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Non ancora in reclutamentoMalattia rara

Studio di fase Ib/II sulla sicurezza e tollerabilità di obrixtamig, ZL‑1310 e atezolizumab in pazienti con carcinoma neuroendocrino a piccole cellule avanzato

Centro verificatoFarmaco autorizzatoSenza placebo
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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

Lo studio riguarda pazienti con tumori neuroendocrini poco differenziati, inclusi Small cell lung carcinoma, Large cell neuroendocrine lung carcinoma, Extrapulmonary neuroendocrine carcinoma of small cell histology e Extrapulmonary neuroendocrine carcinoma of large cell histology. Questi tumori sono rari e tendono a crescere rapidamente. Il trattamento sperimentale combina obrixtamig, una terapia mirata, con ZL-1310, un anticorpo monoclonale, e in alcuni pazienti anche atezolizumab, un farmaco che aiuta il sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali. Tutti i farmaci vengono somministrati per via endovenosa, cioè tramite una piccola sacca inserita in una vena, in forma di soluzione per infusione.

Lo scopo principale è valutare la sicurezza, la tollerabilità e i primi segnali di efficacia di questa combinazione. Lo studio è diviso in due parti: nella prima si cerca la dose più adatta per la combinazione dei due primi farmaci; nella seconda si aggiunge il terzo farmaco per verificare come il corpo reagisce e se la malattia si arresta più a lungo. I pazienti ricevono le infusioni a intervalli regolari e vengono seguiti con visite mediche per monitorare eventuali effetti indesiderati e l’andamento del tumore.

Durante il periodo di studio i partecipanti vengono valutati per la comparsa di effetti collaterali gravi, noti come tossicità limitante della dose, e per la possibilità di dover modificare o interrompere il trattamento. Si effettua anche una misurazione della durata in cui la malattia non peggiora, indicata come sopravvivenza senza progressione, per capire se il nuovo regime può prolungare il tempo senza crescita del tumore. Le visite includono esami di routine, analisi del sangue e, se necessario, imaging come la tomografia computerizzata per osservare eventuali cambiamenti.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Iscrizione al trial

    Dopo aver firmato il consenso informato, viene effettuata una valutazione iniziale che comprende la raccolta della storia clinica, esami del sangue, test di funzionalità degli organi e imaging per confermare la diagnosi di carcinoma neuroendocrino poco differenziato.

    Tutte le informazioni raccolte servono a stabilire la idoneità al trial e a definire la linea di base per le valutazioni successive.

  2. Passaggio 2

    Avvio del ciclo di trattamento - parte 1

    Vengono somministrati obrixtamig e zl-1310 per via endovenosa secondo il programma stabilito dal medico di studio.

    La somministrazione avviene in una sede sanitaria dove è possibile monitorare eventuali reazioni immediate.

    La dose specifica, la frequenza e la durata del trattamento sono decise dal ricercatore in base alla risposta iniziale e alla tollerabilità del paziente.

  3. Passaggio 3

    Monitoraggio della tollerabilità

    Durante il periodo di valutazione delle tossicità limitanti la dose (DLT) vengono eseguiti controlli clinici, esami di laboratorio e valutazioni degli effetti avversi ogni settimana o secondo le indicazioni del protocollo.

    Eventuali effetti avversi di grado 3 o superiore o la comparsa di DLT possono portare a modifiche della dose o a sospensione temporanea del trattamento.

  4. Passaggio 4

    Aggiunta di atezolizumab - parte 2

    Nei pazienti con carcinoma a piccole cellule in stadio avanzato, al protocollo di obrixtamig e zl-1310 viene aggiunto atezolizumab, anch'esso somministrato per via endovenosa.

    La combinazione è prevista per valutare la sicurezza, la tollerabilità e l'efficacia precoce nella popolazione di studio.

  5. Passaggio 5

    Visite di controllo periodiche

    Ogni ciclo di trattamento è seguito da visite di controllo in cui vengono ripetuti gli esami del sangue, le scansioni radiografiche e la valutazione clinica degli effetti avversi.

