Questo studio clinico riguarda la neuropatia periferica anti-MAG, una malattia che colpisce i nervi delle braccia e delle gambe causando debolezza, perdita di sensibilità e difficoltà nei movimenti. Questa condizione è legata alla presenza di anticorpi chiamati anti-MAG che attaccano i nervi, ed è associata ad alcune malattie del sangue come la macroglobulinemia di Waldenstrom, il linfoma della zona marginale, la leucemia linfocitica cronica o la gammopatia monoclonale di significato incerto. Il farmaco utilizzato nello studio si chiama Zanubrutinib, conosciuto anche con il nome in codice BGB-3111, e viene somministrato sotto forma di capsule da prendere per bocca.
Lo scopo dello studio è verificare se il trattamento con zanubrutinib per dodici mesi può portare a un miglioramento delle condizioni neurologiche dei pazienti, misurato attraverso diverse scale che valutano la capacità di movimento, la sensibilità e le funzioni quotidiane. Durante lo studio vengono utilizzate scale di valutazione che misurano quanto la neuropatia limita le attività della persona, la sua capacità di muoversi e sentire, e la forza muscolare.
Lo studio prevede che i pazienti assumano zanubrutinib per un periodo che può arrivare fino a quarantotto mesi. Durante questo tempo vengono effettuate valutazioni regolari a dodici, ventiquattro e quarantotto mesi per controllare i miglioramenti nelle funzioni nervose attraverso esami neurologici e test che studiano la conduzione degli impulsi nei nervi. Vengono inoltre misurati i livelli degli anticorpi anti-MAG e delle proteine nel sangue per valutare l’effetto del trattamento sulla malattia di base.

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