Indice
- Panoramica degli studi
- Leucemia mieloide acuta
- Leucemia linfatica cronica e linfoma linfocitico piccolo alla diagnosi
- Leucemia linfatica cronica e linfoma linfocitico piccolo già trattati
- Sindrome mielodisplastica ad alto rischio
- Fasi degli studi e risultati misurati
Panoramica degli studi
Nei dati disponibili, Lisaftoclax viene studiato in cinque studi clinici interventistici, tutti con stato Authorised.[1][2][3][4][5] Questi studi valutano soprattutto tumori del sangue, cioè malattie che colpiscono le cellule del sangue o del midollo osseo.[1][2][3][4][5]
La maggior parte dei trial è in fase 3, mentre uno è in fase 1.[1][2][3][4][5] In generale, la fase 3 serve a confrontare trattamenti su gruppi più grandi di persone, mentre la fase 1 serve soprattutto a capire sicurezza e dose.[5]
Leucemia mieloide acuta
Lo studio NCT06389292 valuta Lisaftoclax in persone con leucemia mieloide acuta appena diagnosticata.[1] Il trial è di fase 3, è interventistico e prevede 354 partecipanti.[1]
Questo studio confronta Lisaftoclax più azacitidina con placebo più azacitidina in pazienti anziani o non adatti alla chemioterapia di induzione standard, cioè la terapia iniziale forte usata per cercare di controllare rapidamente la malattia.[1] L’obiettivo principale è la sopravvivenza globale, cioè il tempo tra la randomizzazione e la morte per qualsiasi causa.[1]
Leucemia linfatica cronica e linfoma linfocitico piccolo alla diagnosi
Lo studio NCT06319456 valuta Lisaftoclax in persone con leucemia linfatica cronica o linfoma linfocitico piccolo appena diagnosticati.[2] Anche questo è uno studio di fase 3, con 244 partecipanti, ed è interventistico.[2]
Il confronto principale è tra Lisaftoclax in combinazione con acalabrutinib e una terapia immunochemioterapica, cioè una combinazione di farmaci che unisce immunoterapia e chemioterapia.[2] L’esito principale è la sopravvivenza libera da progressione, valutata da un comitato indipendente, cioè il tempo fino al peggioramento della malattia o alla morte.[2]
Leucemia linfatica cronica e linfoma linfocitico piccolo già trattati
Lo studio NCT06104566 è un trial globale, multicentrico, aperto e randomizzato in persone con leucemia linfatica cronica o linfoma linfocitico piccolo già trattati in precedenza.[3] È uno studio di fase 3 e prevede 455 partecipanti.[3]
In questo studio, Lisaftoclax viene confrontato in combinazione con un BTKi, cioè un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton, rispetto al solo BTKi.[3] Il trial include persone già trattate con un BTKi e misura la sopravvivenza libera da progressione, definita come tempo fino alla progressione, alla ricaduta o alla morte.[3]
Sindrome mielodisplastica ad alto rischio
Lo studio NCT06641414 valuta Lisaftoclax più azacitidina rispetto a placebo più azacitidina in adulti con sindrome mielodisplastica ad alto rischio appena diagnosticata.[4] È uno studio di fase 3 con 508 partecipanti ed è interventistico.[4]
Il testo disponibile non riporta in modo chiaro gli esiti principali, perché i campi relativi agli endpoint sono indicati come “xxx”.[4] Tuttavia, il disegno dello studio mostra che l’obiettivo è valutare l’efficacia della combinazione Lisaftoclax-azacitidina rispetto al controllo con placebo-azacitidina.[4]
Fasi degli studi e risultati misurati
Lo studio di fase 1, 2024-515654-25-00, riguarda persone con LLC/SLL recidivata e/o refrattaria, cioè con malattia tornata o non ben controllata dalle cure precedenti.[5] In questa fase si valutano soprattutto sicurezza, tollerabilità, tossicità dose-limitanti, dose massima tollerata e dose raccomandata per la fase 2.[5]
Nella parte di fase Ib/II, lo studio esamina Lisaftoclax da solo o in combinazione con rituximab, acalabrutinib, ibrutinib o zanubrutinib in pazienti con LLC/SLL recidivata e/o refrattaria o anche non trattata in precedenza.[5] Gli esiti di efficacia includono tasso di risposta globale, risposta completa, risposta parziale, durata della risposta, sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale, malattia minima residua e tempo fino alla risposta completa o alla negatività della malattia minima residua.[5]
Nel complesso, i trial su Lisaftoclax cercano di capire se il farmaco, da solo o insieme ad altri trattamenti, può migliorare i risultati in diversi tumori del sangue.[1][2][3][4][5] Le misure più importanti sono la sopravvivenza, il controllo della malattia e la sicurezza del trattamento.[1][2][3][5]




