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Questo articolo tratta degli studi clinici in corso che stanno investigando l’uso di un nuovo farmaco, l’Anticorpo Monoclonale IgG4 Kappa Umano contro CD3 e CD19 (noto anche come AZD0486), nel trattamento della Leucemia Linfoblastica Acuta a cellule B (LLA-B). Gli studi mirano a valutare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di questa terapia innovativa per i pazienti con LLA-B recidivante o refrattaria, offrendo speranza per coloro che non hanno risposto ai trattamenti convenzionali.
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Un trial clinico rivoluzionario è in corso per valutare l’efficacia di ABBV-383, un nuovo farmaco progettato per trattare il mieloma multiplo recidivato o refrattario (RRMM). Questo studio di fase 3 mira a confrontare ABBV-383 con le terapie standard disponibili in pazienti che hanno ricevuto almeno due linee di trattamento precedenti. Lo studio si concentra sulla valutazione dell’efficacia, della sicurezza e della tollerabilità del farmaco, offrendo speranza a coloro che non hanno risposto bene ai trattamenti precedenti.
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È in corso uno studio clinico innovativo per valutare l’efficacia e la sicurezza di una nuova combinazione di farmaci che include un Anticorpo Monoclonale IgG4 Umano contro LILRB2 per pazienti con cancro al fegato avanzato. Questo studio, noto come MORPHEUS-LIVER, mira a esplorare molteplici trattamenti basati sull’immunoterapia per migliorare i risultati per le persone affette da questa condizione complessa.
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Questo articolo tratta gli studi clinici in corso che indagano l’uso dell’anticorpo monoclonale IgG4 S228P umano contro il fattore XI e il fattore XI attivato, in particolare REGN7508, per prevenire i coaguli di sangue nei pazienti con cateteri centrali inseriti perifericamente (PICC). Gli studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di questo approccio terapeutico innovativo nella riduzione del rischio di tromboembolia venosa (TEV) nei pazienti idonei.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso dell’Immunoglobulina G umana (IgG) per il trattamento di diverse condizioni mediche. L’IgG è un tipo di anticorpo che svolge un ruolo cruciale nella risposta del sistema immunitario alle infezioni e alle malattie. Questi studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e i metodi ottimali di somministrazione dell’IgG in diverse popolazioni di pazienti.
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Questo articolo tratta di una sperimentazione clinica che esplora l’uso di ER004, un nuovo farmaco contenente la Regione Costante dell’Immunoglobulina G1 Umana – Proteina di Fusione del Dominio di Legame del Recettore dell’Ectodisplasina-A1 Umana, come potenziale trattamento prenatale per la displasia ectodermica ipoidrotica legata al cromosoma X (XLHED) nei soggetti maschi. Lo studio mira a valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco quando somministrato attraverso iniezioni intra-amniotiche durante la gravidanza.
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Questo articolo discute uno studio clinico che indaga l’uso delle Cellule Staminali Mesenchimali Umane (MSC) come potenziale trattamento per la malattia di Crohn da moderata a grave. Lo studio, noto come Prochymal™, esplora la sicurezza e l’efficacia dell’uso di MSC umane adulte per ridurre l’infiammazione e promuovere la riparazione dei tessuti nei pazienti che non hanno risposto bene ai trattamenti convenzionali come steroidi e immunosoppressori.
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Questo articolo tratta degli studi clinici in corso di un nuovo farmaco chiamato NP137, che è un anticorpo monoclonale umano IgG1 che ha come bersaglio la Netrina-1. Il farmaco è oggetto di studio in combinazione con altri trattamenti per pazienti con cancro endometriale e cervicale avanzato o metastatico che sono progrediti dopo precedente chemioterapia. Gli studi mirano a valutare la sicurezza e l’efficacia di questo nuovo approccio nel trattamento di questi tumori ginecologici complessi.
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Questo articolo tratta di uno studio clinico in corso che studia l’uso di cellule precursori neurali fetali umane (hfNPCs), un tipo di cellule progenitrici/staminali neuronali umane, come potenziale trattamento per la sclerosi multipla progressiva (PMS). Lo studio mira a valutare la sicurezza e l’efficacia della somministrazione intratecale di queste cellule rispetto a una procedura simulata in pazienti con PMS. Questo approccio innovativo potrebbe potenzialmente offrire nuova speranza per le persone che soffrono di questa condizione neurologica debilitante.
