Evorpacept, noto anche con il codice di sviluppo ALX148, è una sostanza sperimentale priva di autorizzazione all'immissione in commercio nei registri dei prodotti. È una sostanza a base proteica fornita come soluzione iniettabile per uso endovenoso, sviluppata da ALX Oncology.[1] Ha ricevuto la designazione di farmaco orfano in un registro dei prodotti, indicando che è destinato a una malattia rara.[1]
Che cos'è evorpacept?
Evorpacept è una proteina di fusione ad alta affinità che blocca CD47, con una regione Fc inattiva, progettata per potenziare in sicurezza le terapie antitumorali standard.[6] È una sostanza sperimentale, il che significa che non è ancora stata autorizzata come medicinale. La sostanza è classificata nell'area terapeutica delle neoplasie (tumori).[1] È nota con il codice di sviluppo ALX148 e con il nome evorpacept.[6]
Come agisce evorpacept?
CD47 è un "marcatore del self" che interagisce con una proteina chiamata SIRPα sulle cellule immunitarie mieloidi. I tumori aumentano l'espressione di CD47 per eludere le risposte immunitarie. Evorpacept blocca CD47, il che può aiutare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali.[6] È progettato per essere combinato con altri trattamenti antitumorali, come pembrolizumab (un inibitore dei checkpoint delle cellule T) e la chemioterapia, per aumentare potenzialmente l'attività antitumorale.[6]
Per quali condizioni è studiato evorpacept?
- Carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (HNSCC) — un tumore della bocca, della gola o della laringe che è metastatico (si è diffuso) o non può essere rimosso chirurgicamente.[2][3]
- Adenocarcinoma gastrico e della giunzione gastroesofagea (GEJ) — un tumore dello stomaco o dell'area in cui lo stomaco incontra l'esofago, in particolare i tumori con sovraespressione di HER2 che sono progrediti dopo un trattamento precedente.[4]
- Tumore al seno metastatico HER2-positivo — un tumore al seno che si è diffuso e risulta positivo per la proteina HER2.[5]
- Mieloma multiplo recidivato o refrattario (RRMM) — un tumore delle plasmacellule nel midollo osseo che è ricomparso dopo il trattamento o non ha risposto ad esso.[1]
Come viene somministrato evorpacept?
Evorpacept viene somministrato per infusione endovenosa. Negli studi, in alcune sperimentazioni viene somministrato alla dose di 45 mg per chilogrammo di peso corporeo.[2][3] In altri studi, la dose non è riportata nel registro.[4][5]
Cosa mostrano gli studi clinici?
Nei registri sono elencate cinque sperimentazioni cliniche su evorpacept. Coprono quattro diversi tipi di tumore e vanno dalla Fase 1 alla Fase 4. Due studi sono completati e tre sono autorizzati (il che significa che hanno ricevuto l'approvazione normativa per procedere, ma potrebbero non essere ancora iniziati o conclusi).
Quali fasi e stati hanno gli studi?
- Uno studio di Fase 1 sul mieloma multiplo recidivato o refrattario, che combina evorpacept con isatuximab e desametasone, è autorizzato.[1]
- Due studi di Fase 2 sul carcinoma a cellule squamose della testa e del collo, che combinano evorpacept con pembrolizumab (uno anche con chemioterapia), sono completati.[2][3]
- Uno studio di Fase 2 sul tumore al seno metastatico HER2-positivo, che combina evorpacept con trastuzumab e chemioterapia con un singolo agente, è autorizzato.[5]
- Uno studio sul tumore gastrico comprende parti di Fase 2 e Fase 3 ed è elencato come Fase 4 nel registro; è completato.[4]
Cosa misurano gli studi?
Gli studi misurano principalmente il tasso di risposta obiettiva (ORR), ossia la percentuale di partecipanti i cui tumori si riducono o scompaiono, valutato secondo i criteri RECIST versione 1.1.[2][3][5] Lo studio sul tumore gastrico misura anche la sopravvivenza globale (OS), ovvero il periodo di tempo in cui i partecipanti rimangono in vita.[4] Lo studio sul mieloma multiplo misura il tasso di risposta parziale molto buona (VGPR) o migliore, oltre a determinare la dose raccomandata.[1]
Chi può partecipare a questi studi?
I criteri di eleggibilità variano da studio a studio. Gli studi sull'HNSCC hanno arruolato pazienti con malattia metastatica o non resecabile, recidivante, che non erano ancora stati trattati per la malattia avanzata.[2][3] Lo studio sul tumore gastrico ha arruolato pazienti il cui tumore con sovraespressione di HER2 era progredito dopo una precedente terapia mirata contro HER2 e chemioterapia.[4] Lo studio sul tumore al seno si concentra su partecipanti con tumore al seno metastatico CD47-positivo e HER2-positivo.[5] Lo studio sul mieloma multiplo ha arruolato partecipanti con malattia recidivata o refrattaria.[1]
Quali effetti collaterali sono noti?
La fonte supplementare riporta che la combinazione di evorpacept con pembrolizumab e chemioterapia ha dimostrato "risposta clinica iniziale e tollerabilità" nello studio di Fase 1 ASPEN-01, ma non fornisce un elenco dettagliato degli effetti collaterali.[6]