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Non ancora in reclutamentoMalattia rara

Studio clinico su pazienti con GVHD acuta refrattaria a corticosteroidi e ruxolitinib: trattamento con cellule mesenchimali allogeniche adipose con CXCR4 e IL‑10

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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

La malattia da trapianto contro l’ospite (GVHD) acuta è una complicazione in cui le cellule del trapianto attaccano il corpo del ricevente, provocando infiammazione della pelle, del fegato o dell’intestino. Quando i sintomi non migliorano con i corticosteroidi o con il farmaco ruxolitinib, le opzioni sono limitate. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di una nuova terapia basata su cellule staminali mesenchimali prelevate dal tessuto adiposo di un donatore e modificate in laboratorio per produrre le proteine CXCR4 e IL‑10, che aiutano le cellule a raggiungere le zone infiammate e a ridurre la risposta immunitaria.

Nel trial i partecipanti ricevono una serie di infusioni endovenose della sospensione cellulare, seguite da controlli regolari per monitorare eventuali effetti indesiderati e per osservare eventuali miglioramenti clinici e di laboratorio. Le visite includono esami del sangue, valutazioni dei sintomi e controlli medici per tutta la durata del periodo di osservazione.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Accettazione nello studio

    Una volta confermata l’idoneità, Lei firma il consenso informato che spiega lo scopo dello studio, i possibili rischi e i benefici attesi.

  2. Passaggio 2

    Valutazione iniziale

    Vengono eseguiti esami clinici e di laboratorio per documentare lo stato di GVHD acuta e verificare i criteri di inclusione.

    Il medico registra le informazioni di base, comprese le terapie in corso, per garantire che la partecipazione sia sicura.

  3. Passaggio 3

    Preparazione per la prima infusione

    Prima dell’infusione vengono controllati i parametri vitali (pressione sanguigna, frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno).

    Il personale sanitario verifica che non vi siano controindicazioni immediate alla somministrazione del prodotto.

  4. Passaggio 4

    Prima infusione di MSC allogeniche

    Viene somministrata una sospensione cellulare contenente allogeneic adipocyte‑derived mesenchymal stromal cells geneticamente modificate per esprimere CXCR4 e IL‑10.

    L’infusione avviene per via intravenosa (infusione nella vena). La quantità di cellule e la velocità di infusione sono stabilite dal protocollo dello studio.

    Durante l’infusione il personale monitora costantemente le sue condizioni per individuare eventuali reazioni avverse.

  5. Passaggio 5

    Osservazione immediata post‑infusione

    Dopo la somministrazione, Lei rimane sotto osservazione per diverse ore per verificare la comparsa di reazioni avverse gravi o inattese.

    Vengono registrati eventuali sintomi come febbre, rash cutaneo, difficoltà respiratorie o altri segni di reazione.

  6. Passaggio 6

    Visite di follow‑up a breve termine

    Nei giorni successivi (ad esempio giorno 1 e giorno 7) vengono effettuate visite di controllo con esami clinici e di laboratorio.

    Queste visite servono a valutare la sicurezza del trattamento e a registrare eventuali effetti collaterali.

  7. Passaggio 7

    Possibili infusioni successive

    Se il protocollo lo prevede, Lei può ricevere ulteriori infusioni di MSC a intervalli stabiliti (ad esempio ogni settimana o ogni due settimane).

    Ogni infusione segue le stesse procedure di preparazione, somministrazione e osservazione descritte per la prima dose.

  8. Passaggio 8

    Monitoraggio continuo durante il follow‑up

    Nel corso del periodo di follow‑up (fino a diversi mesi) vengono eseguiti controlli periodici per valutare l’efficacia del trattamento attraverso parametri clinici e biologici.

    Il personale registra costantemente qualsiasi evento avverso serio o inatteso, anche quelli che si manifestano a distanza dalla somministrazione.

  9. Passaggio 9

    Valutazione finale dello studio

    Al termine del periodo di studio, vengono raccolti tutti i dati clinici, di laboratorio e di sicurezza.

    Una valutazione complessiva determina la tollerabilità del prodotto e l’eventuale beneficio osservato nella gestione della GVHD.

Chi può partecipare allo studio?

12 criteri

  • Essere stato sottoposto a trapianto di cellule staminali ematopoietiche da donatore (alloHSCT) da qualsiasi fonte (donatore non correlato compatibile, fratello/sorella o parzialmente compatibile) utilizzando midollo osseo, sangue periferico o sangue del cordone ombelicale. AlloHSCT è il trapianto di cellule del sangue del donatore al paziente.
  • Avere ricevuto una terapia di preparazione (conditioning) prima del trapianto che può essere non mioablativa, mioablativa o a intensità ridotta. Conditioning è il trattamento che prepara il corpo al trapianto.
  • Essere di sesso maschile o femminile e avere un’età compresa tra 18 e 75 anni.
  • Avere una diagnosi clinica di GVHD acuta di grado II‑IV dopo il trapianto. GVHD (malattia del trapianto contro l’ospite) è quando le cellule del donatore attaccano i tessuti del paziente.
  • Presentare una GVHD che non risponde ai corticoidi (steroidi) e al farmaco ruxolitinib, oppure non poter ricevere ruxolitinib. Questo include:
    • peggioramento della GVHD dopo almeno 7 giorni di ruxolitinib,
    • assenza di miglioramento dopo almeno 14 giorni di ruxolitinib,
    • perdita della risposta al ruxolitinib dopo un iniziale miglioramento,
    • o, se non si può usare ruxolitinib, una GVHD resistente ai corticoidi (peggioramento dopo 3 giorni di corticoidi, nessun miglioramento dopo 7 giorni o fallimento durante la riduzione dei corticoidi).
    • severi bassi livelli di piastrine (trombocitopenia) inferiori a 20 000 per mm³,
    • severi bassi livelli di neutrofili (neutropenia) inferiori a 500 per mm³,
    • qualsiasi altra condizione clinica che renda il paziente non idoneo al ruxolitinib secondo il giudizio del medico.
    • Per le donne: devono essere postmenopausali da almeno un anno, oppure sterilizzate chirurgicamente, oppure, se in età fertile, utilizzare un metodo contraccettivo molto efficace durante lo studio, oppure accettare l’astinenza totale se è coerente con il loro stile di vita.

