Besancon University Hospital Center
Centro verificato
Besanzone, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti affetti da Multiple Sclerosis e Neuromyelitis optica spectrum disease che ricevono una anti‑CD20 therapy, ovvero farmaci che agiscono su una proteina chiamata CD20 presente su alcune cellule del sistema immunitario; i farmaci più comuni in questo contesto sono ocrelizumab e rituximab. Questi pazienti saranno sottoposti alla vaccinazione contro herpes zoster con il vaccino Shingrix, un vaccino ricombinante che contiene una proteina del virus della varicella‑zoster.
Lo scopo dello studio è confrontare due diversi calendari di somministrazione del vaccino per valutare quale programma induca una risposta immunitaria più efficace.
Nel protocollo, la prima dose del vaccino verrà somministrata un mese prima della prossima infusione di questo trattamento; la seconda dose sarà data dopo un mese (gruppo a 2 mesi) oppure dopo cinque mesi (gruppo a 6 mesi). Dopo la seconda somministrazione saranno effettuati prelievi di sangue a un mese per misurare la quantità di anticorpi, cioè le proteine che indicano se il corpo ha prodotto una difesa contro il virus, e per valutare la risposta delle cellule T, un tipo di cellula che aiuta a coordinare la difesa immunitaria. Durante l’intero periodo saranno monitorati eventuali effetti indesiderati.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco iniettato usato per trattare la sclerosi multipla. Agisce riducendo l’attività di alcune cellule del sistema immunitario che possono danneggiare il sistema nervoso. Nel contesto dello studio è considerato un trattamento di base per i pazienti.
è un farmaco somministrato per via endovenosa, impiegato nelle stesse malattie (sclerosi multipla e NMOSD) e agisce eliminando le cellule B, un tipo di globuli bianchi coinvolti nella risposta immunitaria. È anch'esso un trattamento di background nel trial.
è un vaccino ricombinante contro l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio). Contiene una proteina del virus varicella‑zoster e un adiuvante che aiuta il corpo a produrre una risposta immunitaria più forte. Nel trial viene testato per valutare quanto bene i pazienti che ricevono i farmaci anti‑CD20 rispondono al vaccino, con due diversi intervalli tra le due dosi.
Viene somministrato per via endovenosa mediante iniezione; è un farmaco già approvato e ampiamente studiato per la sclerosi multipla e la neuromielite ottica. Agisce legandosi alla proteina CD20 presente sui linfociti B, riducendo così la loro attività e l’infiammazione. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑CD20, appartenente alla classe degli immunomodulatori. La sua efficacia e sicurezza sono documentate in numerosi studi clinici.
Si somministra per via endovenosa, in forma di soluzione per infusione; è un medicinale approvato per diverse neoplasie, artrite reumatoide e, in alcuni casi, per la sclerosi multipla. Il principio attivo è un anticorpo monoclonale che si lega al CD20 dei linfociti B, provocandone l’eliminazione e riducendo la risposta autoimmune. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑CD20, rientrante nella categoria degli immunosoppressori. La letteratura ne conferma l’uso consolidato e la buona tollerabilità.
È una sospensione stercorata per iniezione pre‑riempita, somministrata mediante iniezione intramuscolare; è un vaccino già autorizzato per la prevenzione dell’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio). Contiene la glicoproteina E del virus varicella‑zoster ricombinante, accompagnata da un adiuvante che potenzia la risposta immunitaria. Il meccanismo d’azione consiste nel far riconoscere al sistema immunitario il virus, così da creare una difesa pronta in caso di esposizione. È classificato come vaccino subunitario ricombinante adjuvato, ampiamente studiato e considerato sicuro.
Malattia autoimmune del sistema nervoso centrale caratterizzata da infiammazione e danno alla mielina. Provoca sintomi neurologici che possono comparire in modo episodico (ricadute) o progressivo. Può evolvere da forma recidivante‑remittente a forma secondariamente progressiva o primariamente progressiva. La progressione porta a un accumulo di disabilità.
Patologia infiammatoria demielinizzante che colpisce principalmente il nervo ottico e il midollo spinale. Causa perdita della vista e debolezza o paralisi degli arti. Gli attacchi possono verificarsi in modo acuto e ripetersi. La lesione cumulativa porta a deficit neurologici permanenti.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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