Asundexian

Questo articolo riassume gli studi clinici su Asundexian. I trial stanno valutando efficacia, sicurezza e comportamento nel sangue in persone con ictus ischemico, attacco ischemico transitorio ad alto rischio, fibrillazione atriale e volontari sani. Alcuni studi sono di fase 3, uno è di fase 1.

Indice

Panoramica degli studi

I dati disponibili mostrano tre studi clinici su Asundexian, tutti di tipo interventional, cioè con un trattamento assegnato ai partecipanti per valutarne gli effetti.[1][2][3] Due studi sono di fase 3 e uno è di fase 1.[1][2][3]

Le aree principali studiate sono la prevenzione dell’ictus in persone con ictus ischemico recente o con attacco ischemico transitorio ad alto rischio, la prevenzione di ictus o embolia sistemica nella fibrillazione atriale, e il comportamento del farmaco nel sangue in volontari sani.[1][2][3]

Studio dopo ictus ischemico o TIA ad alto rischio

Lo studio OCEANIC-STROKE (NCT05686070) ha valutato Asundexian per prevenire un nuovo ictus causato da un coagulo dopo un ictus ischemico acuto non cardioembolico o dopo un TIA ad alto rischio.[1] Il trial era in fase 3, con 12.008 partecipanti, ed è risultato completato.[1]

Lo studio confrontava Asundexian con placebo, entrambi aggiunti alla terapia antiaggregante di base.[1] La terapia antiaggregante è un trattamento che aiuta a ridurre l’aggregazione delle piastrine, cioè la tendenza del sangue a formare coaguli.[1]

Gli obiettivi principali erano il tempo al primo ictus ischemico e il tempo al primo sanguinamento maggiore ISTH.[1] In parole semplici, i ricercatori volevano capire se Asundexian poteva ridurre i nuovi ictus senza aumentare troppo il rischio di sanguinamento grave.[1]

Studio nella fibrillazione atriale

Lo studio NCT05643573 ha valutato Asundexian per prevenire ictus o embolia sistemica in persone con fibrillazione atriale e rischio di ictus.[2] Anche questo trial era di fase 3 ed è risultato completato, con 17.460 partecipanti.[2]

Il confronto principale era tra Asundexian e apixaban, con l’uso di placebo per i prodotti di confronto e per il prodotto in studio.[2] Questo tipo di confronto serve a valutare se il nuovo trattamento è almeno non inferiore e, in alcuni obiettivi, superiore al trattamento già usato nello studio.[2]

I risultati principali misuravano il tempo al primo evento combinato di ictus o embolia sistemica, il tempo al primo sanguinamento maggiore ISTH e il tempo al primo evento combinato che includeva ictus, embolia sistemica o sanguinamento maggiore ISTH.[2] Lo studio voleva quindi bilanciare due aspetti: protezione dagli eventi tromboembolici e rischio di sanguinamento.[2]

Studio di fase 1 in volontari sani

Il trial 2025-523677-41-00 è uno studio di fase 1 in volontari sani, con 18 partecipanti, ed è indicato come autorizzato.[3] Questo studio osserva la quantità di Asundexian nel sangue e l’effetto del cibo sui suoi livelli dopo una singola dose orale.[3]

Lo studio confronta la formulazione pediatrica da 50 mg con la compressa da 50 mg nello stato di digiuno e valuta anche l’effetto di un pasto ricco di grassi e calorie sulla formulazione pediatrica.[3] I parametri principali sono Cmax, AUC e AUC(0-tlast), cioè misure dell’esposizione al farmaco nel sangue e del tempo in cui resta presente dopo la dose.[3]

Questo tipo di studio non cerca ancora l’efficacia clinica contro una malattia specifica, ma aiuta a capire come usare il trattamento nelle diverse formulazioni e condizioni di assunzione.[3]

Misure di efficacia e sicurezza

Nei trial di fase 3, i ricercatori hanno usato come misure principali il tempo al primo evento di ictus, di embolia sistemica o di sanguinamento maggiore.[1][2] Queste misure aiutano a capire se il trattamento protegge davvero dalle complicanze più importanti e se il rischio di sanguinamento resta accettabile.[1][2]

Nel trial di fase 1, invece, i ricercatori hanno misurato parametri farmacocinetici, cioè dati che mostrano come il farmaco entra nel sangue, quanto ne arriva e per quanto tempo resta misurabile.[3] Questo è utile per confrontare la formulazione pediatrica con la compressa e per vedere se il pasto cambia l’assorbimento.[3]

