La trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare, insieme indicate con l’acronimo VTE, sono complicazioni comuni nei pazienti con cancro associato alla trombosi. Queste condizioni si verificano quando un coagulo di sangue si forma nelle vene, spesso nelle gambe, e può spostarsi verso i polmoni. Il nuovo studio valuta l’uso di un anticorpo monoclonale denominato REGN7508, progettato per inibire il fattore XI, una proteina coinvolta nella formazione dei coaguli, confrontandolo con l’anticoagulante orale apixaban. Lo scopo è verificare la sicurezza del nuovo farmaco e la sua capacità di prevenire il ripresentarsi dei coaguli nei pazienti oncologici.
Nella prima fase del trial, i partecipanti con diagnosi di DVT ricevono REGN7508 per monitorare eventuali effetti indesiderati e la tollerabilità del trattamento. Successivamente, nella seconda fase, i soggetti vengono assegnati in modo casuale a continuare con REGN7508 o a passare a apixaban, al fine di confrontare la frequenza di nuovi eventi trombotici e di sanguinamenti significativi. Durante l’intero periodo di osservazione, vengono registrati eventuali nuovi coaguli, episodi di sanguinamento e altri effetti avversi, permettendo una valutazione complessiva della sicurezza e dell’efficacia del nuovo approccio.



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