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Discipline e attività comportamentali, Fenomeni e processi, Infezioni batteriche e micosi, Malattie, Malattie del sistema immunitario, Malattie del sistema nervoso, Malattie dell’apparato cardiovascolare, Malattie dell’apparato ematopoietico e linfatico, Malattie dell’apparato muscoloscheletrico, Malattie dell’apparato respiratorio, Malattie della pelle e del tessuto connettivo, Neoplasie, Processi del sistema immunitario, Psichiatria e psicologia
L’immunoglobulina umana normale, nota anche come immunoglobulina endovenosa (IVIg) o immunoglobulina sottocutanea (SCIg), è oggetto di studi clinici per i suoi potenziali benefici nel trattamento di varie condizioni mediche. Questo articolo esplora l’uso di questa terapia negli studi clinici per condizioni come la miastenia gravis, la dermatomiosite, la neuropatia motoria multifocale e altri disturbi immuno-mediati. Esamineremo come questo trattamento viene valutato per la sua efficacia, sicurezza e potenziale nel migliorare la qualità della vita dei pazienti.
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Questo articolo esplora l’uso dell’Immunoglobulina Umana Normale (IV), nota anche come IVIG, in vari studi clinici. L’IVIG è un prodotto derivato dal sangue che contiene anticorpi provenienti da donatori sani e viene utilizzato per trattare un’ampia gamma di disturbi legati al sistema immunitario. Gli studi discussi qui esaminano il suo potenziale in condizioni come l’ipofosfatasia, l’encefalite da recettori anti-NMDA, la deficienza primaria di anticorpi, la trombocitopenia immune e l’Istiocitosi a Cellule di Langerhans. Questi studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e il dosaggio ottimale dell’IVIG in diverse popolazioni di pazienti.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino della proteina L1 del Papillomavirus Umano di tipo 11, in particolare il vaccino HPV 9-valente (Gardasil 9), per la prevenzione e il trattamento di varie condizioni correlate all’HPV. Gli studi esaminano l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni e regimi di dosaggio, incluso il suo potenziale utilizzo in pazienti immunocompromessi, donne con lesioni cervicali di alto grado e individui con verruche difficili da trattare.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), concentrandosi in particolare sulla sostanza attiva Proteina L1 del Papillomavirus Umano Tipo 11. Questi studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni e scenari clinici. Gli studi riguardano argomenti come gli intervalli di dosaggio prolungati, l’uso in individui immunocompromessi, la prevenzione dell’infezione orale da HPV e le potenziali applicazioni terapeutiche nel trattamento delle condizioni correlate all’HPV.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che valutano la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità dei vaccini contro il Papillomavirus Umano (HPV) contenenti la Proteina L1 del tipo 16 dell’HPV. Questi studi mirano a valutare diversi regimi di dosaggio, tempistiche di vaccinazione ed efficacia in varie popolazioni, compresi bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Gli studi si concentrano sulla prevenzione delle infezioni da HPV, delle malattie correlate e sulla valutazione delle risposte immunitarie alla vaccinazione.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano sull’uso del vaccino 9-valente contro il Papillomavirus Umano (HPV), concentrandosi in particolare sul componente proteico L1 del Papillomavirus Umano Tipo 16. Questi studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni e condizioni correlate all’infezione da HPV. Gli studi coprono una gamma di applicazioni, dalla prevenzione dell’infezione da HPV in individui sani al trattamento delle lesioni correlate all’HPV in pazienti con condizioni preesistenti.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino della proteina L1 del Papillomavirus Umano di tipo 18, un componente del vaccino HPV 9-valente (Gardasil 9). Questi studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni, tra cui bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Gli studi esplorano diversi schemi di dosaggio, tempistiche di vaccinazione e potenziali benefici nella prevenzione delle malattie correlate all’HPV.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), noto anche come Gardasil 9, per diverse indicazioni. Gli studi esplorano l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni, tra cui bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Gli studi mirano a valutare diversi regimi di dosaggio, valutare il potenziale del vaccino nella prevenzione delle malattie correlate all’HPV ed esaminare il suo uso in contesti terapeutici per condizioni come lesioni cervicali e verruche.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino della proteina L1 del Papillomavirus Umano di tipo 31, un componente del vaccino HPV 9-valente (9vHPV). Questi studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni, tra cui bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Gli studi esplorano diversi regimi di dosaggio, tempistiche di vaccinazione e potenziali applicazioni terapeutiche per le condizioni correlate all’HPV.