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Studio di sicurezza di cellule CD34+ autologhe transdotte con vettore lentivirale NCF1 in pazienti pediatrici e adulti con malattia granulomatosa cronica p47‑CGD

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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

La malattia granulomatosa cronica (CGD) è un difetto del sistema immunitario molto raro che rende difficile per il corpo combattere i batteri e i funghi; in questa forma specifica il problema è dovuto a una carenza della proteina p47phox, che impedisce alle cellule del sangue di produrre una sostanza chimica necessaria per uccidere i microrganismi. Il trattamento sperimentale prevede l’uso di cellule staminali del paziente, chiamate cellule CD34+ autologhe, che vengono prelevate dal sangue, modificate in laboratorio con un lentiviral vector contenente il gene umano NCF1 corretto e poi reintrodotte nel corpo; il prodotto finale è identificato con il nome di codice SGX-001.

Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di una singola somministrazione di SGX-001 in pazienti pediatrici e adulti affetti da CGD dovuta a p47phox deficiency. Prima dell’infusione, i partecipanti ricevono una procedura chiamata condizionamento mioablativo, che è una terapia molto intensa per svuotare temporaneamente il midollo osseo, in modo da permettere alle nuove cellule di prendere piede. Dopo l’infusione, i pazienti sono seguiti regolarmente per circa un anno, con visite di controllo, esami del sangue e monitoraggio dei segni vitali.

Durante il periodo di osservazione, gli specialisti controllano la comparsa di effetti indesiderati, i risultati dei laboratori e le funzioni cardiache, e valutano se il trattamento sta funzionando misurando l’attività dell’enzima NADPH ossidasi nei globuli bianchi, cercando di raggiungere almeno il 10 % di attività rispetto a valori normali. Si osservano anche la frequenza di infezioni tipiche della CGD, la necessità di antibiotici o antifungini e la qualità di vita generale dei partecipanti.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Baseline Assessment

    After enrollment, a series of baseline examinations is performed to record the current Health status. This includes blood tests, physical Examination, vital‑sign measurement, and a 12‑lead electrocardiogram (ECG).

    The results serve as reference points for all later comparisons during the study.

  2. Passaggio 2

    Myeloablative conditioning

    Several days before the cell infusion, a short course of intensive chemotherapy, called myeloablative conditioning, is given. The purpose is to erase the existing bone‑marrow cells so that the infused stem cells can engraft.

    The exact drugs and Schedule are defined by the study protocol and are administered in the hospital under medical supervision.

  3. Passaggio 3

    Cell infusion (sgx-001)

    Once conditioning is completed, a single intravenous infusion of autologous CD34+ cells transduced with a lentiviral vector encoding the human NCF1 gene (product name sgx-001) is administered.

    The cells are taken from the Patient’s own blood, modified in the laboratory, and then delivered as a sterile solution for infusion. The infusion is performed once, and no repeated doses are planned.

  4. Passaggio 4

    Immediate post‑infusion monitoring

    Right after the infusion, the Patient remains in the hospital for close observation. Vital signs, electrocardiogram, and laboratory values are checked repeatedly to detect any early adverse reactions.

    Physical examinations are also performed according to the study Schedule.

  5. Passaggio 5

    In‑Patient Recovery and early safety checks

    The Patient stays in the hospital for several weeks to allow Recovery of blood counts. Specific milestones are monitored, such as the return of neutrophils (a type of White blood cell) by day 42 and the Recovery of platelets by month 12.

    During this period, safety assessments continue, including recording of any adverse events, laboratory tests, and physical examinations.

  6. Passaggio 6

    Out‑Patient follow‑up visits

    After discharge, the Patient attends scheduled outpatient visits at month 1, month 2, month 3, month 6, month 9, and month 12.

    At each visit, blood samples are taken to Measure NADPH oxidase activity (the function that is deficient in the disease) and to assess the level of the introduced gene (transgene) in blood and bone‑marrow cells.

    Additional safety evaluations include laboratory tests, vital‑sign checks, electrocardiograms, and physical examinations.

  7. Passaggio 7

    Month 12 comprehensive Evaluation

    At the final month‑12 visit, the primary efficacy Outcome is assessed: a successful response is defined as at least 10 % of peripheral‑blood granulocytes (a type of immune cell) showing restored NADPH oxidase activity.

    Secondary assessments include overall survival, infection rates, need for antibacterial or antifungal prophylaxis, and quality‑of‑life questionnaires.

    All collected data are used to determine the safety and tolerability of the single administration of sgx-001.

Chi può partecipare allo studio?

10 criteri

  • Consenso informato: è necessario aver firmato correttamente il modulo di consenso informato (o l’assenso del tutore legale, se necessario).
  • Disponibilità a lungo termine: bisogna essere disposti a partecipare a controlli di follow‑up per fino a 15 anni dopo la somministrazione del trattamento.
  • Diagnosi confermata di CGD dovuta a difetto p47‑phox: è richiesta la conferma della malattia mediante test genetico che dimostri una mutazione nel gene NCF1.
  • Attività ridotta della NADPH ossidasi: il test di flusso citometrico con diidrorodamina deve mostrare assenza o riduzione superiore al 95 % dell’attività di questo enzima, importante per la difesa contro le infezioni.
  • Età e peso minimi: il partecipante deve avere almeno 18 mesi di età e pesare almeno 10 kg al momento della firma del consenso.
  • Complicazioni infettive o infiammatorie gravi: è necessario avere una o più infezioni o infiammazioni ricorrenti o severe, valutate dal medico dello studio.
  • Assenza di donatore compatibile HLA 10/10: non deve esserci un fratello o una sorella con corrispondenza completa dei marcatori HLA (A, B, C, DR, DQ) adatto per un trapianto di midollo.
  • Possibilità di tornare al centro di studio: è necessario poter recarsi al sito di studio per i controlli durante il primo anno e al centro di trapianto locale per il periodo di monitoraggio successivo.
  • Test di gravidanza negativo per le donne in età fertile: le donne che possono avere figli devono fare un test di gravidanza entro 3 giorni prima di ogni ciclo di mobilizzazione e entro 5 giorni prima dell’infusione, e non devono essere incinte, allattare o pianificare una gravidanza.
  • Uso di contraccezione efficace per gli uomini: gli uomini con partner di età fertile devono utilizzare metodi contraccettivi molto efficaci durante lo studio e per il periodo indicato dopo la somministrazione.

