La malattia di Hodgkin è un tipo di tumore del sistema linfatico per il quale sono attualmente disponibili 27 studi clinici. Questo articolo presenta in dettaglio 10 di questi studi, che esplorano nuove combinazioni di farmaci e approcci terapeutici per pazienti con linfoma di Hodgkin recidivante, refrattario o di nuova diagnosi.
Studi Clinici sulla Malattia di Hodgkin: Nuove Opportunità di Trattamento
La malattia di Hodgkin, nota anche come linfoma di Hodgkin classico, è un tumore che colpisce il sistema linfatico, parte fondamentale del sistema immunitario. Questa patologia è caratterizzata dalla presenza di cellule anomale chiamate cellule di Reed-Sternberg. Negli ultimi anni, la ricerca medica ha fatto progressi significativi nello sviluppo di nuove terapie per questa malattia, offrendo speranza a pazienti che non hanno risposto ai trattamenti convenzionali o che hanno avuto una recidiva.
Attualmente sono disponibili 27 studi clinici dedicati alla malattia di Hodgkin. In questo articolo, esamineremo in dettaglio 10 di questi studi, concentrandoci sui criteri di partecipazione, i farmaci utilizzati e le fasi del trattamento. Questi studi rappresentano opportunità importanti per i pazienti che cercano opzioni terapeutiche innovative.
Studi Clinici Disponibili per la Malattia di Hodgkin
Studio di Ruxolitinib con Brentuximab o Pembrolizumab per Pazienti con Linfoma di Hodgkin Classico Recidivante o Refrattario
Localizzazione: Italia
Questo studio si concentra su pazienti con linfoma di Hodgkin classico che è recidivato o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Lo studio valuta l’efficacia della combinazione di ruxolitinib con brentuximab vedotin o pembrolizumab. Il ruxolitinib è un farmaco che aiuta a bloccare alcune proteine che favoriscono la crescita delle cellule tumorali. Lo studio è diviso in due gruppi: nel primo gruppo, i pazienti ricevono ruxolitinib con brentuximab vedotin, mentre nel secondo gruppo ricevono ruxolitinib con pembrolizumab.
I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni e una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico CD30+ che è recidivato o refrattario dopo trapianto autologo di cellule staminali o dopo almeno due trattamenti precedenti. I pazienti devono avere un performance status ECOG di 0-1 per la Coorte-1 o 0-2 per la Coorte-2, e un’aspettativa di vita di almeno 5 mesi. È necessario fornire campioni di tessuto tumorale e di sangue per i test.
Lo studio prevede più fasi: dopo la conferma dell’idoneità e la firma del consenso informato, i pazienti vengono assegnati a uno dei due gruppi di trattamento. Durante il trattamento, vengono effettuate valutazioni periodiche per monitorare la risposta alla terapia e gli eventuali effetti collaterali. L’obiettivo principale è migliorare il tasso di risposta completa rispetto ai trattamenti precedenti.
Studio sull’Efficacia e la Sicurezza di Tislelizumab per Pazienti con Linfoma di Hodgkin di Nuova Diagnosi che Non Possono Ricevere Chemioterapia Standard
Localizzazione: Italia
Questo studio è rivolto a pazienti con linfoma di Hodgkin classico di nuova diagnosi che non sono idonei alla chemioterapia standard, spesso a causa di altre condizioni di salute. Lo studio valuta l’efficacia e la sicurezza di tislelizumab come trattamento di prima linea. Il tislelizumab viene somministrato attraverso infusione endovenosa per un periodo fino a 24 mesi.
Per partecipare, i pazienti devono avere almeno 65 anni e una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico de novo. È richiesto un performance status ECOG di 2 o inferiore e un’aspettativa di vita di almeno 6 mesi. I pazienti devono avere una malattia misurabile con almeno una lesione linfonodale target identificabile tramite imaging. È necessaria anche una funzionalità adeguata degli organi e del midollo osseo.
Lo studio monitora il tasso di risposta globale, che include sia risposte complete che parziali. Vengono valutati anche la durata della risposta, la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza globale e gli eventi avversi durante e fino a 90 giorni dopo il trattamento.
