Studio sull’uso di blinatumomab e una combinazione di farmaci per anziani con leucemia linfoblastica acuta a cellule B di nuova diagnosi Philadelphia-negativa
Lo studio riguarda la Acute Lymphoblastic Leukemia, un tipo di tumore del sangue che colpisce le cellule del sistema immunitario. Nello specifico, la ricerca si concentra sulla forma Philadelphia-negative B-cell precursor, che è una variante della malattia che non presenta una specifica alterazione genetica chiamata cromosoma Philadelphia. Lo scopo della ricerca è confrontare l’efficacia di un nuovo approccio terapeutico rispetto alle cure standard utilizzate abitualmente per gli adulti più anziani con questa diagnosi.
Il trattamento sperimentale prevede l’alternanza tra il farmaco blinatumomab e una chemotherapy a bassa intensità, ovvero una terapia che utilizza sostanze chimiche per uccidere le cellule tumorali ma con dosaggi meno aggressivi. I farmaci utilizzati in questo braccio di studio includono cytarabine, methotrexate sodium, vincristine sulfate, cyclophosphamide e dexamethasone. Il gruppo di confronto riceve invece la terapia standard, che può includere farmaci come rituximab, idarubicin, asparaginase, pegaspargase, prednisone o doxorubicin.
Durante lo studio, i partecipanti verranno monitorati per valutare la sicurezza del trattamento e la durata del tempo in cui la malattia rimane sotto controllo. Verranno inoltre analizzati parametri come la complete remission, che indica la scomparsa dei segni della malattia, e la minimal residual disease, una tecnica per rilevare se rimangono pochissime cellule tumorali residue nel corpo. La ricerca osserva anche la qualità della vita, prestando attenzione a sintomi come la stanchezza o il dolore.
Chi può partecipare allo studio?
Il paziente deve aver fornito il consenso informato, ovvero un documento scritto in cui esprime la volontà di partecipare allo studio dopo essere stato correttamente istruito.
L’età deve essere pari o superiore a 55 anni.
È possibile partecipare anche se l’età è compresa tra i 40 e i 54 anni, purché sia presente almeno una delle seguenti comorbilità (ovvero la presenza di altre malattie croniche o condizioni di salute preesistenti): pancreatite di grado elevato (un’infiammazione grave del pancreas), diabete mellito con danni agli organi, malattia grave del fegato come la cirrosi, un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 40 combinato con altre patologie, o altre condizioni gravi che rendono difficile seguire una chemioterapia tradizionale per giovani.
Il paziente deve avere una diagnosi recente di leucemia linfoblastica acuta a precursori delle cellule B negativa per il cromosoma Philadelphia, un tipo specifico di tumore del sangue che non presenta una particolare alterazione genetica chiamata cromosoma Philadelphia.
Il livello di attività fisica (ECOG) deve essere pari o inferiore a 2, il che significa che il paziente è in grado di prendersi cura di sé e di svolgere attività leggere, anche se un punteggio più alto può essere accettato se dovuto alla leucemia stessa.
La funzione renale (la capacità dei reni di filtrare il sangue) deve essere adeguata, con un valore di filtraggio superiore o uguale a 50 mL/min.
La funzione del fegato deve essere buona, con livelli di bilirubina (una sostanza giallastra prodotta dal fegato) entro limiti normali, salvo casi specifici come la malattia di Gilbert.
La funzione cardiaca deve essere adeguata, con una frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF), ovvero la capacità del cuore di pompare il sangue, pari o superiore al 50%, e l’assenza di malattie cardiovascolari gravi o non controllate, come un infarto del miocardio (attacco di cuore) o un ictus avvenuto negli ultimi 3 mesi.
Chi non può partecipare allo studio?
Presenza di leucemia nel sistema nervoso centrale, ovvero una forma di cancro al sangue che colpisce il cervello o il midollo spinale, che non si sia risolta con la chemioterapia intratecale (un tipo di trattamento che viene iniettato direttamente nel liquido che circonda il cervello).