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), noto anche come Gardasil 9, per diverse indicazioni. Gli studi esplorano l’efficacia del vaccino nella prevenzione dell’infezione da HPV e delle malattie correlate in varie popolazioni, tra cui adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Gli studi esaminano anche diversi regimi di dosaggio e i potenziali effetti terapeutici del vaccino in pazienti con condizioni correlate all’HPV già esistenti.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso della Proteina L1 del Papillomavirus Umano di Tipo 33 come parte del vaccino HPV 9-valente (9vHPV o Gardasil 9) per varie indicazioni. Gli studi esaminano l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni e regimi di dosaggio, incluso il suo potenziale utilizzo nella prevenzione delle malattie correlate all’HPV e nel trattamento delle infezioni da HPV esistenti.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), noto anche come Gardasil 9, per diverse indicazioni. Gli studi esaminano la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni, tra cui bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Le ricerche esplorano diversi regimi di dosaggio, intervalli prolungati tra le dosi e il potenziale del vaccino nel prevenire condizioni correlate all’HPV come lesioni cervicali, infezioni orali e verruche.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso della Proteina L1 del Papillomavirus Umano Tipo 45 come parte del vaccino HPV 9-valente (9vHPV o Gardasil 9) per varie indicazioni. Gli studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni e regimi di dosaggio. Gli studi coprono una serie di argomenti tra cui intervalli di dosaggio prolungati, uso in pazienti immunocompromessi, prevenzione dell’infezione orale da HPV e trattamento delle condizioni correlate all’HPV.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), noto anche come Gardasil 9, per diverse indicazioni. Gli studi stanno valutando la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni, tra cui bambini, adolescenti, adulti e soggetti immunocompromessi. Le ricerche stanno esplorando il potenziale del vaccino nella prevenzione delle infezioni da HPV, nella riduzione della recidiva delle lesioni correlate all’HPV e nell’ottimizzazione degli schemi di dosaggio.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso della Proteina L1 del Papillomavirus Umano di Tipo 52 come parte del vaccino HPV 9-valente (Gardasil 9). Questi studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni, compresi bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Gli studi esplorano diversi schemi di dosaggio, intervalli prolungati tra le dosi e il potenziale del vaccino nella prevenzione di condizioni correlate all’HPV come lesioni cervicali, infezioni orali e verruche difficili da trattare.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), noto anche come Gardasil 9, per diverse indicazioni. Gli studi esaminano la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni, tra cui bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Le ricerche esplorano diversi regimi di dosaggio, intervalli prolungati tra le dosi e il potenziale del vaccino nella prevenzione o nel trattamento di condizioni correlate all’HPV come lesioni cervicali, lesioni vulvari e infezioni orali persistenti.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso della Proteina L1 del Papillomavirus Umano di Tipo 58 come parte di un vaccino HPV 9-valente (9vHPV). Questi studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni e condizioni, inclusi intervalli di dosaggio prolungati, pazienti immunocompromessi e trattamento delle lesioni correlate all’HPV. Gli studi clinici coprono diverse fasce d’età ed esplorano sia le applicazioni preventive che terapeutiche del vaccino.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), noto anche come Gardasil 9, per diverse indicazioni. Gli studi esaminano la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni, tra cui bambini, adolescenti, adulti e individui immunocompromessi. Gli studi esplorano diversi regimi di dosaggio, tempistiche di vaccinazione e potenziali applicazioni terapeutiche oltre all’uso preventivo primario del vaccino.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del vaccino della Proteina L1 del Papillomavirus Umano Tipo 6, un componente del vaccino HPV 9-valente (9vHPV). Questi studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in varie popolazioni e condizioni, inclusi intervalli di dosaggio prolungati, pazienti immunocompromessi e trattamento delle lesioni correlate all’HPV. Gli studi coprono diverse fasce d’età ed esplorano il potenziale del vaccino nella prevenzione delle infezioni da HPV e delle malattie correlate.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano sull’uso del vaccino 9-valente contro il papillomavirus umano (HPV), noto anche come Gardasil 9, per varie indicazioni. Gli studi esplorano l’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino in diverse popolazioni e scenari clinici, inclusi intervalli di dosaggio prolungati, pazienti immunocompromessi e trattamento di condizioni correlate all’HPV. Questi studi mirano a ottimizzare l’uso del vaccino HPV e ad espandere le sue potenziali applicazioni oltre la vaccinazione preventiva standard.
