Questo studio clinico riguarda la sindrome dell’intestino corto, una condizione in cui una parte significativa dell’intestino tenue è stata rimossa chirurgicamente o non funziona correttamente, rendendo difficile per il corpo assorbire abbastanza nutrienti e liquidi dal cibo. Le persone con questa condizione hanno bisogno di ricevere nutrimento attraverso una vena, un trattamento chiamato supporto parenterale, per almeno tre giorni alla settimana per soddisfare le loro necessità nutrizionali. Lo studio valuterà un farmaco chiamato glepaglutide, che è un peptide sintetico somministrato come soluzione iniettabile sotto la pelle due volte alla settimana. Alcuni partecipanti riceveranno invece un placebo durante la prima parte dello studio.
Lo scopo dello studio è confermare se glepaglutide può ridurre la quantità di supporto parenterale di cui i pazienti hanno bisogno ogni settimana. Lo studio è diviso in due fasi: una prima fase in cui i partecipanti riceveranno in modo casuale glepaglutide o placebo senza sapere quale stanno ricevendo, seguita da una seconda fase in cui tutti i partecipanti riceveranno glepaglutide. Durante lo studio, i medici misureranno quanto supporto parenterale i partecipanti necessitano ogni settimana e valuteranno se ci sono cambiamenti rispetto all’inizio dello studio.
I partecipanti dovranno avere tra i diciotto e i novanta anni e avere un intestino tenue con una lunghezza stimata inferiore a duecento centimetri. Dovranno aver subito l’ultima operazione all’intestino almeno sei mesi prima dell’inizio dello studio e non devono avere in programma ulteriori interventi chirurgici durante il periodo dello studio. Il trattamento con glepaglutide prevede una dose massima giornaliera di dieci milligrammi e il periodo di trattamento può durare fino a quarantotto settimane. Lo studio valuterà anche la sicurezza del farmaco monitorando eventuali effetti indesiderati che potrebbero verificarsi durante il trattamento.

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