Lo studio riguarda il Metastatic Prostate Cancer, una forma di cancro alla prostata che si è diffusa in altre parti del corpo. Il farmaco in esame è AZD6621, una sostanza che attiva le cellule del sistema immunitario per riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Viene somministrato per via endovenosa, cioè direttamente in una vena, sotto forma di soluzione da infondere.
L’obiettivo principale è valutare la sicurezza del farmaco, capire come si distribuisce nell’organismo e verificare se può avere un effetto contro il tumore. Nella prima fase, chiamata “dose escalation”, si aumentano gradualmente le quantità di farmaco per identificare le tossicità che limitano la dose (effetti collaterali che impediscono di aumentare ulteriormente) e stabilire la dose massima tollerata. Nella seconda fase, “dose expansion”, si utilizza la dose ritenuta sicura per osservare l’attività preliminare contro il cancro. Durante lo studio si monitorano anche i livelli di PSA, un esame del sangue che indica l’attività della prostata.
I partecipanti ricevono infusioni del farmaco a intervalli regolari e, durante il periodo di studio, vengono controllati per eventuali effetti indesiderati, eseguiti esami del sangue, misurazioni dei segni vitali, ECG (un test che registra l’attività elettrica del cuore) e controlli di imaging per valutare la dimensione dei tumori. Le visite e i test continuano per diversi mesi per raccogliere informazioni sulla tollerabilità e sull’efficacia del trattamento.



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