Nefrite lupoide – Studi clinici

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La nefrite lupoide è una grave complicanza del lupus eritematoso sistemico che colpisce i reni. Attualmente sono in corso numerosi studi clinici che valutano nuove terapie innovative, tra cui terapie cellulari CAR-T, anticorpi monoclonali e trattamenti immunomodulatori. Questo articolo presenta una panoramica dettagliata di 10 studi clinici attivi in Europa per pazienti con nefrite lupoide.

Studi clinici sulla nefrite lupoide: nuove opzioni terapeutiche per i pazienti

La nefrite lupoide rappresenta una delle complicanze più gravi del lupus eritematoso sistemico (LES), una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca i tessuti sani dell’organismo. Quando il lupus colpisce i reni, può causare infiammazione e danni ai piccoli vasi sanguigni e alle strutture renali responsabili della filtrazione del sangue. Attualmente sono disponibili 14 studi clinici in Europa dedicati alla ricerca di nuove terapie per questa patologia, di cui vengono presentati qui i 10 principali.

Nuove terapie innovative in fase di sperimentazione

Studio su cellule CAR-T CC-97540 per pazienti con lupus eritematoso sistemico refrattari ai trattamenti immunosoppressivi precedenti

Localizzazione: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna

Questo studio clinico innovativo si concentra sulla valutazione di una terapia cellulare avanzata chiamata CC-97540 (nota anche come BMS-986353), che utilizza cellule CAR-T mirate contro il CD19. Si tratta di cellule immunitarie del paziente stesso che vengono prelevate, modificate geneticamente in laboratorio per riconoscere e attaccare specifiche cellule che contribuiscono alla malattia, e poi reinfuse nel paziente.

Prima della somministrazione del trattamento principale, i pazienti ricevono una preparazione con tre farmaci: ciclofosfamide, fludarabina e tocilizumab, somministrati per via endovenosa. Lo studio è rivolto a pazienti con lupus eritematoso sistemico e nefrite lupoide che non hanno risposto adeguatamente ai trattamenti precedenti con corticosteroidi e altri farmaci immunosoppressori.

I criteri di inclusione principali richiedono che i pazienti abbiano almeno 16 anni, pesino almeno 40 chilogrammi, abbiano una diagnosi confermata di LES secondo i criteri EULAR/ACR 2019 e abbiano provato senza successo almeno due diversi farmaci immunosoppressori per almeno 3 mesi ciascuno. I pazienti con coinvolgimento renale devono aver effettuato una biopsia renale negli ultimi 6 mesi.

Non possono partecipare i pazienti con nefrite lupoide grave in fase attiva che richieda alte dosi di steroidi, con infezioni attive gravi (come tubercolosi, epatite B o C, HIV), con condizioni cardiache, epatiche o polmonari non controllate, o che siano in gravidanza o allattamento.

Studio sugli effetti e sulla sicurezza di ianalumab in adulti con nefrite lupoide che hanno completato il trattamento precedente

Localizzazione: Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Romania, Spagna

Questo studio rappresenta un’estensione di una ricerca precedente e si concentra su ianalumab (VAY736), un farmaco sperimentale somministrato tramite iniezione sottocutanea. L’obiettivo è valutare se continuare o interrompere il trattamento in pazienti che hanno già completato lo studio iniziale SIRIUS-LN.

I partecipanti vengono monitorati nel tempo per verificare eventuali ricadute renali o la necessità di aumentare altri farmaci immunosoppressori. Lo studio valuterà anche la presenza di anticorpi anti-ianalumab nel sangue e le concentrazioni del farmaco per comprendere meglio come l’organismo lo processa.

Possono partecipare solo i pazienti che hanno completato lo studio SIRIUS-LN fino alla settimana 144. Sono esclusi coloro che non hanno ottenuto una risposta renale completa (CRR) o parziale (PRR) alla settimana 140 dello studio precedente. Durante lo studio, alcuni pazienti potrebbero ricevere anche altri farmaci come micofenolato mofetile e antivirali come tenofovir ed entecavir.

Studio su zetomipzomib per pazienti con nefrite lupoide attiva

Localizzazione: Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna

Questo studio valuta l’efficacia e la sicurezza di zetomipzomib (KZR-616), una piccola molecola progettata per inibire l’immunoproteosoma, una componente del sistema immunitario che può contribuire all’infiammazione. Il farmaco viene somministrato tramite iniezione sottocutanea.

