Sorafenib

I trial clinici su Sorafenib valutano soprattutto sicurezza, efficacia e risultati di sopravvivenza in diversi gruppi di pazienti. Gli studi includono persone con carcinoma epatocellulare, bambini e giovani adulti con osteosarcoma ad alto rischio e, in un trial, pazienti con mutazioni BRAF in tumori avanzati.

Indice

Panoramica degli studi su Sorafenib

Nei dati forniti, Sorafenib compare in studi clinici che valutano soprattutto il suo ruolo come trattamento di confronto o come parte di una combinazione terapeutica.[1][2][4] Gli studi sono rivolti in gran parte a persone con carcinoma epatocellulare, ma includono anche pazienti pediatrici con tumori del fegato e pazienti con tumori avanzati che hanno mutazioni BRAF.[1][5][6]

Molti trial sono in fase 3, cioè studi più grandi che confrontano trattamenti per vedere quale funziona meglio.[1][2][4] Ci sono anche studi di fase 2, che spesso cercano di capire se un trattamento è promettente, e uno di fase 1, che serve a trovare la dose più alta tollerabile e la dose raccomandata per gli studi successivi.[3][7][8]

Studi nel carcinoma epatocellulare

Tre studi importanti riguardano persone con carcinoma epatocellulare avanzato, cioè un tumore del fegato in fase avanzata.[1][2][4] In questi trial, Sorafenib viene usato come confronto con nuove strategie terapeutiche, per capire se i nuovi trattamenti migliorano la sopravvivenza o il controllo della malattia.[1][2][4]

Nel trial NCT04039607 si confronta nivolumab più ipilimumab con lo standard di cura, che include Sorafenib o lenvatinib, in partecipanti con HCC avanzato che non hanno ricevuto prima una terapia sistemica.[1] L’obiettivo principale è la sopravvivenza globale, cioè il tempo dalla randomizzazione fino al decesso per qualsiasi causa.[1]

Nel trial NCT03298451 si confrontano durvalumab da solo o in combinazione con tremelimumab contro Sorafenib nei pazienti con HCC avanzato non resecabile e senza terapia sistemica precedente.[2] Anche qui l’endpoint principale è la sopravvivenza globale.[2]

Nel trial 2024-516479-34-00 si confronta cabozantinib in combinazione con atezolizumab contro Sorafenib in persone con HCC avanzato che non hanno ricevuto terapia sistemica precedente.[4] Gli endpoint principali sono la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale.[4]

Nel trial 2022-502948-13-00, Sorafenib è presente come trattamento di confronto in uno studio su HCC localmente avanzato o metastatico in pazienti con progressione dopo un regime di immunoterapia di prima linea.[7] L’endpoint principale è il tasso di risposta obiettiva, cioè la quota di pazienti con risposta completa o parziale secondo i criteri RECIST 1.1.[7]

Studi in età pediatrica e nei giovani adulti

Il trial NCT03017326 è uno studio pediatrico molto ampio su tumori del fegato, in particolare epatoblastoma e carcinoma epatocellulare pediatrico.[5] Sorafenib appare in uno dei gruppi di trattamento per i pazienti con HCC non resecato, dove si valuta se aggiungere gemcitabina, oxaliplatino e Sorafenib a un regime con cisplatino e doxorubicina migliori l’esito clinico.[5]

Questo studio è di fase 3 e include più gruppi di rischio e di trattamento, con obiettivi diversi a seconda del gruppo.[5] Per il gruppo con HCC non resecato, l’endpoint principale è l’event-free survival, cioè il tempo fino al primo evento importante come progressione, recidiva o morte.[5]

Nel trial 2026-525223-24-00, Sorafenib è il trattamento standard di confronto in bambini e giovani adulti con osteosarcoma ad alto grado, recidivato o refrattario.[6] Lo studio confronta mifamurtide con un trattamento che contiene Sorafenib e misura la sopravvivenza libera da eventi.[6]

Studio nei tumori con mutazioni BRAF

Il trial 2024-512887-77-00 studia tumori avanzati con mutazioni BRAF e attività chinasica alterata.[3] In questo studio di fase 1, Sorafenib viene combinato con trametinib per trovare la dose massima tollerata e la dose raccomandata per la fase successiva.[3]