Studio di Brentuximab Vedotin, Doxorubicina Cloridrato e Dacarbazina per Pazienti con Linfoma di Hodgkin Classico Non Trattato
Localizzazione: Repubblica Ceca, Cechia, Italia, Polonia, Spagna
Questo studio internazionale valuta l’efficacia di una combinazione di farmaci che include brentuximab vedotin per pazienti con linfoma di Hodgkin classico che non hanno ricevuto trattamenti precedenti. Il brentuximab vedotin è un anticorpo-farmaco coniugato che si lega a una proteina specifica sulla superficie delle cellule tumorali, rilasciando una sostanza tossica direttamente nelle cellule cancerose.
I criteri di partecipazione includono una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico stadio I o II Ann Arbor, senza malattia mediastinica bulky (massa voluminosa nel torace). I pazienti devono avere una malattia misurabile bidimensionale tramite PET/CT o CT. Negli Stati Uniti, l’età minima è 12 anni, mentre in altre regioni è 18 anni. È richiesto un performance status ECOG di 2 o inferiore.
Il trattamento viene somministrato tramite infusione endovenosa e lo studio monitora il tasso di risposta completa alla fine del trattamento, insieme ad altri esiti come la durata della risposta e la sopravvivenza libera da progressione.
Studio che Confronta Brentuximab Vedotin con Combinazione di Farmaci per il Trattamento del Linfoma di Hodgkin Classico Avanzato nei Pazienti
Localizzazione: Belgio, Repubblica Ceca, Cechia, Danimarca, Francia, Ungheria, Italia, Norvegia, Polonia, Spagna
Questo ampio studio internazionale confronta due combinazioni di trattamento per il linfoma di Hodgkin classico avanzato come opzione di prima linea. Il primo regime include brentuximab vedotin con doxorubicina, vinblastina e dacarbazina (A+AVD), mentre il secondo include doxorubicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina (ABVD).
Per essere ammessi, i pazienti devono avere almeno 18 anni, una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico stadio III o IV non trattato in precedenza, e un performance status ECOG di 2 o inferiore. È richiesta una malattia misurabile secondo i criteri di Cheson. I pazienti devono avere parametri di laboratorio specifici, inclusi un numero assoluto di neutrofili di almeno 1.500 cellule per microlitro e una conta piastrinica di almeno 75.000 cellule per microlitro, a meno che il midollo osseo non sia interessato dal linfoma.
Lo studio è progettato come trial in aperto, il che significa che sia i medici che i pazienti sanno quale trattamento viene somministrato. L’obiettivo principale è confrontare la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale tra i due regimi terapeutici.
Studio di Atezolizumab e Combinazione di Farmaci per Pazienti con Linfoma di Hodgkin Recidivante o Refrattario Idonei al Trapianto di Cellule Staminali
Localizzazione: Italia
Questo studio italiano esamina una combinazione di atezolizumab con il regime BEGEV (bendamustina cloridrato, gemcitabina, vinorelbina e vinorelbina tartrato) per pazienti il cui linfoma di Hodgkin è recidivato o non ha risposto ai trattamenti iniziali. Lo studio è particolarmente rivolto a pazienti candidati al trapianto autologo di cellule staminali.
I criteri di inclusione richiedono un’età compresa tra 18 e 60 anni (il limite superiore si applica solo alla fase I), una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin recidivante o refrattario dopo un solo trattamento precedente, e l’idoneità al trapianto autologo di cellule staminali. I pazienti devono avere un performance status ECOG di 2 o inferiore e una funzionalità ematica adeguata.
Lo studio è diviso in due fasi: la fase I mira a determinare la dose massima tollerata di atezolizumab in combinazione con il regime BEGEV, mentre la fase IIb valuta l’efficacia del trattamento dopo quattro cicli di terapia di induzione. Durante tutto lo studio, vengono effettuate valutazioni regolari per monitorare la risposta al trattamento e gli effetti avversi.
Studio sulla Riduzione degli Effetti Collaterali nel Linfoma di Hodgkin Avanzato Utilizzando Brentuximab Vedotin e Combinazione di Farmaci per Pazienti di Nuova Diagnosi
Localizzazione: Austria, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia
Questo studio multicentrico confronta due regimi terapeutici: BEACOPP escalato e BrECADD per pazienti con linfoma di Hodgkin in stadio avanzato. L’obiettivo principale è determinare se il trattamento BrECADD è meno tossico rispetto al BEACOPP escalato mantenendo un’efficacia simile.
