CHRU De Nancy
Centro verificato
Vandoeuvre-lès-Nancy, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti giovani (18‑60 anni) affetti da Acute Myeloid Leukemia, una forma di cancro che colpisce le cellule del midollo osseo responsabili della produzione del sangue. La malattia può presentare diverse mutazioni, tra cui le varianti FLT3-ITD+ e FLT3-ITD-. Lo scopo è valutare se l’aggiunta di nuovi farmaci al trattamento standard migliora la risposta osservata mediante l’analisi del residuo di cellule tumorali rilevabile (measurable residual disease).
Per i pazienti con la mutazione FLT3-ITD+, il regime di induzione standard (che include farmaci come daunorubicin e dexamethasone) viene combinato con quizartinib, un farmaco che blocca l’attività della mutazione, oppure con midostaurin, un altro agente mirato. Nei pazienti con FLT3-ITD-, si confronta l’uso di cytarabine ad alta dose più venetoclax, che aiuta a far morire le cellule tumorali, rispetto all’alta dose di cytarabine da sola; entrambi i gruppi possono ricevere anche azacitidine come supporto terapeutico.
Il percorso dello studio prevede un ciclo iniziale di chemioterapia (induzione), seguito da una valutazione dopo il primo ciclo per verificare la presenza di cellule residue usando test molto sensibili: la tecnica PCR-NGS (un esame che cerca piccole tracce di DNA tumorale) o la flow cytometry (un esame che conta le cellule con marcatori particolari). Se necessario, i pazienti ricevono un secondo ciclo (consolidamento) e vengono poi monitorati per diversi mesi per osservare quanto tempo rimangono senza segni di malattia e la loro sopravvivenza complessiva.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco orale che blocca l’attività di una mutazione specifica (FLT3‑ITD) presente in alcune forme di leucemia mieloide acuta. Nel trial viene aggiunto alla chemioterapia di induzione e di consolidamento per verificare se può ridurre la quantità di cellule leucemiche residue rispetto al trattamento standard.
è un corticosteroide somministrato per via endovenosa. Viene usato come terapia di base per controllare l’infiammazione e aiutare a gestire gli effetti collaterali della chemioterapia intensiva.
è un chemioterapico appartenente alla classe delle antracicline, somministrato per via endovenosa. È uno dei due farmaci della scheda “7+3” (sette giorni di citarabina più tre giorni di daunorubicina) usata per indurre la remissione nella leucemia mieloide acuta.
è un altro chemioterapico, somministrato per via endovenosa. Forma la parte “7” della scheda “7+3”, interferendo con la sintesi del DNA delle cellule leucemiche e contribuendo a eliminarle.
è un farmaco somministrato per via sottocutanea che aiuta a riattivare i geni normali nelle cellule leucemiche. Viene testata come parte del trattamento per valutare se migliora la risposta della malattia.
è un farmaco orale che inibisce la proteina BCL‑2, una difesa delle cellule tumorali. Nel trial viene aggiunto alla citarabina ad alte dosi nei pazienti senza mutazione FLT3‑ITD, per capire se aumenta la capacità di eliminare le cellule leucemiche residue.
è una compressa rivestita da assumere per via orale; è un farmaco sperimentale ma già approvato in alcuni Paesi per leucemia mieloide acuta con mutazione FLT3‑ITD. Viene usato principalmente per trattare questa forma di leucemia, spesso in combinazione con la chemioterapia. Agisce bloccando il recettore FLT3, impedendo ai segnali di far crescere le cellule tumorali. È classificato come inibitore selettivo di FLT3, una terapia mirata.
è una soluzione per iniezione somministrata per via endovenosa; è un corticosteroide ampiamente utilizzato e ben conosciuto in medicina. Viene impiegato per ridurre infiammazioni e reazioni immunitarie, ad esempio durante trattamenti chemioterapici. Si lega ai recettori dei glucocorticoidi e diminuisce la produzione di sostanze infiammatorie. È classificato come glucocorticoide sintetico.
è una soluzione per infusione endovenosa; è un farmaco chemioterapico già approvato per la leucemia mieloide acuta e altri tumori del sangue. Viene usato per distruggere le cellule cancerose durante la fase di induzione della terapia. Penetra nel DNA e inibisce l’enzima topoisomerasi II, provocando rotture del DNA e morte cellulare. È classificato come antibiotico antitumorale della classe delle antracicline.
è una soluzione per iniezione endovenosa; è un farmaco chemioterapico consolidato per il trattamento della leucemia mieloide acuta. Viene somministrato per interrompere la crescita delle cellule tumorali. Una volta dentro le cellule, si incorpora nel DNA e blocca la sintesi del nuovo materiale genetico. È classificato come antimetabolita, analogo della pirimidina.
è una sospensione per iniezione sottocutanea; è un farmaco già approvato per sindromi mielodisplastiche e leucemia mieloide acuta. Viene usato per rallentare la proliferazione delle cellule tumorali. Agisce aggiungendo gruppi metilici al DNA, modificando l’espressione dei geni e favorendo la morte delle cellule maligne. È classificato come agente ipometilante.
è una compressa rivestita da assumere per via orale; è un farmaco approvato per leucemia mieloide acuta in combinazione con altri farmaci e per leucemia linfatica cronica. Viene impiegato per aumentare la risposta al trattamento chemioterapico. Inibisce la proteina BCL‑2, che normalmente protegge le cellule tumorali dalla morte, così le cellule cancerose muoiono più facilmente. È classificato come inibitore di BCL‑2, terapia mirata.
è un tumore del sangue che nasce dall’accumulo di cellule immature prodotte dal midollo osseo. Queste cellule non maturano correttamente e si moltiplicano rapidamente, occupando lo spazio destinato ai normali globuli rossi, bianchi e piastrine. Il loro aumento porta a una diminuzione delle cellule sane, causando anemia, infezioni e sanguinamenti. Con il tempo, le cellule leucemiche possono entrare nel sangue e diffondersi ad altri organi come fegato, milza e sistema nervoso centrale. Il processo è generalmente rapido e richiede un monitoraggio continuo.
è una variante della LMA caratterizzata dalla presenza di una duplicazione interna del gene FLT3. Questa alterazione favorisce una crescita più veloce delle cellule leucemiche, rendendo la malattia più aggressiva. I sintomi di base della LMA si manifestano più rapidamente e la conta delle cellule leucemiche può aumentare in modo più marcato. La mutazione può comparire sia in pazienti giovani che adulti. La progressione tende a essere più rapida rispetto alla LMA senza questa mutazione.
indica una LMA in cui non è presente la duplicazione del gene FLT3. La malattia si sviluppa comunque con l’accumulo di cellule immature nel midollo, ma la velocità di crescita è generalmente meno elevata rispetto alla forma con FLT3‑ITD. I sintomi tipici includono affaticamento, infezioni ricorrenti e sanguinamenti. Anche senza la mutazione, le cellule leucemiche possono diffondersi nel sangue e negli organi. La progressione resta comunque significativa e richiede un controllo regolare.
è una forma di LMA caratterizzata da una riarrangiamento dei geni che codificano per i fattori di trascrizione CBF (core‑binding factor). Questo tipo di alterazione porta a una proliferazione più controllata delle cellule leucemiche rispetto ad altre varianti, ma comunque anomala. I pazienti presentano i classici segni di anemia, infezioni e trombocitopenia. Le cellule leucemiche possono infiltrare il sangue e, in alcuni casi, altri tessuti. La malattia evolve con un decorso che può variare, ma resta una proliferazione incontrollata del midollo.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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