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Questo articolo tratta di uno studio clinico di fase 3 che indaga l’uso dell’Antitrombina Derivata dal Plasma Umano (Atenativ) in pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca che sono resistenti all’eparina. Lo studio mira a valutare l’efficacia e la sicurezza di Atenativ nel ripristinare e mantenere la responsività all’eparina durante le procedure di bypass cardiopolmonare. La sperimentazione confronta due diversi dosaggi di Atenativ rispetto a un placebo per determinare la sua efficacia nella gestione della carenza acquisita di antitrombina.
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Questo articolo tratta di uno studio clinico che indaga l’uso della gelsolina plasmatica umana ricombinante (rhu-pGSN) come potenziale trattamento per la Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS) da moderata a grave causata da polmonite o altre infezioni. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l’efficacia di questo farmaco quando somministrato per via endovenosa insieme alle cure standard, rispetto a un placebo. Questo studio di Fase 2 prevede test randomizzati in doppio cieco per determinare se rhu-pGSN può migliorare i risultati per i pazienti con questa grave condizione respiratoria.
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Questo articolo esamina uno studio clinico che indaga gli effetti della trasfusione di proteine plasmatiche umane durante interventi chirurgici di resezione epatica maggiore. Lo studio confronta l’uso della frazione proteica del plasma umano al 5% (PPF) con le soluzioni cristalloidi, concentrandosi sul loro impatto sull’equilibrio acido-base, gli elettroliti e la perfusione tissutale. Questa ricerca mira a fornire preziose informazioni sulle strategie di gestione dei fluidi per i pazienti sottoposti a procedure di resezione epatica.
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Questo articolo discute due studi clinici che indagano l’uso delle soluzioni di albumina umana in diversi contesti medici. Il primo studio si concentra sui pazienti con cirrosi scompensata, esaminando la sicurezza e l’efficacia di una soluzione di albumina umana con un profilo strutturale ripristinato. Il secondo studio esplora come i livelli di albumina influenzino la farmacocinetica della cefazolina nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca. Questi studi mirano a migliorare la nostra comprensione del ruolo dell’albumina nel trattamento di varie condizioni mediche e nell’ottimizzazione della cura del paziente.
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Condizioni patologiche, segni e sintomi, Fenomeni e processi, Fenomeni fisiologici dell’apparato digerente e della cavità orale, Fenomeni fisiologici della riproduzione e dell’apparato urinario, Infezioni batteriche e micosi, Malattie, Malattie dell’apparato digerente, Malattie dell’apparato urogenitale femminile e complicazioni della gravidanza, Neoplasie, Procedure chirurgiche, Tecniche e attrezzature analitiche, diagnostiche e terapeutiche
Questo articolo esamina gli studi clinici che indagano l’uso dell’albumina sierica umana (HSA) e dell’albumina sierica umana ricombinante (rHSA) per il trattamento di varie condizioni mediche. L’HSA è una proteina naturalmente presente nel sangue umano che aiuta a mantenere l’equilibrio dei fluidi. Questi studi stanno esplorando i potenziali benefici dell’HSA per le malattie del fegato, le ustioni, il morbo di Alzheimer e altre condizioni. Gli studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e il dosaggio ottimale dei trattamenti con HSA/rHSA rispetto ad altre terapie.