Per partecipare, i pazienti devono avere una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico di nuova diagnosi in stadio IIB con massa mediastinica ampia e/o lesioni extranodali, stadio III o stadio IV. L’età dei partecipanti deve essere compresa tra 18 e 75 anni. La randomizzazione assegna i pazienti in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento.
I pazienti ricevono da 4 a 6 cicli del trattamento assegnato, seguiti da radioterapia se rimangono lesioni positive alla PET. Lo studio monitora gli effetti collaterali correlati al trattamento, la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza globale e la qualità della vita dei partecipanti.
Studio di Pembrolizumab con Ialuronidasi per Pazienti con Linfoma di Hodgkin Recidivante o Refrattario o Linfoma Primitivo Mediastinico a Grandi Cellule B
Localizzazione: Germania, Polonia, Spagna
Questo studio esamina una nuova forma di somministrazione del pembrolizumab, combinato con ialuronidasi per iniezione sottocutanea, in pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivante o refrattario o linfoma primitivo mediastinico a grandi cellule B. L’obiettivo è comprendere come il corpo processa il pembrolizumab quando somministrato sottocute e valutarne l’efficacia e la sicurezza.
Per essere ammessi, i pazienti devono avere una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico o linfoma primitivo mediastinico a grandi cellule B, una malattia misurabile secondo i criteri di classificazione di Lugano, e un’aspettativa di vita di almeno 3 mesi. È richiesto un performance status ECOG di 0 o 1. I pazienti con infezione da HIV, epatite B o epatite C possono partecipare se la condizione è adeguatamente controllata.
Durante lo studio, vengono misurati parametri farmacocinetici come la concentrazione plasmatica massima e l’area sotto la curva del pembrolizumab. Vengono valutati anche il tasso di risposta obiettiva secondo i criteri di Lugano e la durata della risposta.
Studio di Tislelizumab, Gemcitabina e Cisplatino per Pazienti con Linfoma di Hodgkin Recidivante o Refrattario in Remissione Completa Metabolica
Localizzazione: Belgio, Danimarca, Paesi Bassi
Questo studio valuta una combinazione di tislelizumab con gemcitabina e cisplatino per pazienti con linfoma di Hodgkin recidivante o refrattario. Il tislelizumab è un inibitore del checkpoint immunitario che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali bloccando la proteina PD-1.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di linfoma di Hodgkin classico, la capacità di partecipare a tutte le visite dello studio e di seguirne i requisiti. Le donne devono avere un test di gravidanza negativo all’inizio dello studio e accettare di usare due metodi efficaci di contraccezione durante lo studio e per 6 mesi dopo l’ultima dose. I pazienti devono avere una malattia primaria refrattaria o essere alla prima recidiva dopo precedente chemioterapia.
I pazienti devono avere un’età compresa tra 18 e 70 anni e un performance status WHO/ECOG di 0 o 1. È richiesta una funzionalità adeguata degli organi e del midollo osseo. Il trattamento viene somministrato tramite infusione endovenosa e i pazienti che raggiungono una remissione completa metabolica ricevono dosi aggiuntive di tislelizumab.
Studio su UCART20x22 per Pazienti con Linfoma Non Hodgkin a Cellule B Recidivante o Refrattario Utilizzando una Combinazione di Farmaci
Localizzazione: Francia, Italia, Spagna
Questo studio esamina una nuova terapia cellulare chiamata UCART20x22 per pazienti con linfoma non Hodgkin a cellule B recidivante o refrattario. La terapia cellulare utilizza cellule appositamente modificate per colpire e combattere le cellule tumorali. In questo caso, il trattamento si rivolge alle proteine CD20 e CD22 sulle cellule tumorali.
Per partecipare, i pazienti devono avere un’età compresa tra 18 e 80 anni, una funzionalità organica adeguata e test negativi per epatite B, epatite C e HIV. Le donne in età fertile devono avere un test di gravidanza negativo entro 7 giorni prima di entrare nello studio. È richiesto un performance status ECOG di 0 o 1.
