Indice dei Contenuti
- Cos’è il Mesilato di Deferoxamina?
- Quali Condizioni Tratta il Mesilato di Deferoxamina?
- Come Funziona il Mesilato di Deferoxamina?
- Come Viene Somministrato il Mesilato di Deferoxamina?
- Ricerca in Corso e Studi Clinici
- Potenziali Benefici del Mesilato di Deferoxamina
- Possibili Effetti Collaterali e Preoccupazioni sulla Sicurezza
Cos’è il Mesilato di Deferoxamina?
Il Mesilato di Deferoxamina, noto anche come DFO, Desferal o deferoxamina, è un farmaco utilizzato da oltre 30 anni per rimuovere l’eccesso di ferro dal corpo[1]. Recentemente, i ricercatori stanno studiando i suoi potenziali benefici nel trattamento di vari tipi di ictus ed emorragia cerebrale[2][3][4][5].
Quali Condizioni Tratta il Mesilato di Deferoxamina?
Sulla base degli studi clinici in corso, il Mesilato di Deferoxamina viene studiato come potenziale trattamento per diverse condizioni legate all’ictus e all’emorragia cerebrale:
- Emorragia Intracerebrale (ICH): Questo è un tipo di ictus causato da sanguinamento all’interno del tessuto cerebrale[1][2].
- Emorragia Subaracnoidea (SAH): Questo è un sanguinamento che si verifica nello spazio tra il cervello e la membrana circostante[3].
- Ictus Ischemico Acuto: Questo tipo di ictus si verifica quando il flusso sanguigno a una parte del cervello è bloccato[5].
Come Funziona il Mesilato di Deferoxamina?
Il Mesilato di Deferoxamina funziona come un chelante del ferro, il che significa che si lega all’eccesso di ferro nel corpo e aiuta a rimuoverlo[1]. Nel contesto dell’ictus e dell’emorragia cerebrale, i ricercatori ritengono che il Mesilato di Deferoxamina possa aiutare in diversi modi:
- Riducendo l’accumulo di ferro nel cervello dopo il sanguinamento, che potrebbe contribuire al danno cerebrale[1].
- Migliorando la regolazione cerebrovascolare, che si riferisce a quanto bene viene controllato il flusso sanguigno nel cervello[3].
- Potenzialmente proteggendo le cellule cerebrali dai danni causati dalla mancanza di ossigeno (ischemia)[3].
Come Viene Somministrato il Mesilato di Deferoxamina?
Negli studi clinici, il Mesilato di Deferoxamina viene tipicamente somministrato tramite infusione endovenosa (IV). Il dosaggio e la durata del trattamento variano a seconda dello studio specifico:
- In alcuni studi, viene somministrato a una dose di 32 mg/kg/giorno per 3 giorni consecutivi[1][5].
- Altri studi utilizzano dosaggi diversi, che vanno da 7 mg/kg a 125 mg/kg al giorno[2].
- Alcuni studi lo somministrano fino a 5 giorni consecutivi[3].
Ricerca in Corso e Studi Clinici
Diversi studi clinici stanno attualmente investigando l’efficacia del Mesilato di Deferoxamina per varie condizioni legate all’ictus:
- Lo studio iDEF sta esaminando il suo uso nell’emorragia intracerebrale[1].
- Uno studio sta esaminando il suo potenziale per prevenire l’ischemia cerebrale ritardata dopo l’emorragia subaracnoidea[3].
- Lo studio ACT-GLOBAL sta investigando il suo uso in combinazione con un altro farmaco chiamato colchicina per l’emorragia intracerebrale[5].
Potenziali Benefici del Mesilato di Deferoxamina
Mentre la ricerca è ancora in corso, gli scienziati sperano che il Mesilato di Deferoxamina possa fornire diversi benefici per i pazienti colpiti da ictus:
- Miglioramento degli esiti funzionali dopo l’ictus, misurati da scale come la Scala di Rankin modificata (mRS)[1][5].
- Riduzione del danno cerebrale e migliore recupero dopo l’emorragia intracerebrale[1][2].
- Prevenzione dell’ischemia cerebrale ritardata dopo l’emorragia subaracnoidea[3].
Possibili Effetti Collaterali e Preoccupazioni sulla Sicurezza
Come per qualsiasi farmaco, il Mesilato di Deferoxamina potrebbe avere effetti collaterali. Gli studi clinici stanno monitorando attentamente eventuali eventi avversi, tra cui:
- Reazioni allergiche durante l’infusione[5].
- Ipotensione (bassa pressione sanguigna)[5].
- Cambiamenti visivi o uditivi[5].
- Complicazioni respiratorie[5].
È importante notare che questi potenziali effetti collaterali vengono attentamente monitorati negli studi clinici, e la sicurezza del farmaco è un focus chiave della ricerca[1][2][3][5].