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Questo articolo discute due studi clinici che indagano l’uso dell’Albumina Sierica Umana al 5% come parte di trattamenti innovativi per le corde vocali cicatrizzate e le fistole perianali refrattarie nella malattia di Crohn. Questi studi mirano a valutare l’efficacia delle iniezioni di frazione stromale vascolare derivata dal tessuto adiposo autologo (ADSVF) rispetto a soluzioni placebo contenenti Albumina Sierica Umana al 5%. Gli studi si concentrano sul miglioramento dei risultati dei pazienti e della qualità della vita attraverso queste nuove terapie cellulari.
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Questo articolo tratta l’uso dell’Immunoglobulina Vaccinia Umana (VIGIV) negli studi clinici per pazienti con tumori solidi avanzati. Il VIGIV è oggetto di studio come potenziale opzione terapeutica in combinazione con altre terapie per vari tipi di cancro, tra cui il sarcoma dei tessuti molli, il carcinoma a cellule di Merkel, il melanoma, il cancro al seno triplo negativo e il cancro del polmone non a piccole cellule. Gli studi mirano a valutare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia del VIGIV nel trattamento di questi tumori avanzati.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso del fattore di von Willebrand umano (VWF) per il trattamento della malattia di von Willebrand (VWD). Gli studi esplorano diverse formulazioni e applicazioni del VWF, inclusi prodotti ricombinanti e derivati dal plasma, per gestire i sintomi emorragici nei pazienti con VWD. Gli studi coprono vari aspetti come il trattamento al bisogno, la profilassi, la gestione del sanguinamento mestruale abbondante e la prevenzione dell’emorragia post-partum nelle donne con VWD.
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Un nuovo farmaco chiamato ABC008, un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato afucosilato, è oggetto di studi clinici per il trattamento della miosite a corpi inclusi (IBM). Questo articolo fornisce una panoramica della ricerca in corso, compresi i potenziali benefici del farmaco, le considerazioni sulla sicurezza e il disegno dello studio per i pazienti affetti da questo raro disturbo muscolare.
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Questo articolo tratta gli studi clinici di LAVA-1207, un nuovo farmaco progettato per il trattamento del cancro alla prostata avanzato. LAVA-1207 è un attivatore bispecifico delle cellule T γδ che ha come bersaglio il PSMA (Antigene di Membrana Specifico della Prostata). Gli studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e i potenziali benefici di questo nuovo trattamento per i pazienti con cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) che non hanno risposto ad altre terapie.
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È in corso un nuovo studio clinico per studiare il potenziale di DYNE-101, un nuovo farmaco progettato per trattare la Distrofia Miotonica di Tipo 1 (DM1). Questo studio mira a valutare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di DYNE-101 nei pazienti con DM1. Lo studio prevede dosi multiple endovenose del farmaco e valuterà il suo impatto sul tessuto muscolare, sui parametri muscolari e su altri fattori chiave relativi alla condizione.
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Recenti studi clinici stanno esaminando il potenziale di un nuovo farmaco chiamato Anticorpo Monoclonale IgG1 Kappa Umanizzato Contro l’Integrina Alpha4Beta7, noto anche come ABBV-382. Questo farmaco innovativo è oggetto di studio per la sua efficacia nel trattamento di due condizioni distinte: HIV e malattia di Crohn. Questi studi mirano a valutare la sicurezza del farmaco, la sua efficacia e come agisce nell’organismo, offrendo potenzialmente nuove opzioni di trattamento per i pazienti che convivono con queste condizioni croniche.
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Questo articolo tratta gli studi clinici in corso che indagano l’uso dell’Anticorpo Monoclonale IgG1 Kappa Umanizzato contro l’Interleuchina 18 (GSK1070806) per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave. Questi studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e gli effetti a lungo termine di questa nuova terapia nei pazienti adulti. Le ricerche si concentrano su vari aspetti, tra cui il dosaggio, la durata del trattamento e i potenziali benefici per le persone che non hanno risposto bene ad altri trattamenti.