Lo studio è diviso in due parti: la prima mira a trovare la dose migliore del trattamento, mentre la seconda testa ulteriormente la sicurezza e conferma la dose ottimale. I pazienti ricevono anche fludarabina e ciclofosfamide per preparare il corpo a ricevere la terapia cellulare. Durante tutto lo studio, viene effettuato un monitoraggio regolare per valutare gli effetti collaterali e la risposta al trattamento.
Studio che Confronta Pembrolizumab e Brentuximab Vedotin per Pazienti con Linfoma di Hodgkin Recidivante o Refrattario
Localizzazione: Repubblica Ceca, Cechia, Francia, Germania, Italia, Polonia, Svezia
Questo importante studio internazionale confronta direttamente due trattamenti: pembrolizumab e brentuximab vedotin, entrambi somministrati tramite infusione endovenosa, per pazienti con linfoma di Hodgkin recidivante o refrattario. Il pembrolizumab è un’immunoterapia che blocca la proteina PD-1, mentre il brentuximab vedotin è una terapia mirata che combina un anticorpo con un farmaco chemioterapico.
I criteri di partecipazione richiedono che i pazienti abbiano un linfoma di Hodgkin recidivante o refrattario, con una risposta precedente (completa o parziale) al brentuximab vedotin o a trattamenti contenenti questo farmaco. I pazienti devono avere una malattia misurabile tramite TC o TC/PET con almeno una lesione sufficientemente grande da misurare accuratamente. È necessario fornire un campione di biopsia linfonodale, che può provenire da una biopsia precedente o da una nuova effettuata entro 60 giorni dall’inizio dello studio.
È richiesto un performance status ECOG di 0 o 1 e una funzionalità organica adeguata. I pazienti vengono assegnati casualmente a ricevere pembrolizumab o brentuximab vedotin, e il loro progresso viene monitorato attraverso visite di follow-up regolari. Lo studio valuta la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza globale e il tasso di risposta obiettiva.
Riepilogo e Considerazioni Importanti
Gli studi clinici presentati offrono opportunità significative per i pazienti con malattia di Hodgkin, sia di nuova diagnosi che recidivante o refrattaria. Emergono alcuni punti chiave:
- Diversità di approcci terapeutici: Gli studi esplorano diverse strategie, dall’immunoterapia (pembrolizumab, tislelizumab, atezolizumab) alle terapie mirate (brentuximab vedotin) e alle combinazioni innovative con farmaci tradizionali.
- Attenzione alla qualità della vita: Diversi studi, come quello che confronta BEACOPP escalato con BrECADD, mirano specificamente a ridurre la tossicità del trattamento mantenendo l’efficacia.
- Opzioni per popolazioni specifiche: Alcuni studi si rivolgono a pazienti anziani non idonei alla chemioterapia standard, ampliando le opzioni terapeutiche disponibili.
- Nuove modalità di somministrazione: Lo studio su pembrolizumab con ialuronidasi esplora la somministrazione sottocutanea, che potrebbe migliorare la comodità per i pazienti.
- Approcci internazionali: Molti studi sono multicentrici e internazionali, garantendo una maggiore robustezza dei dati e accessibilità geografica.
È importante sottolineare che la partecipazione a uno studio clinico rappresenta un’opportunità per accedere a trattamenti innovativi, ma richiede anche un impegno significativo in termini di visite, monitoraggio e possibili effetti collaterali. I pazienti interessati dovrebbero discutere attentamente con il proprio oncologo se uno di questi studi possa essere appropriato per la loro situazione specifica.
I criteri di inclusione ed esclusione sono rigorosi e progettati per garantire sia la sicurezza dei pazienti che la validità scientifica dei risultati. Fattori come l’età, il performance status ECOG, la funzionalità degli organi e la storia del trattamento precedente sono tutti considerati attentamente nella selezione dei partecipanti.
Questi studi rappresentano la frontiera della ricerca sul linfoma di Hodgkin e offrono speranza per migliorare i risultati e la qualità della vita dei pazienti affetti da questa malattia. Con 27 studi totali disponibili, i pazienti e i loro medici hanno numerose opzioni da considerare nel pianificare il percorso terapeutico ottimale.










