ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
Centro verificato
Milano, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio riguarda il carcinoma epatocellulare non operabile o diffuso ad altri organi del corpo, con funzione del fegato ancora compensata. Il carcinoma epatocellulare è un tumore del fegato che in alcuni casi non può essere rimosso con un intervento chirurgico o si è esteso ad altre parti del corpo. Lo studio confronta due diversi trattamenti: un gruppo di pazienti riceverà visugromab insieme a nivolumab e lenvatinib, mentre un altro gruppo riceverà placebo insieme a lenvatinib. Il visugromab è anche conosciuto con il nome in codice CTL-002 e viene somministrato attraverso una flebo in vena, così come il nivolumab, mentre il lenvatinib viene assunto per bocca sotto forma di capsule. Durante il trattamento verrà utilizzata anche una soluzione di cloruro di sodio per la somministrazione dei farmaci in vena.
Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con visugromab in combinazione con nivolumab e lenvatinib sia più efficace nel contrastare il tumore rispetto al trattamento con placebo e lenvatinib. I pazienti che partecipano devono aver già ricevuto in precedenza un trattamento per il loro tumore che includeva un farmaco appartenente alla categoria degli anti-PD-(L)1, ma questo trattamento precedente non ha più funzionato o la malattia è progredita. Il trattamento nello studio può durare fino a trentasei mesi, durante i quali i pazienti saranno monitorati regolarmente per valutare come risponde il tumore e per controllare eventuali effetti indesiderati.
Durante lo studio verranno effettuati controlli regolari che includono esami del sangue, valutazioni della funzionalità del fegato e delle dimensioni del tumore attraverso esami radiologici. Verrà anche valutato il benessere generale dei pazienti attraverso questionari sulla qualità della vita. Lo studio misurerà principalmente il tempo che passa prima che il tumore peggiori o che si verifichi il decesso, e valuterà anche altri aspetti come la sopravvivenza complessiva, la percentuale di pazienti in cui il tumore si riduce di dimensioni, e la sicurezza dei trattamenti utilizzati registrando tutti gli effetti indesiderati che si possono verificare durante la cura.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco sperimentale utilizzato in questo studio per il trattamento del tumore al fegato. Viene somministrato in combinazione con altri farmaci per verificare se può aiutare a combattere il cancro al fegato che non può essere rimosso chirurgicamente o che si è diffuso ad altre parti del corpo.
è un farmaco che aiuta il sistema immunitario del corpo a riconoscere e combattere le cellule tumorali. Funziona bloccando una proteina che impedisce al sistema immunitario di attaccare il tumore, permettendo così al corpo di difendersi meglio contro il cancro.
è un farmaco che blocca la crescita di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore. Riducendo l'apporto di sangue al tumore, questo medicinale può aiutare a rallentare o fermare la crescita del cancro al fegato.
Si tratta di un farmaco sperimentale attualmente in fase di studio clinico avanzato (Fase 2b) per il trattamento del carcinoma epatocellulare non operabile o metastatico in pazienti con funzionalità epatica compensata. Viene somministrato in combinazione con nivolumab e lenvatinib dopo il fallimento di una terapia di prima linea che includeva un farmaco anti-PD-(L)1. Il meccanismo d'azione specifico non è dettagliato nei dati disponibili, ma il farmaco viene studiato per le sue proprietà antitumorali nel contesto delle terapie combinate per il cancro al fegato.
È un farmaco immunoterapico già approvato e utilizzato nella pratica clinica per vari tipi di tumori, somministrato per via endovenosa attraverso infusione. Appartiene alla classe degli inibitori dei checkpoint immunitari e agisce bloccando la proteina PD-1 presente sulla superficie delle cellule immunitarie, permettendo così al sistema immunitario di riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali. In questo studio viene utilizzato in combinazione con visugromab e lenvatinib per trattare il carcinoma epatocellulare avanzato in pazienti che non hanno risposto a precedenti terapie.
È un farmaco antitumorale orale già autorizzato per il trattamento di diversi tipi di cancro, incluso il carcinoma epatocellulare. Appartiene alla classe degli inibitori delle tirosin-chinasi e funziona bloccando specifici recettori sulla superficie delle cellule che promuovono la crescita dei vasi sanguigni che nutrono il tumore, impedendo così la sua crescita e diffusione. Viene utilizzato sia in monoterapia che in combinazione con altri farmaci per trattare tumori avanzati del fegato in pazienti con funzionalità epatica preservata.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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