Lo studio coinvolge volontari adulti in buona salute per valutare il farmaco aticaprant somministrato in due forme diverse: una compressa da prendere per bocca (oral tablet) e una piccola quantità di soluzione iniettata direttamente in una vena (intravenous infusion). La dose orale è di 10 mg, mentre la dose iniettata è un microdose molto piccolo, pari a 100 µg, marcato con un indicatore radioattivo per tracciare il percorso del farmaco nel corpo.
Lo scopo principale è determinare la absolute bioavailability, cioè la percentuale di farmaco che, dopo l’assunzione, arriva effettivamente nella circolazione sanguigna. I partecipanti riceveranno una sola compressa, attendono un breve periodo e poi ricevono l’iniezione; successivamente vengono osservati per un periodo di tempo limitato per raccogliere campioni di sangue e urine, al fine di capire come il corpo assorbe e metabolizza il farmaco. Termini tecnici come “bioavailability” indicano quanto il farmaco è disponibile per agire, mentre “microdose” si riferisce a una quantità molto piccola usata per studiare il comportamento del farmaco senza effetti terapeutici.



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