Academisch Ziekenhuis Leiden
Centro verificato
Leida, Paesi Bassi
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il Ovarian Cancer è un tumore che si sviluppa nelle ovaie. Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia clinica del nuovo farmaco mocertatug rezetecan in combinazione con bevacizumab rispetto a una terapia standard costituita da un platinum doublet, cioè una combinazione di carboplatin e paclitaxel, seguita da maintenance con bevacizumab, ovvero un trattamento continuativo per mantenere il tumore sotto controllo.
Nel trial i partecipanti vengono assegnati casualmente (randomized) a uno dei due gruppi, quindi non scelgono il trattamento ma vengono distribuiti in modo imprevedibile. Lo studio è “open‑label”, il che significa che sia i medici sia i pazienti sanno quale terapia stanno ricevendo. Si tratta di una fase 3, cioè un test avanzato su un gran numero di persone per confermare che il nuovo regime sia sicuro ed efficace. Ogni ciclo prevede un’infusione endovenosa (IV) di farmaci ogni tre settimane per diversi mesi, seguita da visite di controllo per monitorare la risposta al trattamento e gli eventuali effetti collaterali. Dopo la fase iniziale, i pazienti del gruppo standard continuano con bevacizumab in terapia di mantenimento, mentre quelli del gruppo sperimentale terminano il trattamento secondo il protocollo previsto. Tutti i partecipanti sono seguiti nel tempo per valutare la durata della risposta e la qualità della vita.
Lo studio si svolge in 8 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco chemioterapico a base di platino. Viene somministrato per via endovenosa e, nel contesto di questo studio, è usato insieme a bevacizumab come parte del trattamento di confronto. Il suo scopo è danneggiare il DNA delle cellule tumorali, impedendo loro di crescere e moltiplicarsi.
è un anticorpo monoclonale che blocca la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore. È somministrato per via endovenosa e viene utilizzato sia nel braccio sperimentale (in combinazione con Mocertatug Rezetecan) sia nel braccio di confronto (in combinazione con la chemioterapia tradizionale). Dopo la fase iniziale, il farmaco continua come terapia di mantenimento per cercare di tenere sotto controllo la malattia.
è il nome in codice del farmaco sperimentale Mocertatug Rezetecan. Viene somministrato per via endovenosa ed è il nuovo trattamento investigativo che si vuole confrontare con la chemioterapia tradizionale più bevacizumab. Lo studio valuterà se questo nuovo farmaco può migliorare l’efficacia del trattamento nei pazienti con cancro ovarico sensibile al platino.
(doxorubicina liposomiale) è una forma incapsulata della doxorubicina, un farmaco chemioterapico. È somministrata per via endovenosa e, nel braccio di confronto, viene usata per ridurre gli effetti collaterali tipici della doxorubicina tradizionale, mantenendo comunque la capacità di uccidere le cellule tumorali.
è un altro farmaco chemioterapico somministrato per via endovenosa. Nel contesto di questo studio, fa parte del regime di confronto, contribuendo a interferire con la replicazione del DNA delle cellule tumorali e a impedirne la crescita.
è un farmaco chemioterapico che impedisce alle cellule tumorali di dividersi correttamente. Viene somministrato per via endovenosa e, insieme agli altri farmaci del gruppo di confronto, è utilizzato per valutare l’efficacia comparativa rispetto al nuovo trattamento sperimentale.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione, il carboplatino è un farmaco approvato e ampiamente studiato in oncologia. È indicato principalmente per il trattamento dei tumori ovarici. Agisce legandosi al DNA delle cellule tumorali, impedendone la replicazione. È classificato come agente alchilante a base di platino, appartenente alla classe della chemioterapia.
Viene dato per infusione endovenosa ed è un anticorpo monoclonale già approvato per diverse neoplasie, inclusi i tumori ovarici. Il suo uso principale è quello di inibire la crescita dei vasi sanguigni che forniscono nutrimento al tumore. Blocca la proteina VEGF, riducendo la formazione di nuovi vasi sanguigni. È classificato come inibitore dell'angiogenesi.
Il principio è fornito come polvere per soluzione da infondere per via endovenosa ed è ancora in fase di sperimentazione clinica, senza ancora approvazione terapeutica. È studiato come possibile trattamento per i tumori ovarici sensibili al platino. Il meccanismo d'azione non è ancora stato completamente definito, ma si ipotizza un bersaglio molecolare specifico. È considerato un farmaco investigativo.
Somministrata per infusione endovenosa, la doxorubicina liposomale è un farmaco approvato per diversi tumori, incluso il carcinoma ovarico. Agisce inserendosi nel DNA e generando radicali liberi che danneggiano le cellule tumorali. La formulazione liposomale migliora la tollerabilità rispetto alla forma tradizionale. È classificata come antibiotico antineoplastico della classe degli antraciclinici.
Viene infusa per via endovenosa ed è un farmaco già approvato per il trattamento di molte neoplasie, tra cui i tumori ovarici. È un analogo nucleosidico che interferisce con la sintesi del DNA, bloccando la crescita delle cellule tumorali. È indicata come chemioterapia di prima linea o di combinazione. È classificata come antimetabolita.
Somministrato per infusione endovenosa, il paclitaxel è un farmaco approvato per il carcinoma ovarico e altri tumori solidi. Stabilizza i microtubuli della cellula, impedendo la loro normale divisione. Viene usato spesso in combinazione con altri agenti chemioterapici. È classificato come taxano, appartenente alla classe degli inibitori della mitosi.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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