Questo tipo di studio è importante perché non cerca prima di tutto di confrontare grandi gruppi di pazienti, ma di capire quale combinazione e quale dose siano più adatte per proseguire la ricerca.[3] L’arruolamento è piccolo, con 30 partecipanti, come spesso accade negli studi iniziali.[3]

Fasi degli studi e endpoint principali

La maggior parte dei trial su Sorafenib riportati qui è in fase 3, con numeri di partecipanti più alti e confronto diretto con altri trattamenti o con lo standard di cura.[1][2][4][5][6]

Gli endpoint più usati sono la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza libera da eventi.[1][4][5][6] Questi risultati servono a capire se un trattamento aiuta i pazienti a vivere più a lungo, a tenere sotto controllo la malattia o a ritardare eventi negativi legati al tumore.[1][4][5][6]

In uno studio, oltre ai risultati clinici, viene misurata anche la costo-efficacia, cioè il rapporto tra benefici ottenuti e costi del trattamento e del follow-up.[8] Questo è utile quando si vuole capire non solo se una strategia funziona, ma anche quanto conviene rispetto alle alternative.[8]

Chi può partecipare

I criteri di partecipazione cambiano da studio a studio, ma nei dati forniti emergono alcuni gruppi chiave.[1][2][3][4][5][6][7]

  • Adulti con carcinoma epatocellulare avanzato: alcuni studi includono persone che non hanno ancora ricevuto terapia sistemica precedente.[1][2][4]

  • Pazienti con HCC dopo immunoterapia: uno studio valuta una nuova combinazione in persone già trattate in prima linea con un regime contenente immunoterapia.[7]

  • Bambini e giovani adulti: il trial pediatrico include pazienti con epatoblastoma o carcinoma epatocellulare pediatrico, e un altro studio include giovani con osteosarcoma ad alto rischio.[5][6]

  • Pazienti con mutazioni BRAF: uno studio di fase 1 è dedicato a tumori avanzati con questa caratteristica genetica.[3]

Come leggere i dati dei trial

Quando un trial è randomizzato, i partecipanti vengono assegnati in modo casuale ai diversi gruppi di trattamento.[2][4][6] Questo aiuta a confrontare i trattamenti in modo più corretto.[2][4][6]

Quando un endpoint parla di RECIST 1.1, significa che la risposta del tumore viene misurata con regole standard, usando immagini e criteri precisi.[4][7] Se un risultato parla di CR o PR, si riferisce rispettivamente a risposta completa o risposta parziale del tumore.[7]

Nel trial di fase 1, il termine MTD indica la dose massima tollerata, cioè la dose più alta che può essere usata in modo accettabile nello studio iniziale.[3] La RP2D è la dose scelta per gli studi successivi, perché considerata la più adatta per continuare la ricerca.[3]

ID trial Fase Condizione studiata Stato Arruolamento
NCT04039607 Phase 3 Carcinoma epatocellulare avanzato Authorised 763
NCT03298451 Phase 3 Carcinoma epatocellulare avanzato non resecabile Authorised 1604
2024-512887-77-00 Phase 1 Tumori avanzati con mutazioni BRAF Authorised 30
2024-516479-34-00 Phase 3 Carcinoma epatocellulare avanzato Authorised 582
2023-509092-16-00 Phase 2 Leucemia mieloide acuta, sindrome mielodisplastica, leucemia mielomonocitica cronica Completed 33
NCT03017326 Phase 3 Epato blastoma e carcinoma epatocellulare pediatrico Authorised 449
2022-502948-13-00 Phase 2 Carcinoma epatocellulare localmente avanzato o metastatico Authorised 120
2026-525223-24-00 Phase 2 Osteosarcoma ad alto grado, recidivato o refrattario Authorised 40

Sperimentazioni cliniche in corso su Sorafenib

  • Studio clinico internazionale sull’epatoblastoma e carcinoma epatocellulare pediatrico con combinazione di farmaci chemioterapici in bambini e adolescenti

