Lo studio riguarda persone tra i 7 e i 45 anni che sono nella fase iniziale della type 1 diabetes, definita come stadio 1 o stadio 2, in cui il sistema immunitario ha iniziato a colpire le cellule produttrici di insulina ma i sintomi clinici non sono ancora comparsi. Le cellule beta del pancreas sono responsabili della produzione di insulina, l’ormone che abbassa lo zucchero nel sangue. Il farmaco testato è il verapamil hydrochloride, somministrato per via orale, confrontato con un placebo che non contiene principio attivo.
Lo scopo principale è valutare se 48 settimane di trattamento con verapamil possono migliorare la beta-cell function, cioè la capacità delle cellule beta di produrre insulina in risposta al glucosio. Per misurare questo effetto verrà effettuato un oral glucose tolerance test, in cui il partecipante beve una soluzione zuccherina e vengono prese piccole quantità di sangue a intervalli per vedere come il corpo gestisce lo zucchero.
Durante lo studio i partecipanti prenderanno il farmaco o il placebo ogni giorno per quasi un anno, con visite regolari in cui verranno effettuati i test di glucosio, prelievi di sangue e, in alcuni momenti, sarà indossato un sensore che registra continuamente i livelli di zucchero. Le valutazioni saranno effettuate all’inizio, a metà e alla fine del periodo di trattamento per osservare eventuali cambiamenti.



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