Azienda Ospedaliero Universitaria Parma
Centro verificato
Parma, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio riguarda l'infezione cronica da epatite delta, una malattia del fegato causata dal virus dell'epatite delta che colpisce persone già affette da epatite B. Durante lo studio verranno utilizzati due medicinali: BJT-778, che è il trattamento principale in fase di valutazione, e bulevirtide, che è un medicinale già in uso da parte dei partecipanti. Entrambi i medicinali vengono somministrati tramite iniezione sotto la pelle. Lo scopo dello studio è valutare se il passaggio dal trattamento con bulevirtide al trattamento con BJT-778 sia efficace nel controllare l'infezione cronica da epatite delta dopo ventiquattro settimane.
Lo studio prevede che i partecipanti, che stanno già assumendo bulevirtide da almeno sei mesi, passino al trattamento con BJT-778. Durante il periodo di trattamento, che può durare fino a novantasei settimane, verranno effettuate valutazioni regolari per misurare la quantità di virus dell'epatite delta presente nel sangue e per controllare i valori degli enzimi del fegato. I partecipanti continueranno anche ad assumere i loro medicinali abituali per l'epatite B durante tutto lo studio. Dopo il completamento del trattamento, ci sarà un periodo di osservazione aggiuntivo per valutare gli effetti a lungo termine.
Durante lo studio verranno raccolte informazioni sulla sicurezza del trattamento, inclusi eventuali effetti indesiderati che potrebbero verificarsi, e verrà valutato se i partecipanti necessitano di interrompere il trattamento a causa di questi effetti. Verranno anche misurati i cambiamenti nei livelli di sali biliari nel sangue, che possono essere influenzati dal trattamento. L'obiettivo principale è determinare quanti partecipanti raggiungono livelli non rilevabili del virus dell'epatite delta nel sangue dopo il passaggio al nuovo trattamento.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco sperimentale che viene studiato per il trattamento dell'infezione cronica da epatite Delta. In questo studio, i partecipanti che stanno già assumendo un altro medicinale chiamato bulevirtide passeranno a ricevere brelovitug per vedere se questo cambiamento può aiutare a trattare meglio la loro condizione. L'obiettivo è capire quanto sia efficace e sicuro questo passaggio da un trattamento all'altro.
è un medicinale già utilizzato per il trattamento dell'epatite Delta cronica. I partecipanti a questo studio stanno già ricevendo questo farmaco prima di passare a brelovitug. Bulevirtide serve come trattamento di confronto per valutare se il passaggio al nuovo farmaco sperimentale possa offrire benefici aggiuntivi ai pazienti.
Brelovitug è un farmaco sperimentale attualmente in fase di studio clinico per il trattamento dell'infezione cronica da epatite D (epatite delta). Si tratta di una terapia somministrata per via iniettiva che agisce come anticorpo monoclonale, legandosi a specifiche proteine sulla superficie delle cellule del fegato per impedire l'ingresso del virus dell'epatite delta. Il meccanismo d'azione si basa sul blocco dell'interazione tra il virus e i recettori cellulari, prevenendo così l'infezione delle cellule epatiche. Questo medicinale appartiene alla classe degli immunoterapici biologici ed è attualmente oggetto di ricerca per valutare se possa rappresentare un'alternativa efficace ai trattamenti esistenti per questa malattia del fegato.
Bulevirtide è un farmaco utilizzato per il trattamento dell'infezione cronica da epatite D, somministrato mediante iniezione sottocutanea. Agisce bloccando una proteina specifica chiamata recettore NTCP presente sulla superficie delle cellule del fegato, impedendo così al virus dell'epatite delta di entrare nelle cellule e di replicarsi. Dal punto di vista farmacologico, appartiene alla classe degli inibitori dell'ingresso virale ed è già approvato in alcuni paesi per l'uso clinico. Il medicinale rappresenta un'importante opzione terapeutica per i pazienti affetti da questa forma grave di epatite virale.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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