    In arruolamento

    1 1 1 1
    Austria Belgio Cechia Francia Germania Irlanda +4
  • Studio sull’efficacia e la sicurezza di mifamurtide rispetto a sorafenib in bambini e giovani adulti con osteosarcoma ad alto rischio

    Arruolamento non iniziato

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Polonia
  • Studio sull’uso di Sorafenib e Trametinib per pazienti con tumori avanzati con mutazioni BRAF

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Germania
  • Studio sull’efficacia di nivolumab e ipilimumab per pazienti con carcinoma epatocellulare avanzato

    Arruolamento concluso

    1 1 1 1
    Malattie in studio:
    Austria Belgio Francia Germania Italia Polonia +2
  • Studio sull’Efficacia di Durvalumab e Tremelimumab in Pazienti con Carcinoma Epatocellulare Avanzato

    Arruolamento concluso

    1 1 1 1
    Malattie in studio:
    Francia Germania Italia Spagna
  • Studio su Carcinoma Epatocellulare Avanzato o Metastatico: Valutazione di Livmoniplimab e Budigalimab per Pazienti che Hanno Progredito Dopo Terapia con Inibitori del Checkpoint Immunitario

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Francia Italia Spagna
  • Studio sul carcinoma epatico avanzato: confronto tra la combinazione di cabozantinib e atezolizumab rispetto a sorafenib in pazienti non precedentemente trattati

    Arruolamento concluso

    1 1 1 1
    Belgio Francia Ungheria Romania Spagna
  • Studio su decitabina per leucemia mieloide acuta e sindrome mielodisplastica negli anziani non idonei

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Norvegia

Glossario

  • Carcinoma epatocellulare (HCC): È il tipo più comune di tumore del fegato negli studi riportati. Molti trial su Sorafenib includono pazienti con HCC avanzato o non operabile.
  • Non resecabile: Significa che il tumore non può essere tolto con un intervento chirurgico.
  • Terapia sistemica: È un trattamento che agisce su tutto il corpo, non solo su una singola zona del tumore.
  • Sopravvivenza globale (OS): È il tempo dalla randomizzazione fino alla morte per qualsiasi causa. È uno degli obiettivi più importanti nei trial oncologici.
  • Sopravvivenza libera da progressione (PFS): È il tempo durante il quale il tumore non peggiora. Nei trial è usata per capire per quanto tempo il trattamento controlla la malattia.
  • Sopravvivenza libera da eventi (EFS): È il tempo fino al primo evento importante, come progressione, recidiva o morte. Si usa spesso negli studi pediatrici.
  • Randomizzazione: È il processo che assegna i partecipanti ai gruppi di trattamento in modo casuale.
  • RECIST 1.1: È un sistema standard per misurare la risposta del tumore alle terapie, per esempio se il tumore si riduce o scompare.
  • Risposta completa (CR): Vuol dire che non si vedono più segni del tumore con le valutazioni dello studio.
  • Risposta parziale (PR): Vuol dire che il tumore si è ridotto in modo importante, ma non è scomparso del tutto.
  • Dose raccomandata per la fase 2 (RP2D): È la dose che, dopo uno studio iniziale, viene scelta come la più adatta per test più ampi.
  • Costo-efficacia: Serve a capire se un trattamento offre benefici in rapporto ai costi sostenuti.

Riferimenti

  1. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-nivolumab-e-ipilimumab-per-pazienti-con-carcinoma-epatocellulare-avanzato/
  2. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-durvalumab-e-tremelimumab-in-pazienti-con-carcinoma-epatocellulare-avanzato/
  3. https://clinicaltrials.gov/study/2024-512887-77-00
  4. https://clinicaltrials.gov/study/2024-516479-34-00
  5. https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-su-cisplatino-e-combinazione-di-farmaci-per-bambini-con-epatoblastoma-ed-epatocarcinoma/
  6. https://clinicaltrials.gov/study/2026-525223-24-00
  7. https://clinicaltrials.gov/study/2022-502948-13-00
  8. https://clinicaltrials.gov/study/2023-509092-16-00