Studio sull’efficacia di Tafasitamab e Lenalidomide con Rituximab in pazienti con linfoma follicolare o linfoma della zona marginale recidivante/refrattario
Lo studio clinico si concentra su due tipi di tumori del sistema linfatico: il linfoma follicolare e il linfoma della zona marginale. Questi tumori possono ripresentarsi o non rispondere ai trattamenti precedenti, una condizione nota come “recidivante/refrattario”. L’obiettivo dello studio è confrontare l’efficacia di una combinazione di farmaci nel trattamento di questi linfomi. I farmaci in esame sono tafasitamab, lenalidomide e rituximab. Tafasitamab è un anticorpo progettato per attaccare specifiche cellule tumorali, mentre lenalidomide è un farmaco che aiuta il sistema immunitario a combattere il cancro. Rituximab è un altro anticorpo usato comunemente per trattare i linfomi.
Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno una combinazione di questi farmaci. Alcuni riceveranno tafasitamab e lenalidomide insieme a rituximab, mentre altri riceveranno un placebo al posto di tafasitamab, insieme a lenalidomide e rituximab. Un placebo è una sostanza che non contiene principi attivi e viene utilizzato per confrontare l’efficacia dei trattamenti. Lo studio è progettato per essere “doppio cieco”, il che significa che né i partecipanti né i medici sapranno chi riceve il farmaco attivo o il placebo, per garantire risultati imparziali.
Lo studio si svolgerà in più centri e durerà diversi anni, con l’obiettivo di valutare quanto tempo i pazienti vivono senza che la malattia peggiori e di osservare la risposta del tumore al trattamento. I risultati aiuteranno a determinare se l’aggiunta di tafasitamab alla combinazione di lenalidomide e rituximab offre benefici significativi rispetto all’uso di lenalidomide e rituximab da soli.
1inizio del trattamento
Il trattamento inizia con la somministrazione di rituximab tramite infusione endovenosa. Questo farmaco è utilizzato per trattare il linfoma follicolare e il linfoma della zona marginale.
La somministrazione di rituximab avviene in un ambiente controllato per monitorare eventuali reazioni.
2somministrazione di lenalidomide
Dopo l’inizio del trattamento con rituximab, viene somministrato lenalidomide in capsule rigide per via orale.
La dose di lenalidomide può variare tra 5 mg, 10 mg, 15 mg e 20 mg, a seconda delle indicazioni specifiche del protocollo di studio.
3somministrazione di tafasitamab
In aggiunta a rituximab e lenalidomide, viene somministrato tafasitamab tramite infusione endovenosa.
Questo farmaco è utilizzato per migliorare l’efficacia del trattamento nei pazienti con linfoma recidivante o refrattario.
4monitoraggio e valutazione
Durante il trattamento, vengono effettuati controlli regolari per monitorare la risposta al trattamento e identificare eventuali effetti collaterali.
Le valutazioni includono esami del sangue, scansioni di imaging e altre procedure diagnostiche per valutare la progressione della malattia.
5conclusione del trattamento
Il trattamento continua fino a quando non si raggiunge un endpoint specifico, come la progressione della malattia o la comparsa di effetti collaterali significativi.
Alla conclusione del trattamento, viene effettuata una valutazione finale per determinare l’efficacia complessiva e la sicurezza del protocollo di studio.
Chi può partecipare allo studio?
Partecipanti maschi e femmine di almeno 18 anni di età.
Devono avere una diagnosi confermata di linfoma follicolare (FL) di grado 1, 2 o 3a, oppure di linfoma della zona marginale (MZL) nodale, splenico o extranodale.
Devono essere stati trattati in precedenza con almeno una terapia sistemica anti-CD20 o una chemio-immunoterapia. Questo include trattamenti come la monoterapia con rituximab o la chemioterapia più immunoterapia con rituximab o obinutuzumab, con o senza mantenimento.
Devono avere una malattia documentata come recidivante, refrattaria o progressiva dopo il trattamento con terapia sistemica:
Linfoma recidivante: la malattia è tornata dopo una risposta iniziale completa (CR) o parziale (PR) di almeno 6 mesi dopo la terapia precedente.
Linfoma refrattario: la malattia ha ottenuto meno di una risposta parziale (PR) all’ultimo trattamento o ha ottenuto una risposta completa (CR) o parziale (PR) che è durata meno di 6 mesi.
Linfoma progressivo: la malattia è progredita dopo una risposta iniziale di stabilità della malattia (SD) alla terapia precedente.
Chi non può partecipare allo studio?
Non possono partecipare persone che non hanno il linfoma follicolare o il linfoma della zona marginale. Questi sono tipi specifici di tumori che colpiscono i linfonodi.
Non possono partecipare persone che non hanno avuto una ricaduta o che non sono resistenti al trattamento precedente. Questo significa che il loro linfoma è tornato o non ha risposto ai trattamenti precedenti.
Non possono partecipare persone al di fuori delle fasce di età specificate dallo studio. Le fasce di età non sono specificate qui, ma sono importanti per la partecipazione.
Non possono partecipare persone che non sono in grado di comprendere o seguire le istruzioni dello studio. Questo è importante per garantire che i partecipanti possano seguire correttamente il trattamento e le procedure dello studio.
Non possono partecipare persone che fanno parte di popolazioni vulnerabili, a meno che non sia specificamente consentito. Le popolazioni vulnerabili possono includere persone con determinate condizioni mediche o sociali che richiedono protezioni speciali.
Tafasitamab è un farmaco utilizzato per trattare alcuni tipi di linfoma. Funziona aiutando il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. In questo studio, viene combinato con altri farmaci per vedere se migliora l’efficacia del trattamento nei pazienti con linfoma follicolare o linfoma della zona marginale che è tornato o non ha risposto ad altri trattamenti.
Lenalidomide è un farmaco che modifica il sistema immunitario e ha proprietà antitumorali. Viene utilizzato per trattare vari tipi di cancro, incluso il linfoma. In questo studio, viene somministrato insieme ad altri farmaci per valutare se può migliorare i risultati del trattamento nei pazienti con linfoma recidivante o refrattario.
Rituximab è un anticorpo monoclonale che si lega a una proteina presente sulla superficie di alcune cellule tumorali. Questo aiuta il sistema immunitario a distruggere queste cellule. È comunemente usato per trattare diversi tipi di linfoma e in questo studio viene combinato con altri farmaci per testare la sua efficacia nei pazienti con linfoma recidivante o refrattario.
Linfoma follicolare (FL) – È un tipo di linfoma non-Hodgkin che origina dai linfociti B, un tipo di globuli bianchi. Si sviluppa lentamente e spesso si presenta con linfonodi ingrossati. La malattia può rimanere stabile per molti anni, ma può anche progredire in modo più aggressivo. I sintomi possono includere febbre, sudorazioni notturne e perdita di peso. La progressione può variare da persona a persona, e in alcuni casi, il linfoma può trasformarsi in una forma più aggressiva.
Linfoma della zona marginale (MZL) – È un altro tipo di linfoma non-Hodgkin che colpisce i linfociti B. Si manifesta spesso nei linfonodi, nella milza o nel tessuto linfatico associato alle mucose. La malattia tende a progredire lentamente e può essere asintomatica nelle fasi iniziali. I sintomi possono includere ingrossamento dei linfonodi, affaticamento e febbre. La progressione può essere lenta, ma in alcuni casi può diventare più aggressiva.
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