alterazioni nella funzione cerebrale.
è una rottura di vasi sanguigni all’interno del parenchima cerebrale che provoca la fuoriuscita di sangue nel tessuto stesso. L’emorragia provoca gonfiore e danni diretti alle cellule cerebrali circostanti. Il sanguinamento può espandersi nelle ore successive al evento iniziale. L’edema risultante può aggravare la pressione intracranica e influire sulle funzioni neurologiche.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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