Aver avuto altri tipi di tumori negli ultimi 3 anni, ad eccezione di alcuni casi specifici come tumori della pelle non pericolosi, tumori del collo dell’utero o del seno in fase iniziale che sono stati curati completamente e non mostrano segni di malattia.
Presenza di problemi o malattie del sistema nervoso, come l’epilessia (disturbo caratterizzato da convulsioni), ictus (interruzione dell’afflusso di sangue al cervello), demenza (perdita delle capacità mentali), morbo di Parkinson o disturbi psichiatrici che impediscano l’uso di dosi elevate di corticosteroidi (farmaci antinfiammatori molto potenti).
Malattie autoimmuni attuali o passate che potrebbero colpire il sistema nervoso (condizioni in cui il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule sane del corpo).
Infezione da HIV (il virus che causa l’AIDS).
Infezione attiva o cronica da Epatite B o Epatite C (virus che colpiscono il fegato).
Presenza di sintomi, segni clinici o risultati di esami radiologici che indichino un’infezione acuta o un’infezione cronica non controllata.
Aver ricevuto altri trattamenti di chemioterapia per questa specifica forma di leucemia prima dell’inizio dello studio, fatta eccezione per la chemioterapia intratecale o quella preparatoria.
Stare partecipando a un altro studio clinico con nuovi farmaci o dispositivi, oppure aver terminato un altro studio clinico meno di 30 giorni fa.
Blinatumomab è un farmaco utilizzato per aiutare il sistema immunitario a riconoscere e colpire le cellule di leucemia.
Mercaptopurina è un tipo di chemioterapia che serve a bloccare la crescita delle cellule tumorali.
Rituximab è un farmaco che agisce contro specifiche proteine presenti sulla superficie delle cellule leucemiche per aiutarle a essere eliminate.
Citarabina è una chemioterapia utilizzata per impedire alle cellule malate di riprodursi.
Metotressato è un farmaco che rallenta la crescita delle cellule tumorali interferendo con il loro metabolismo.
Ciclofosfamide è un farmaco chemioterapico utilizzato per distruggere le cellule che si dividono rapidamente, come quelle della leucemia.
Desametasone è un farmaco steroideo che può essere usato per ridurre l’infiammazione o come parte del trattamento contro le cellule tumorali.
Idarubicina è un farmaco chemioterapico usato per uccidere le cellule della leucemia.
Prednisone è un farmaco che aiuta a ridurre l’infiammazione e può essere usato nel trattamento di vari tipi di tumori del sangue.
Pegaspargasi è un farmaco che priva le cellule tumorali di nutrienti essenziali per la loro sopravvivenza.
Doxorubicina è un potente farmaco chemioterapico utilizzato per combattere diverse forme di cancro.
Vincristina è un farmaco chemioterapico che impedisce alle cellule malate di dividersi correttamente.
Asparaginasi è un farmaco che distrugge le cellule leucemiche sottraendo loro una sostanza necessaria per crescere.
Crisantaspasi è una terapia utilizzata per interferire con il nutrimento delle cellule tumorali.
Prednisolone è un farmaco simile ai corticosteroidi utilizzato per ridurre l’infiammazione e supportare il trattamento.
Newly diagnosed Philadelphia-negative B-cell precursor Acute Lymphoblastic Leukemia – Questa è una forma di cancro del sangue che colpisce i precursori delle cellule B, ovvero cellule immature del sistema immunitario. La malattia è caratterizzata dall’assenza della specifica mutazione genetica nota come cromosoma Philadelphia. In questa condizione, le cellule malate si moltiplicano rapidamente nel midollo osseo, interferendo con la produzione di cellule del sangue sane. Con il progredire della malattia, le cellule leucemiche possono diffondersi nel sangue e in altri organi del corpo.
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