Lo studio riguarda la gestione della rottura prematura delle membrane, una condizione in cui il sacco che contiene il liquido intorno al bambino si rompe prima dell’inizio del travaglio. Questa situazione può verificarsi durante la gravidanza, in questo caso tra la ventiduesima e la trentatreesima settimana. L’obiettivo della ricerca è confrontare l’efficacia di diversi trattamenti per prevenire infezioni e complicazioni sia per la madre che per il neonato.
I partecipanti riceveranno uno dei due regimi di terapia con antibiotico. Il primo gruppo utilizzerà l’associazione tra ceftriaxone, somministrato per via endovenosa, intramuscolare o sottocutanea, e azitromicina, somministrata per via orale. Il secondo gruppo riceverà invece l’associazione di amoxicillina e azitromicina tramite via orale. Questi farmaci vengono utilizzati per combattere le infezioni batteriche che potrebbero derivare dalla rottura delle membrane.
Durante lo studio, verranno monitorati diversi aspetti della salute materna e del benessere del neonato. Verrà prestata particolare attenzione alla durata della gravidanza e alla presenza di possibili infezioni o complicazioni neonatali, come la necessità di utilizzare un respiratore o lo sviluppo di disturbi legati alla prematurità. La ricerca mira a determinare quale combinazione di farmaci sia più efficace nel ridurre i rischi per la salute del bambino e della madre.



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