    Il personale medico decide, in base ai risultati, se continuare con la stessa dose, ridurla o interrompere il farmaco.

  6. Passaggio 6

    Interruzione del trattamento

    Il trattamento può terminare per tre motivi principali: progressione della malattia, comparsa di tossicità non gestibile o completamento del numero di cicli previsto dal protocollo.

    In caso di interruzione, il paziente viene informato delle ragioni e delle eventuali opzioni terapeutiche successive.

  7. Passaggio 7

    Follow‑up post‑trattamento

    Dopo la fine del trattamento, il paziente continua a essere seguito per monitorare la progressione della malattia e la sopravvivenza libera da progressione.

    Le visite di follow‑up includono esami di laboratorio, imaging e valutazione clinica a intervalli stabiliti dal protocollo.

Chi può partecipare allo studio?

9 criteri

  • Essere stati diagnosticati con un cancro avanzato, metastatico o recidivo di uno dei seguenti tipi: carcinoma a piccole cellule del polmone, carcinoma neuroendocrino a grandi cellule del polmone o carcinoma neuroendocrino extra‑polmonare (di tipo piccole o grandi cellule).
  • Se il tumore presenta più di un tipo di istologia, è necessario che la componente neuroendocrina o a piccole cellule costituisca almeno il 50 % del tessuto tumorale.
  • Avere provato tutte le terapie standard disponibili che possono prolungare la vita, incluso almeno un ciclo di chemioterapia a base di platino (ad esempio cisplatino o carboplatino), a meno che il medico non abbia indicato un motivo medico per non usarla.
  • Possedere una conferma, mediante esame al microscopio (istologia o citologia), di carcinoma a piccole cellule del polmone in fase avanzata (stadio IV secondo il sistema AJCC) o di più noduli polmonari di grandi dimensioni (T3‑T4).
  • Non aver ricevuto precedenti terapie sistemiche per il carcinoma a piccole cellule del polmone in fase avanzata; se si è ricevuta chemioterapia‑radioterapia per la fase limitata, questa deve essere stata curativa e deve essere trascorso almeno 6 mesi dall’ultimo trattamento prima della diagnosi di fase avanzata.
  • Avere almeno una lesione tumorale misurabile al di fuori del sistema nervoso centrale, secondo i criteri RECIST 1.1 (metodi standard per valutare le dimensioni del tumore con le immagini).
  • Presentare un punteggio di funzionalità fisica ECOG 0 o 1, cioè essere in buona forma e capace di svolgere le normali attività quotidiane.
  • Disponibilità di un campione di tessuto tumorale conservato da una biopsia precedente (campione archivio).
  • Rispettare eventuali ulteriori criteri di ammissibilità specificati dallo studio.

Chi non può partecipare allo studio?