Chi non può partecipare allo studio?

17 criteri

  • Il partecipante o il genitore/tutore non è in grado o non vuole seguire le istruzioni del protocollo dello studio.
  • Non è possibile interrompere l’uso di interferon‑gamma almeno 30 giorni prima della somministrazione del trattamento (interferon‑gamma è un farmaco che stimola il sistema immunitario).
  • Il partecipante ha già partecipato a un altro studio clinico sperimentale negli ultimi 6 mesi.
  • Il medico ritiene che una qualsiasi condizione del partecipante possa mettere a rischio la sua sicurezza, impedire di completare lo studio o rendere difficili i risultati.
  • Non è disponibile un fratello o una sorella con corrispondenza HLA 10/10 (corrispondenza completa dei marcatori del sistema immunitario) oppure il trapianto di cellule del donatore comporterebbe un rischio inaccettabile.
  • Il partecipante ha già subito un trapianto di cellule staminali ematopoietiche da donatore (trapianto allogenico).
  • Il partecipante è incinta o sta allattando.
  • Il partecipante ha controindicazioni per la mobilizzazione delle cellule CD34+ (ad esempio emoglobina < 8 g/dL, instabilità cardiovascolare o problemi di coagulazione), per la procedura di apheresi (raccolta di cellule dal sangue) o per il regime di condizionamento (trattamento pre‑trapianto).
  • Il partecipante è allergico o ha una reazione avversa a qualsiasi componente del farmaco in studio.
  • Il partecipante è infetto da HIV, epatite B, epatite C, adenovirus, parvovirus B19, virus linfotropico umano o toxoplasmosi (infezioni che possono influenzare il sistema immunitario).
  • Il partecipante ha un tumore attivo che si è diffuso (metastatico) o è avanzato localmente, incluso un tumore del sangue, con una sopravvivenza prevista inferiore a 3 anni.
  • Il partecipante presenta gravi problemi di organi, come:
    • necessità di ventilazione meccanica (macchina per aiutare a respirare),
    • funzione cardiaca molto bassa (frazione di accorciamento < 25% all’ecocardiogramma),
    • insufficienza renale che richiede dialisi (trattamento per filtrare il sangue),
    • crisi epilettiche non controllate,
    • gravi anomalie congenite (difetti presenti dalla nascita),
    • una sopravvivenza prevista inferiore a 6 mesi.
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Farmaci in studio

SGX-001 è una terapia cellulare in cui le proprie cellule staminali del sangue del paziente (cellule CD34⁺) vengono prelevate, modificate in laboratorio con un virus di tipo lentivirale per inserire una copia sana del gene NCF1, e poi reinfuse nel corpo. Questa modifica aiuta a correggere il difetto genetico che causa la malattia granulomatosa cronica dovuta alla carenza della proteina p47‑phox. Dopo che il paziente ha ricevuto una preparazione chimica intensa (condizionamento miablativo) per creare spazio nel midollo osseo, le cellule modificate vengono somministrate per via endovenosa in un’unica infusione, con l’obiettivo di ripristinare la capacità delle cellule immunitarie di combattere le infezioni.

Che cosa si sa già del trattamento

Autologous CD34+ cells transduced with a lentiviral vector encoding the human NCF1 gene - Viene somministrato per infusione endovenosa come dispersione per infusione. Attualmente è in fase di sperimentazione clinica di fase 1/2 e non è ancora approvato per uso commerciale. È indicato per la malattia granulomatosa cronica dovuta alla carenza di p47‑phox; le cellule CD34+ autologhe sono trasdotte con un vettore lentivirale che inserisce il gene NCF1, consentendo alle cellule di produrre la proteina p47‑phox corretta e di ripristinare la capacità dei globuli bianchi di combattere le infezioni. Si tratta di una terapia genica con cellule staminali ematopoietiche.

Malattie studiate

Chronic granulomatous disease (CGD) caused by p47phox deficiency (p47-CGD) - È una malattia genetica rara in cui i neutrofili non riescono a produrre le molecole di ossigeno necessarie per uccidere alcuni batteri e funghi a causa della carenza della proteina p47phox. Questa difetta immunitaria è presente fin dalla nascita e compromette la capacità di difesa dell’organismo. Con il tempo si verificano infezioni ricorrenti, soprattutto della pelle, dei polmoni, dei linfonodi e del tratto gastrointestinale. Le infezioni persistenti favoriscono la formazione di granulomi, cioè aggregati di cellule infiammatorie, in vari organi. L’attività della malattia può aumentare quando il corpo è esposto a nuovi patogeni o a situazioni di stress immunitario.
Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 3 nov 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase I/IINumero dello studio2025-524423-50-00Codice del protocolloSGX-001-CT-01Partecipanti previsti5 personePromotoreSomagenetix AG

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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