Indice
- Panoramica degli studi
- Linfomi EBV-positivi
- CMV nei pazienti trapiantati
- CMV dopo chirurgia cardiaca maggiore
- Glioblastoma
- Endpoint principali e cosa misurano
- Chi può partecipare
Panoramica degli studi
Nei dati forniti, Valganciclovir viene studiato in più contesti clinici molto diversi: oncologia, infezioni da citomegalovirus e prevenzione dell’infezione nei pazienti trapiantati.[1][2][3][4][5] Gli studi sono tutti interventional, cioè i ricercatori assegnano un trattamento o una strategia e osservano i risultati.[1][2][3][4][5]
Le fasi presenti sono fase 2 e fase 3.[1][2][3][4][5] Questo significa che alcuni trial cercano soprattutto segnali di efficacia, mentre altri confrontano strategie già più avanzate in gruppi più grandi di pazienti.[1][2][3][4][5]
Linfomi EBV-positivi
Lo studio NAVAL-1 valuta la combinazione di nanatinostat con Valganciclovir in pazienti con linfomi EBV-positivi recidivati o refrattari.[1] “Recidivato” vuol dire che il tumore è tornato dopo una risposta precedente, mentre “refrattario” vuol dire che non ha risposto bene alle terapie già fatte.[1]
Questo trial è di fase 2, è stato completato e ha arruolato 502 partecipanti.[1] L’obiettivo principale è misurare il tasso di risposta oggettiva, cioè la percentuale di pazienti il cui tumore si riduce o scompare secondo criteri standardizzati, valutati da un comitato indipendente.[1]
In questo studio Valganciclovir non è usato da solo, ma come parte di una combinazione con nanatinostat.[1] Il focus è capire se questa combinazione abbia attività anti-tumorale nei linfomi associati a EBV.[1]
CMV nei pazienti trapiantati
Più studi riguardano il citomegalovirus, abbreviato CMV, nei pazienti sottoposti a trapianto di rene.[2][4][5] In questi trial, Valganciclovir viene valutato come parte di strategie preventive o di trattamento dell’infezione da CMV.[2][4][5]
Lo studio CYTOPREV confronta una strategia preventiva guidata dallo stato immunitario con una strategia profilattica universale nei pazienti CMV-positivi dopo trapianto renale.[2] È uno studio di fase 3, autorizzato, con 144 partecipanti, e il risultato principale è la proporzione di pazienti con infezione da CMV entro 6 mesi dal trapianto.[2]
Un altro studio di fase 3 confronta la combinazione letermovir/valganciclovir con Valganciclovir da solo nei riceventi di trapianto di rene con infezione da CMV.[5] L’endpoint principale è la risposta virologica alla terza settimana, definita come una forte riduzione del DNA del CMV nel sangue o come DNA non rilevabile.[5]
Il terzo studio in ambito trapianto analizza pazienti con insufficienza renale cronica avanzata e rischio elevato di CMV dopo trapianto renale.[4] È uno studio di fase 3, autorizzato, con 30 partecipanti, e misura la presenza di infezione o malattia da CMV a 6 mesi dal trapianto.[4] In questo trial viene anche monitorata la risposta immunitaria specifica per CMV prima del trapianto e in momenti successivi dopo l’intervento.[4]
CMV dopo chirurgia cardiaca maggiore
Lo studio GAN-CAR valuta una terapia antivirale pre-emptive, cioè iniziata in modo mirato quando il rischio è considerato alto, in adulti immunocompetenti sottoposti a chirurgia cardiaca maggiore.[3] È uno studio multicentrico, in doppio cieco e randomizzato, di fase 3, completato con 226 partecipanti.[3]
Il risultato principale è il numero di giorni con buon esito nei 30 giorni di follow-up.[3] Un buon esito significa che il paziente è vivo, non è in terapia intensiva, non assume antimicrobici sistemici, non ha ventilazione meccanica e non presenta eventi avversi gravi.[3]
Questo studio è importante perché cerca di capire l’impatto clinico di una strategia mirata, non solo se il virus è presente o no.[3]
Glioblastoma
Lo studio NCT04116411 valuta Valganciclovir in pazienti con glioblastoma WHO grade IV appena diagnosticato.[6] I pazienti devono avere meno di 1 cm3 di tumore con contrasto residuo dopo l’intervento chirurgico.[6]
Questo è uno studio di fase 2, autorizzato, con 220 partecipanti.[6] Il trial confronta la sopravvivenza globale mediana tra pazienti trattati con Valganciclovir come aggiunta alla terapia standard e pazienti senza Valganciclovir.[6]
La sopravvivenza globale è misurata dal momento della resezione chirurgica fino alla morte per qualsiasi causa.[6] L’endpoint viene valutato alla fine dello studio, quando l’ultimo paziente ha raggiunto 30 mesi di follow-up.[6]
Endpoint principali e cosa misurano
Gli endpoint sono i risultati principali che uno studio usa per capire se il trattamento o la strategia funziona.[1][2][3][4][5][6]
Risposta del tumore: nello studio sui linfomi EBV-positivi si misura il tasso di risposta oggettiva, cioè quante persone rispondono al trattamento in modo visibile e valutabile.[1]
Presenza di CMV: nei trial sul trapianto si misura se compare infezione o malattia da CMV entro un certo tempo dopo il trapianto.[2][4]
Risposta virologica: nello studio con letermovir e Valganciclovir si valuta quanto il virus diminuisce nel sangue entro la terza settimana.[5]
Buon esito clinico: nello studio dopo chirurgia cardiaca si contano i giorni in cui il paziente resta vivo, fuori dalla terapia intensiva e senza supporti o infezioni sistemiche importanti.[3]
Sopravvivenza globale: nello studio sul glioblastoma si confronta il tempo di sopravvivenza tra i gruppi di trattamento.[6]
Chi può partecipare
I partecipanti cambiano molto da uno studio all’altro, perché ogni trial ha un obiettivo diverso.[1][2][3][4][5][6]
Persone con linfomi EBV-positivi recidivati o refrattari nello studio NAVAL-1.[1]
Riceventi di trapianto di rene con infezione da CMV o rischio di CMV nei trial di fase 3 dedicati al trapianto.[2][4][5]
Adulti immunocompetenti ad alto rischio dopo chirurgia cardiaca maggiore nello studio GAN-CAR.[3]
Pazienti con glioblastoma appena diagnosticato e residuo tumorale molto piccolo dopo l’intervento.[6]





