Institut fuer Klinische Transfusionsmedizin und Immungenetik Ulm gGmbH
Centro verificato
Ulma, Germania
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il fibrolamellar hepatocellular carcinoma, una forma rara di cancro al fegato, e altri tumori che presentano una specifica alterazione genetica chiamata DNAJB1-PRKACA, che aiuta le cellule tumorali a crescere. La terapia investigata combina un vaccino a base di piccoli frammenti proteici, chiamato Fusion-VAC-XS15, con un farmaco chiamato atezolizumab, che blocca una proteina (PD-L1) che normalmente impedisce al sistema immunitario di attaccare le cellule cancerose.
Lo scopo dello studio è valutare la capacità della terapia di stimolare una risposta immunitaria specifica e la sua sicurezza. I partecipanti ricevono il vaccino mediante iniezione sotto la pelle e il farmaco tramite infusione in vena, a intervalli regolari per diversi mesi. Durante il periodo di trattamento e dopo, vengono effettuati controlli medici, prelievi di sangue per analizzare le T-cell (cellule del sistema immunitario) e altri esami per verificare eventuali effetti indesiderati.
Verranno osservati come risultato la capacità del corpo di riconoscere e combattere le cellule tumorali, la comparsa di eventuali effetti collaterali, la qualità della vita e la durata della risposta al trattamento.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco che blocca la proteina PD‑L1, una “chiave” usata dalle cellule tumorali per nascondersi al sistema immunitario. Inibendo questa proteina, il farmaco permette alle difese naturali del corpo di riconoscere e attaccare le cellule cancerose. Viene somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione. Nel trial il farmaco è combinato con il vaccino sperimentale per verificare se insieme migliorano la risposta immunitaria e la sicurezza del trattamento.
è un vaccino a base di peptidi progettato per stimolare il sistema immunitario a riconoscere una specifica fusione genetica (DNAJB1‑PRKACA) presente in alcuni tumori, come il carcinoma epatocellulare fibrolamelare. Viene iniettato sotto la pelle come emulsione. Lo scopo del vaccino è attivare le cellule T del paziente affinché possano identificare e distruggere le cellule tumorali che portano quella fusione oncogenica.
è una soluzione sterile per infusione endovenosa contenente atezolizumab, un anticorpo monoclonale che blocca la proteina PD‑L1. È già approvato e utilizzato in diversi tumori solidi, quindi è ben conosciuto nella letteratura medica. Viene impiegato per trattare tumori che esprimono PD‑L1, inclusi alcuni casi di carcinoma epatocellulare fibrolamelare. Il suo meccanismo consiste nel impedire a PD‑L1 di spegnere le difese immunitarie, permettendo così al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali; appartiene alla classe degli inibitori del checkpoint immunitario.
è una soluzione sterile per infusione contenente atezolizumab, un anticorpo monoclonale che inibisce la proteina PD‑L1. È già approvato per diversi tumori solidi e quindi è ben documentato nella letteratura. Viene usato per potenziare la risposta immunitaria contro tumori come il carcinoma epatocellulare fibrolamelare. Blocca l’interazione tra PD‑L1 e il sistema immunitario, favorendo l’attacco delle cellule tumorali; è classificato come inibitore del checkpoint immunitario.
è un’emulsione per iniezione sottocutanea che contiene un peptide vaccinale basato sulla fusione DNAJB1‑PRKACA. È un prodotto sperimentale ancora in fase di studio clinico, quindi non è ancora approvato per uso generale. È destinato a stimolare una risposta immunitaria specifica contro tumori che presentano la fusione DNAJB1‑PRKACA, come il carcinoma epatocellulare fibrolamelare. Il vaccino presenta il peptide al sistema immunitario, inducendo T‑cellule capaci di riconoscere le cellule tumorali; rientra nella categoria dei vaccini terapeutici anti‑cancro.
è un tumore primario del fegato che colpisce soprattutto giovani senza malattie epatiche preesistenti. Si caratterizza per una crescita lenta ma può avanzare localmente invadendo i vasi epatici. Con il tempo può diffondersi al fegato rimanente e a strutture vicine. La sua evoluzione è tipicamente indolente nelle fasi iniziali, ma può diventare più aggressiva in assenza di trattamento.
indica tumori che presentano la fusione genica DNAJB1-PRKACA, tipica del carcinoma epatocellulare fibrolamellare e di altre rare neoplasie. Questa alterazione genetica guida la crescita cellulare e la sopravvivenza tumorale. Le cellule tumorali con questa fusione tendono a proliferare in modo continuo e possono diffondersi localmente. La presenza della fusione è associata a un potenziale di progressione più rapido rispetto a tumori privi di tale alterazione.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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