Lo studio riguarda pazienti affetti da Multiple Sclerosis e Neuromyelitis optica spectrum disease che ricevono una anti‑CD20 therapy, ovvero farmaci che agiscono su una proteina chiamata CD20 presente su alcune cellule del sistema immunitario; i farmaci più comuni in questo contesto sono ocrelizumab e rituximab. Questi pazienti saranno sottoposti alla vaccinazione contro herpes zoster con il vaccino Shingrix, un vaccino ricombinante che contiene una proteina del virus della varicella‑zoster.
Lo scopo dello studio è confrontare due diversi calendari di somministrazione del vaccino per valutare quale programma induca una risposta immunitaria più efficace.
Nel protocollo, la prima dose del vaccino verrà somministrata un mese prima della prossima infusione di questo trattamento; la seconda dose sarà data dopo un mese (gruppo a 2 mesi) oppure dopo cinque mesi (gruppo a 6 mesi). Dopo la seconda somministrazione saranno effettuati prelievi di sangue a un mese per misurare la quantità di anticorpi, cioè le proteine che indicano se il corpo ha prodotto una difesa contro il virus, e per valutare la risposta delle cellule T, un tipo di cellula che aiuta a coordinare la difesa immunitaria. Durante l’intero periodo saranno monitorati eventuali effetti indesiderati.



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