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Questo articolo tratta degli studi clinici di BB-1701, un nuovo farmaco in fase di studio per il trattamento del cancro al seno metastatico HER2-positivo e HER2-low. BB-1701 è un anticorpo-farmaco coniugato (ADC) che prende di mira la proteina HER2 sulle cellule tumorali. Gli studi mirano a determinare la dose ottimale, la sicurezza e l’efficacia di BB-1701 in pazienti che hanno precedentemente ricevuto altri trattamenti, incluso il trastuzumab deruxtecan (T-DXd). Lo studio è condotto in due parti: una fase di Ottimizzazione della Dose e una fase di Espansione della Dose, con l’obiettivo di migliorare i risultati per i pazienti con cancro al seno avanzato.
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Recenti studi clinici stanno investigando il potenziale dell’ONC-392, un nuovo farmaco contenente Anticorpo Monoclonale IgG1 Umanizzato contro CD152, nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico. Questi studi si concentrano sui pazienti il cui cancro è progredito nonostante il precedente trattamento con inibitori PD-1/PD-L1. Gli studi mirano a confrontare l’efficacia e la sicurezza dell’ONC-392 rispetto al docetaxel, un farmaco chemioterapico standard, nel migliorare la sopravvivenza globale e altri importanti risultati per i pazienti con questa forma complessa di cancro al polmone.
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Questo articolo discute gli studi clinici in corso che valutano l’uso di un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato contro la miostatina latente umana in pazienti con disturbi muscolari. Sono attualmente in corso due studi: uno incentrato sulla distrofia muscolare facio-scapolo-omerale (FSHD) e l’altro sull’atrofia muscolare spinale (SMA). Questi studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e le proprietà farmacologiche di questo nuovo approccio terapeutico nel migliorare la funzione muscolare e la qualità della vita dei pazienti affetti da queste condizioni debilitanti.
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Questo articolo tratta l’uso di sigvotatug vedotin, noto anche come SGN-B6A, negli studi clinici per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato. Sigvotatug vedotin è un nuovo anticorpo-farmaco coniugato che viene studiato come potenziale alternativa alla chemioterapia standard per i pazienti che hanno precedentemente ricevuto un trattamento per NSCLC. Lo studio clinico in corso mira a confrontare l’efficacia e la sicurezza di sigvotatug vedotin con docetaxel, un farmaco chemioterapico comunemente utilizzato, nel migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti con NSCLC.
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Questo articolo tratta di uno studio clinico di fase 2b che indaga l’uso di LEO 138559, un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato contro la subunità alfa del recettore dell’interleuchina 22, per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adulti. Lo studio mira a valutare l’efficacia e la sicurezza di diversi regimi di dosaggio rispetto a un placebo.
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È in corso uno studio clinico rivoluzionario per valutare la sicurezza e l’efficacia di ARGX-119, un nuovo farmaco per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Questo studio mira a valutare l’efficacia di ARGX-119, un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato contro la chinasi muscolo-specifica, nei pazienti adulti affetti da SLA. Lo studio, denominato reALiSe, è progettato per fornire preziose informazioni su questa potenziale opzione terapeutica per le persone che convivono con questa complessa patologia neurologica.
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Questo articolo tratta degli studi clinici di ABBV-916, un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato che ha come target l’Ab piroglutammato-3 troncato all’N-terminale. Il farmaco è in fase di studio per il suo potenziale nel trattamento della malattia di Alzheimer in fase precoce. Gli studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e gli effetti di ABBV-916 sulla riduzione della deposizione di placche amiloidi cerebrali nei pazienti con Alzheimer in fase iniziale.
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Un nuovo farmaco chiamato peresolimab (LY3462817) è in fase di studio in studi clinici per il trattamento dell’artrite reumatoide da moderata a grave. Questo farmaco è un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato che ha come target PD-1, una proteina coinvolta nel sistema immunitario. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l’efficacia del peresolimab rispetto a un placebo nel miglioramento dei sintomi dell’artrite reumatoide.
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È in corso uno studio clinico di Fase 3 rivoluzionario per valutare l’efficacia e la sicurezza di AOC 1001, un nuovo farmaco progettato per il trattamento della Distrofia Miotonica di Tipo 1 (DM1). Questo studio globale si concentra su un composto unico: un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato contro TfR1, coniugato a un oligonucleotide siRNA a doppio filamento che ha come target DMPK attraverso un linker non scindibile. Lo studio mira a valutare l’impatto del farmaco sulla funzionalità della mano, la mobilità, la forza muscolare e la qualità della vita complessiva dei pazienti affetti da DM1.