Chi può partecipare

I partecipanti degli studi non sono tutti uguali, perché ogni trial ha un gruppo target diverso.[1][2][3] Nel trial OCEANIC-STROKE erano inclusi pazienti dopo un ictus ischemico acuto non cardioembolico o dopo un TIA ad alto rischio.[1]

Nel trial sulla fibrillazione atriale erano inclusi partecipanti con aritmia cardiaca irregolare e rapida, considerati a rischio di ictus.[2] Nel trial di fase 1 erano inclusi volontari sani, quindi persone senza la malattia che si vuole prevenire.[3]

In pratica, questi studi coprono sia persone con rischio già alto di eventi trombotici sia persone sane usate per studiare il comportamento del farmaco nel corpo.[1][2][3]

Stato dei trial e dimensione degli studi

Entrambi i grandi studi di fase 3 risultano completed, cioè conclusi.[1][2] Lo studio di fase 1 risulta authorised, cioè autorizzato e pronto o in avvio secondo i dati disponibili.[3]

Le dimensioni degli studi sono molto diverse: 12.008 partecipanti nello studio dopo ictus o TIA, 17.460 nello studio sulla fibrillazione atriale e 18 volontari nello studio di fase 1.[1][2][3] Questo mostra che Asundexian è stato studiato sia in grandi popolazioni cliniche sia in un piccolo studio iniziale di farmacocinetica.[1][2][3]

Trial IDFaseCondizione studiataStatoArruolamento
NCT05686070Phase 3Prevenzione dell’ictus ischemico dopo ictus ischemico non cardioembolico acuto o TIA ad alto rischioCompleted12008
NCT05643573Phase 3Prevenzione di ictus o embolia sistemica nella fibrillazione atrialeCompleted17460
2025-523677-41-00Phase 1Prevenzione di eventi tromboemboliciAuthorised18

Sperimentazioni cliniche in corso su Asundexian

  • Studio sull’assorbimento dell’asundexian in adulti sani per la prevenzione di problemi circolometrici e l’effetto del cibo sulla sua efficacia.

    In arruolamento

    1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Germania
  • Studio sull’efficacia e sicurezza di asundexian rispetto ad apixaban per prevenire ictus o embolia sistemica in pazienti con fibrillazione atriale a rischio di ictus

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Austria Belgio Bulgaria Cechia Danimarca Estonia +16
  • Studio sull’uso di asundexian per prevenire l’ictus ischemico in pazienti dopo un ictus ischemico acuto o un attacco ischemico transitorio ad alto rischio

    Arruolamento concluso

    1 1
    Farmaci in studio:
    Austria Belgio Bulgaria Cechia Danimarca Finlandia +14

Glossario

  • Ictus ischemico: Un ictus causato da un coagulo che blocca il flusso di sangue al cervello.
  • Attacco ischemico transitorio (TIA): Un episodio breve con sintomi simili all’ictus, spesso chiamato anche mini-ictus. I sintomi passano, ma il rischio di ictus può essere alto.
  • Fibrillazione atriale: Un ritmo del cuore irregolare e spesso rapido che può aumentare il rischio di coaguli e di ictus.
  • Embolia sistemica: Un coagulo che viaggia nel sangue e può bloccare un vaso in un’altra parte del corpo.
  • Sanguinamento maggiore ISTH: Un sanguinamento grave definito secondo criteri internazionali usati nei trial clinici.
  • Placebo: Un trattamento senza principio attivo usato per confrontare i risultati con il farmaco in studio.
  • Fase 1: La prima fase di uno studio clinico. Serve a capire come il trattamento si comporta nel corpo e a raccogliere dati iniziali.
  • Fase 3: Una fase avanzata con molti partecipanti. Serve a verificare quanto bene funziona il trattamento e quanto è sicuro.
  • Cmax: La massima quantità del farmaco misurata nel sangue dopo una dose.
  • AUC: Una misura dell’esposizione totale al farmaco nel sangue nel tempo.

Riferimenti

  1. https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-asundexian-per-prevenire-lictus-ischemico-in-pazienti-dopo-un-ictus-ischemico-acuto-o-un-attacco-ischemico-transitorio-ad-alto-rischio/
  2. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-asundexian-rispetto-ad-apixaban-per-prevenire-ictus-o-embolia-sistemica-in-pazienti-con-fibrillazione-atriale-a-rischio-di-ictus/
  3. https://clinicaltrials.gov/study/2025-523677-41-00