Chi non può partecipare allo studio?

10 criteri

  • Se la persona ha una malattia del sangue (malattia ematologica) che non è stata controllata dal trapianto o che sta peggiorando, non può partecipare.
  • Se è nota una reazione allergica (ipersensibilità) al DMSO o a qualsiasi componente della formulazione del farmaco sperimentale, non può partecipare.
  • Se il test molecolare (PCR) per il coronavirus (SARS‑CoV‑2) è risultato positivo entro 10 giorni prima dell’infusione delle cellule, non può partecipare.
  • Se la persona è una donna e al momento è incinta, sta allattando, prevede di rimanere incinta o intende donare ovuli durante lo studio, non può partecipare.
  • Se ha un problema medico grave o non controllato (cuore, polmoni, fegato, reni, stomaco, apparato genito‑urinario, coagulazione, sistema immunitario, ormoni/metabolismo o nervi) che non è legato alla malattia principale e che, secondo il medico, potrebbe confondere i risultati o mettere a rischio la salute, non può partecipare. Esempi includono infarto recente, insufficienza cardiaca grave, pressione alta non controllata, danni importanti al fegato o ai reni, o disturbi ormonali non trattati.
  • Se al momento dello screening è presente un’infezione che colpisce tutto il corpo (infezione sistemica attiva), non può partecipare.
  • Se sta partecipando a un altro studio clinico o lo ha concluso da meno di 3 mesi, non può partecipare.
  • Se ha già partecipato a uno studio di terapie avanzate (come terapia con cellule, terapia genica o ingegneria tissutale) in passato, non può partecipare.
  • Se ha un’infezione cronica di epatite B (HBsAg positivo) o epatite C attiva (PCR positiva se l’anticorpo anti‑HCV è presente). Può partecipare solo se è positivo per l’anticorpo del nucleo dell’epatite B (HBcAb), ma negativo per HBsAg e se il DNA virale non è rilevabile.
  • Se ha una storia di test positivo per l’HIV (virus dell’immunodeficienza umana), non può partecipare.
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Dove puoi partecipare a questo studio

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Farmaci in studio

Cellule staminali mesenchimali allogeniche derivate da tessuto adiposo, modificate per esprimere CXCR4 e IL‑10 sono cellule prelevate dal grasso di un donatore diverso dal paziente. Queste cellule sono state “programmate” in laboratorio per produrre due proteine, CXCR4 e IL‑10, che aiutano a dirigere le cellule verso i tessuti danneggiati e a ridurre l’infiammazione. Nel trial le cellule vengono somministrate per via endovenosa come sospensione iniettabile. L’obiettivo è verificare se questo tipo di terapia è sicura e ben tollerata nei pazienti con malattia del trapianto contro l’ospite (GVHD) che non rispondono ai corticosteroidi o a ruxolitinib, o che non possono ricevere quest’ultimo farmaco.

Che cosa si sa già del trattamento

Allogeneic Adipose Tissue Derived Mesenchymal Stromal Cells (MSC) ectopically expressing CXCR4 and IL10 - La sospensione cellulare viene somministrata per infusione endovenosa. Attualmente è in fase sperimentale, studiata in studi clinici di fase I/IIa. È destinata a pazienti con GVHD acuta resistente a steroidi e ruxolitinib. Le cellule mesenchimali modificate esprimono CXCR4 per raggiungere i tessuti infiammati e IL‑10 per ridurre l’infiammazione, classificandole come terapia cellulare genicamente modificata.

Malattie studiate

GVHD acuta refrattaria ai corticosteroidi e al ruxolitinib - La GVHD acuta è una risposta immunitaria in cui le cellule del trapianto riconoscono il corpo del ricevente come estraneo, provocando infiammazione. Si manifesta tipicamente con rash cutanei, ittero e diarrea, a causa del coinvolgimento di pelle, fegato e tratto gastrointestinale. Quando la reazione non risponde ai corticosteroidi e al ruxolitinib, l’infiammazione persiste e può estendersi a più organi. La condizione tende a peggiorare rapidamente, con un aumento della gravità dei sintomi cutanei e gastrointestinali. L’attività immunitaria incontrollata può portare a danni tissutali progressivi.
Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 7 nov 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase INumero dello studio2025-523139-21-01Codice del protocollo2G-MSC-GVHDPartecipanti previsti15 personePromotoreFundacion Instituto De Investigacion Sanitaria De Navarra

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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