Lo studio riguarda pazienti che sono portatori di carbapenemase-producing Enterobacterales e che devono sottoporsi a liver transplantation. Questi batteri possono causare infezioni gravi dopo l’intervento chirurgico. Per ridurre questo rischio, lo studio confronta due approcci di profilassi (trattamento preventivo): una profilassi mirata, in cui l’antibiotico è scelto in base alla resistenza del batterio, e una profilassi standard, che utilizza antibiotici comunemente impiegati. Tra gli antibiotici impiegati nella profilassi mirata ci sono Xerava, Recarbrio, Fetcroja, Zavicefta, Vaborem, Emblaveo e Azactam, mentre la profilassi standard può includere Tygacil, AMOXICILLINA E ACIDO CLAVULANICO SANDOZ A/S o Tazocin. La profilassi è somministrata per via endovenosa (infusione) subito prima e durante l’intervento chirurgico.
Lo scopo dello studio è valutare se la profilassi mirata riduce il numero di infezioni nei primi quattordici giorni dopo il trapianto rispetto alla profilassi standard. Dopo la somministrazione dell’antibiotico, i pazienti vengono osservati in ospedale e poi seguiti a distanza per 14, 30, 60 e 90 giorni per verificare la comparsa di infezioni, l’evoluzione del microbioma intestinale (l’insieme dei batteri presenti nell’intestino) e la comparsa di eventuali effetti indesiderati, come danni ai nervi (neurotossicità), danni ai reni (nefrotossicità) o reazioni allergiche (ipersensibilità).



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