Lo studio si concentra sulla gestione della sepsi, una condizione medica grave causata da una risposta estrema del corpo a un’infezione, che può portare a danni agli organi. L’obiettivo della ricerca è valutare se l’uso precoce di un antibiotico può migliorare le condizioni dei pazienti che presentano segni di rischio per questa patologia. Il trattamento oggetto dell’analisi è il meropenem, somministrato tramite infusione endovenosa, ovvero una procedura che permette al farmaco di entrare direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno o il farmaco in esame o un placebo composto da cloruro di sodio. La decisione su quale trattamento somministrare avverrà in modo casuale. Per guidare la scelta dell’intervento, viene monitorata la presenza della proteina della pietra pancreatica (PSP), una sostanza specifica misurata nel sangue che può aiutare a identificare precocemente il rischio di complicazioni. Il percorso prevede la valutazione dei pazienti che mostrano determinati segnali di allarme clinico durante il loro passaggio in un reparto di emergenza.



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