16 criteri

  • Malattie gravi concomitanti: presenza di una condizione medica seria, come disturbi neurologici, psichiatrici (anche dipendenze), ulcere attive (nell'intestino o sulla pelle) o anomalie di laboratorio che potrebbero compromettere la sicurezza, la partecipazione o i risultati dello studio.
  • Diagnosi di altri tumori rari: avere un carcinoma a cellule di Merkel o un carcinoma midollare della tiroide.
  • Malattia leptomeningeale o meningite carcinomatosa: presenza di cellule tumorali nelle membrane che rivestono cervello e midollo spinale.
  • Allergia nota ai farmaci dello studio: ipersensibilità conosciuta ai farmaci sperimentali o ai loro componenti, oppure una reazione allergica grave e potenzialmente pericolosa (anafilassi) a anticorpi monoclonali.
  • Reazioni immunitarie gravi precedenti: aver sperimentato effetti avversi immunologici severi (grado 3 o superiore) o reazioni di infusione che hanno richiesto l’interruzione permanente del trattamento immunoterapico.
  • Tossicità persistente da trattamenti precedenti: effetti collaterali ancora presenti che non sono diminuiti a un livello lieve (grado 1), ad eccezione di perdita di capelli, affaticamento, problemi mestruali, neuropatia periferica di grado 2, disordini endocrini controllati con terapia sostitutiva o tossicità irreversibili ma stabili da almeno 4 settimane.
  • Trattamenti recenti incompatibili:
    • Qualsiasi terapia mirata a DLL3 o più di 30 Gy di radioterapia toracica in qualsiasi momento.
    • Corticosteroidi sistemici (> 10 mg al giorno di prednisone o equivalenti) assunti entro 7 giorni precedenti (esclusi corticosteroidi locali o uso breve < 8 giorni).
    • Radioterapia fuori dal torace, inclusa la radioterapia cerebrale totale, entro 2 settimane (esclusa la radioterapia locale per lesioni ossee).
    • Radioterapia toracica o anticorpi monoclonali, coniugati anticorpo‑farmaco o radio‑immunoconiugati per carcinoma a piccole cellule entro 4 settimane.
    • Chirurgia maggiore (es. sostituzione dell'anca) entro 28 giorni prima della prima dose o programmata durante lo studio.
    • Vaccini vivi attenuati entro 4 settimane prima della prima dose o programmati durante lo studio.
    • Farmaci o dispositivi sperimentali entro 30 giorni (o 5 emivite) dall’inizio del trattamento.
    • Inibitori forti del CYP3A4 o CYP2D6 (enzimi metabolizzanti) assunti entro 14 giorni (o 5 emivite) dalla prima dose.
    • Trapianto d'organo o di tessuto: aver ricevuto un trapianto (allogenico) in passato.
    • Altri criteri di esclusione: ulteriori motivi di esclusione non specificati qui.
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Dove si svolge lo studio

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Farmaci in studio

  • ZL-1310

    è un anticorpo monoclonale umanizzato che si lega a una proteina chiamata DLL3 presente sulle cellule tumorali neuroendocrine. Viene somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione e il suo scopo nello studio è quello di aiutare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule cancerose.

  • BI 764532

    è una molecola progettata per collegare le cellule T del sistema immunitario (attraverso il recettore CD3) alle cellule tumorali che esprimono DLL3. In pratica, funge da “ponte” che porta le cellule di difesa direttamente al tumore, favorendo la sua distruzione. Anche questo farmaco viene somministrato per via endovenosa.

  • Atezolizumab

    è un anticorpo monoclonale che blocca una proteina chiamata PD‑L1, la quale normalmente aiuta le cellule tumorali a nascondersi dal sistema immunitario. Bloccando PD‑L1, atezolizumab permette alle difese naturali del corpo di riconoscere e combattere il cancro. Viene dato per via endovenosa come infusione.

  • Tocilizumab

    è un anticorpo monoclonale che inibisce l’interleuchina‑6 (IL‑6), una sostanza che può contribuire all’infiammazione e alla crescita tumorale. Nel contesto di questo studio, tocilizumab è usato come terapia di supporto per gestire eventuali reazioni infiammatorie legate al trattamento.

  • Obrixtamig

    è un farmaco sperimentale che agisce contro specifiche vie di segnalazione coinvolte nella crescita delle cellule tumorali neuroendocrine. Viene combinato con gli altri farmaci dello studio per valutare se insieme migliorano la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia contro il cancro.

Che cosa si sa già del trattamento

  • ZL-1310

    È una soluzione per infusione somministrata per via endovenosa; è un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato che si lega al recettore DLL3 presente sulle cellule tumorali neuroendocrine. Attualmente è in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato per uso generale. Viene studiato principalmente per il trattamento dei carcinomi neuroendocrini poco differenziati. Il suo meccanismo consiste nel marcare le cellule tumorali per il riconoscimento da parte del sistema immunitario, classificandolo come terapia mirata a base di anticorpi monoclonali.

