Studio di follow-up con mezagitamab per adulti con trombocitopenia immune primaria cronica
In reclutamentoStudio di follow-up con mezagitamab per adulti con trombocitopenia immune primaria cronica
- Partecipanti:Adulti
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Mezagitamab è un anticorpo sperimentale. La desinenza "-mab" indica che si tratta di un anticorpo monoclonale, una proteina progettata per legarsi a un bersaglio specifico nell'organismo. I registri delle sperimentazioni cliniche non riportano un'autorizzazione all'immissione in commercio per mezagitamab, quindi non è ancora un medicinale autorizzato. I dati sulla sostanza presenti nel registro non elencano nomi commerciali né altri nomi oltre al nome di sviluppo mezagitamab.
I registri delle sperimentazioni forniti non descrivono il bersaglio molecolare né il meccanismo d'azione di mezagitamab. Le patologie studiate — la trombocitopenia immune primaria cronica e la nefropatia da IgA — sono entrambe disturbi di origine immunitaria, il che suggerisce un ruolo immunomodulante, ma nessuna fonte nei dati lo afferma direttamente. La sezione sul meccanismo viene quindi lasciata aperta anziché essere riempita con informazioni non verificate.
In tutte e tre le sperimentazioni registrate, mezagitamab viene somministrato come iniezione sottocutanea, cioè un'iniezione sotto la pelle. I registri riportano la forma farmaceutica come iniezione sottocutanea. Le sperimentazioni includono iniezioni di placebo corrispondenti per il confronto. Nei dati non compare alcuna formulazione orale o endovenosa.
Il registro elenca tre sperimentazioni di Fase 3 autorizzate su mezagitamab. Tutte sono studi interventistici e tutte sono in stato autorizzato, il che significa che hanno ricevuto l'approvazione regolatoria per procedere. Le sperimentazioni sono controllate con placebo: i partecipanti ricevono mezagitamab oppure un'iniezione di placebo corrispondente.
Lo studio più ampio arruola 347 partecipanti con nefropatia da IgA e misura la variazione rispetto al basale della proteinuria alla Settimana 36, valutata tramite il rapporto proteine/creatinina urinarie calcolato da una raccolta delle urine delle 24 ore.[3] La proteinuria indica la presenza di proteine nelle urine, un segno di danno renale.
Due sperimentazioni studiano l'ITP primaria cronica. Una arruola 206 partecipanti e misura la risposta piastrinica duratura fino alla Settimana 24, definita come una conta piastrinica di almeno 50.000 per microlitro in almeno 4 delle 6 misurazioni settimanali tra la Settimana 19 e la Settimana 24.[1] L'altra è uno studio di follow-up che arruola 150 partecipanti e valuta la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine, misurando l'insorgenza di eventi avversi emergenti dal trattamento e di eventi avversi gravi emergenti dal trattamento, nonché gli eventi avversi che portano all'interruzione permanente di mezagitamab.[2]
Nei registri non sono riportati risultati di efficacia, perché queste sperimentazioni sono autorizzate ma non ancora concluse. I dati descrivono quindi ciò che gli studi intendono misurare, non ciò che hanno rilevato.
I registri delle sperimentazioni forniti non includono dati sugli effetti indesiderati provenienti da studi conclusi e non sono state fornite fonti supplementari sugli effetti indesiderati. Lo studio di follow-up nell'ITP cronica è specificamente progettato per misurare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine, inclusi gli eventi avversi emergenti dal trattamento e gli eventi avversi gravi emergenti dal trattamento.[2] Finché non verranno riportati i risultati, dai dati disponibili non è possibile descrivere alcun profilo di effetti indesiderati.
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