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Questo articolo esplora gli studi clinici in corso di AOC 1020, un nuovo farmaco sviluppato per trattare la Distrofia Muscolare Fascio-Scapolo-Omerale (FSHD). AOC 1020 è un farmaco complesso che combina un anticorpo umanizzato con una componente genetica specifica, progettato per colpire la causa sottostante della FSHD. Gli studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e il dosaggio ottimale di questo trattamento innovativo per adulti con FSHD.
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Questo articolo riassume diversi studi clinici che indagano l’uso di sacituzumab tirumotecan (MK-2870), un nuovo anticorpo-farmaco coniugato, nel trattamento di vari tipi di cancro. MK-2870 viene studiato da solo e in combinazione con altre terapie per il cancro al polmone, il cancro al seno, il cancro dell’endometrio e il cancro all’esofago. Questi studi di fase 3 mirano a valutare la sicurezza e l’efficacia di MK-2870 rispetto ai trattamenti standard in pazienti con tumori avanzati o metastatici.
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Recenti studi clinici stanno investigando l’uso di un Anticorpo Monoclonale IgG1K Umanizzato Contro l’Interferone Beta, noto anche come Dazukibart o PF-06823859, per il trattamento di vari disturbi autoimmuni. Questi studi mirano a valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco in condizioni come le miopatie infiammatorie idiopatiche (incluse dermatomiosite e polimiosite), il lupus eritematoso cutaneo (LEC) e il lupus eritematoso sistemico (LES) con sintomi cutanei. Gli studi sono progettati per valutare l’impatto del farmaco sulla riduzione dei sintomi muscolari e cutanei, nonché il suo effetto complessivo sullo stato di salute dei pazienti.
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Questo articolo tratta degli studi clinici in corso che indagano l’uso di un Anticorpo Monoclonale IgG2 Umanizzato contro l’Interleuchina-6 (IL6-Mab) per il trattamento dell’edema maculare uveitico (UME). Questi studi di Fase III mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e altri aspetti di questo nuovo trattamento somministrato tramite iniezioni intravitreali. Gli studi si concentrano su pazienti con edema maculare correlato a uveite non infettiva, confrontando gli effetti dell’IL6-Mab con un trattamento fittizio in diversi momenti temporali.
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Questo articolo tratta di uno studio clinico che esamina l’uso di Eltrekibart, un nuovo farmaco contenente un anticorpo monoclonale IgG4 kappa umanizzato, per il trattamento dell’Idrosadenite Suppurativa (HS) da moderata a grave. L’HS è una condizione infiammatoria cronica della pelle che può influire significativamente sulla qualità della vita di una persona. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l’efficacia di Eltrekibart rispetto a un placebo in pazienti adulti con questa condizione.
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Un nuovo farmaco chiamato SAR442501, un derivato dell’anticorpo monoclonale umanizzato contro il recettore 3 del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR3), è in fase di studio in studi clinici per bambini con acondroplasia. Questo articolo esplora la ricerca in corso, i potenziali benefici e gli aspetti importanti di questo approccio terapeutico innovativo per la forma più comune di nanismo.
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INBRX-109, un anticorpo monoclonale tetravalente IgG1 umanizzato che ha come bersaglio il Recettore della Morte 5, è oggetto di studi in trial clinici per pazienti con tumori solidi avanzati, inclusi i sarcomi e il condrosarcoma convenzionale. Questi studi mirano a valutare la sicurezza, l’efficacia e i potenziali benefici di INBRX-109 nel trattamento di questi tumori complessi. Gli studi coinvolgono diverse popolazioni di pazienti e combinazioni di trattamenti, offrendo speranza per risultati migliori in pazienti con opzioni terapeutiche limitate.
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Questo articolo esamina uno studio clinico che indaga l’uso di HYLENEX (ialuronidasi umana ricombinante) per la reidratazione sottocutanea in neonati e bambini con disidratazione da lieve a moderata. Lo studio mira a valutare la sicurezza, l’efficacia e la facilità d’uso di questo approccio innovativo nei reparti di emergenza pediatrica.