  • BI 764532

    Si presenta come soluzione per infusione endovenosa ed è un englobante di cellule T di tipo IgG‑like che si lega contemporaneamente a DLL3 e a CD3. È un prodotto sperimentale in fase di studio clinico, senza approvazione commerciale. È destinato al trattamento dei tumori neuroendocrini a cellule poco differenziate. Funziona collegando le cellule tumorali al recettore CD3 dei linfociti T, attivando così le difese immunitarie contro il tumore, rientrando nella classe degli anticorpi bispecifici immunoterapici.

  • Tecentriq

    È una soluzione per infusione endovenosa contenente atezolizumab, un anticorpo monoclonale già approvato per diverse neoplasie, inclusi i carcinomi a piccole cellule del polmone. È ampiamente documentato nella letteratura medica e usato nella pratica clinica. Indicato per vari tumori solidi, tra cui il carcinoma neuroendocrino a piccole cellule. Agisce bloccando la proteina PD‑L1, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e distruggere le cellule tumorali; è classificato come inibitore del checkpoint immunitario.

  • RoActemra

    Si presenta come soluzione per infusione endovenosa contenente tocilizumab, un anticorpo monoclonale approvato per malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide. È ben conosciuto nella letteratura e in uso clinico consolidato. È indicato per condizioni infiammatorie e può essere impiegato per gestire sindromi da rilascio di citochine in contesti oncologici. Il suo meccanismo blocca il recettore dell’interleuchina‑6, riducendo l’infiammazione; è classificato come anticorpo monoclonale immunosoppressore.

Malattie studiate

  • Carcinoma neuroendocrino extrapolmonare a grandi cellule

    è un tumore maligno di origine neuroendocrina che si sviluppa al di fuori dei polmoni e presenta cellule di grandi dimensioni. Le cellule mostrano una marcata anaplasia e tendono a crescere rapidamente. Il tumore può coinvolgere organi come il tratto gastrointestinale, il seno o il tratto genitourinario. Con il tempo, può diffondersi localmente ai linfonodi e metastatizzare a distanza, soprattutto al fegato e alle ossa. La sua evoluzione è tipicamente veloce a causa della scarsa differenziazione.

  • Carcinoma neuroendocrino polmonare a grandi cellule

    è una neoplasia neuroendocrina primaria del polmone caratterizzata da cellule di grandi dimensioni. Si presenta spesso con un rapido aumento di dimensioni del nodulo polmonare. Il tumore può invadere i bronchi vicini e i linfonodi mediastinici. Successivamente può metastatizzare a organi come fegato, ossa o cervello. La sua progressione è generalmente più rapida rispetto ai tumori neuroendocrini a cellule piccole.

  • Carcinoma neuroendocrino extrapolmonare a piccole cellule

    è un tumore maligno di origine neuroendocrina che si sviluppa al di fuori dei polmoni e presenta cellule piccole e rotonde. Le cellule mostrano una forte proliferazione e tendono a formare necrosi centrali. Il tumore può interessare organi come il tratto gastrointestinale, il pancreas o il sistema genitale. Con il progredire della malattia, può diffondersi ai linfonodi regionali e metastatizzare a distanza, soprattutto al fegato e al midollo osseo. La sua evoluzione è tipicamente rapida a causa della scarsa differenziazione.

  • Carcinoma a piccole cellule del polmone

    è una neoplasia neuroendocrina altamente aggressiva che origina nei bronchi polmonari e presenta cellule piccole e scure. Il tumore cresce rapidamente e può causare ostruzione delle vie aeree. Si diffonde presto ai linfonodi mediastinici e a organi distanti come fegato, ossa e cervello. La progressione è veloce e spesso si osservano metastasi multiple al momento della diagnosi. È caratterizzato da un alto tasso di proliferazione cellulare.

Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 7 ott 2026
Etàda 18 anni in suFasePhase INumero dello studio2026-525634-27-00Codice del protocollo1438-0036Partecipanti previsti54 personePromotoreBoehringer Ingelheim Espana S.A.

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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