Questo studio riguarda persone che hanno avuto un infarto miocardico acuto e che soffrono anche di diabete mellito. L’infarto miocardico è una condizione in cui il flusso di sangue al cuore viene bloccato, causando danni al muscolo cardiaco. Il diabete mellito è una malattia in cui il corpo non riesce a regolare correttamente i livelli di zucchero nel sangue. Nello studio verranno utilizzati farmaci chiamati inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2, che aiutano a ridurre i livelli di zucchero nel sangue facendolo eliminare attraverso le urine. I farmaci specifici che verranno utilizzati sono Forxiga contenente dapagliflozin, Jardiance contenente empagliflozin e Invokana contenente canagliflozin. Tutti questi farmaci sono compresse rivestite da assumere per bocca.
Lo scopo dello studio è valutare se questi farmaci possono rallentare o fermare la progressione dell’aterosclerosi coronarica, cioè l’accumulo di depositi nelle arterie del cuore, nelle persone con diabete che hanno avuto un infarto e sono state trattate con successo mediante un intervento chiamato angioplastica coronarica, una procedura che riapre le arterie bloccate. I partecipanti allo studio riceveranno uno di questi farmaci per un periodo di dodici mesi. Durante lo studio verranno eseguite delle scansioni speciali chiamate angiografia coronarica mediante tomografia computerizzata, che permettono di vedere le arterie del cuore e misurare la quantità di depositi presenti al loro interno.
Nel corso dello studio verranno valutati diversi aspetti, tra cui il cambiamento nella quantità di depositi nelle arterie del cuore dall’inizio dello studio fino a dodici mesi dopo, che rappresenta l’obiettivo principale della ricerca. Verranno inoltre misurati i livelli di sostanze nel sangue che indicano l’infiammazione e il controllo dello zucchero nel sangue, le caratteristiche dei depositi nelle arterie che potrebbero essere pericolosi, la formazione di nuovo tessuto all’interno delle arterie che sono state trattate e quanto i partecipanti seguono regolarmente la terapia prescritta. Lo studio dovrebbe iniziare a reclutare partecipanti nel 2026 e concludersi nel 2028.

Italia