Lo studio si rivolge a pazienti con forme attive di nefrite lupoide, specificatamente di Classe III o IV, con o senza Classe V, e Classe V pura. I partecipanti ricevono zetomipzomib o un placebo e vengono monitorati per circa un anno. L’obiettivo principale è determinare quanti pazienti raggiungono una risposta renale completa, ovvero un miglioramento significativo della funzione renale.

I criteri di inclusione richiedono una diagnosi di nefrite lupoide confermata da biopsia renale negli ultimi 12 mesi, un indice di massa corporea di almeno 18 kg/m², una funzionalità renale adeguata (eGFR di almeno 30 mL/min/1.73 m²) e test positivi per anticorpi antinucleari o anti-dsDNA. Durante lo studio, i pazienti possono ricevere anche metilprednisolone per via endovenosa e micofenolato mofetile per via orale.

Studio su vemircopan per adulti con nefrite lupoide o nefropatia da IgA

Localizzazione: Germania, Italia, Spagna

Questo studio clinico testa ALXN 2050 (vemircopan), somministrato come compressa rivestita con film, in pazienti con due diverse malattie renali: nefrite lupoide e nefropatia da immunoglobulina A. L’obiettivo principale è valutare quanto efficacemente il farmaco riduce la proteinuria, cioè la quantità di proteine nelle urine.

Lo studio è in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve il farmaco vero e chi il placebo. Il periodo di trattamento dura fino alla settimana 50, durante il quale i pazienti vengono monitorati regolarmente per valutare la funzione renale e la sicurezza del trattamento.

Per la coorte con nefrite lupoide, i pazienti devono avere una diagnosi clinica di LES confermata secondo i criteri del 2019, una diagnosi di infiammazione renale di Classe III o IV confermata da biopsia negli ultimi 6 mesi, e un certo livello di proteinuria (rapporto proteine/creatinina urinarie di almeno 1 grammo per grammo). Per la coorte con nefropatia da IgA, è richiesta una diagnosi confermata da biopsia renale e una proteinuria media di almeno 1 grammo al giorno.

Studio su anifrolumab per adulti con nefrite lupoide proliferativa attiva

Localizzazione: Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia

Questo studio valuta anifrolumab (Saphnelo 300 mg), un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa attraverso un’infusione. L’obiettivo è determinare se l’aggiunta di anifrolumab alle cure standard può migliorare gli esiti nei pazienti con nefrite lupoide proliferativa attiva.

I partecipanti vengono assegnati casualmente a ricevere anifrolumab o un placebo, in aggiunta alla terapia standard. Lo studio è in doppio cieco e si concentra sul raggiungimento di una risposta renale completa (CRR) entro la settimana 52. Una CRR significa mantenere un rapporto proteine/creatinina urinarie di 0,5 mg/mg o inferiore e un eGFR di 60 mL/min/1.73 m² o superiore.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano tra 18 e 70 anni, pesino almeno 40 chilogrammi, soddisfino i criteri aggiornati del 2019 per il LES, abbiano un test positivo per ANA, anti-dsDNA o anti-Sm, e presentino un rapporto proteine/creatinina urinarie superiore a 1 mg/mg. È inoltre necessaria una biopsia renale che dimostri nefrite lupoide proliferativa attiva di Classe III o IV entro 6 mesi dalla firma del consenso informato.

Sono esclusi i pazienti in gravidanza o allattamento, con infezioni attive gravi, con storia di reazioni allergiche gravi a farmaci simili, o con condizioni di salute che potrebbero interferire con lo studio.

Studio su ravulizumab per adulti con nefrite lupoide o nefropatia da IgA

Localizzazione: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia

Questo studio clinico valuta ravulizumab (ALXN1210, Ultomiris 300 mg/30 mL), un inibitore del complemento somministrato tramite infusione endovenosa. Il farmaco viene testato in pazienti adulti con nefrite lupoide o nefropatia da immunoglobulina A, con l’obiettivo di valutarne l’efficacia e la sicurezza rispetto a un placebo.

Ravulizumab agisce inibendo il sistema del complemento, una parte del sistema immunitario che gioca un ruolo nell’infiammazione e nel danno tissutale. Lo studio si concentra sui cambiamenti nei livelli di proteine nelle urine e su altri aspetti della funzione renale e della salute generale.

I pazienti devono avere tra 18 e 75 anni, presentare proteinuria di almeno 1 g/d o g/g, ed essere vaccinati contro infezioni meningococciche, Haemophilus influenzae tipo b e Streptococcus pneumoniae. Per i pazienti con nefrite lupoide, è richiesta una diagnosi di nefrite proliferativa focale o diffusa attiva di Classe III o IV e il trattamento con terapia immunosoppressiva. Per quelli con nefropatia da IgA, è necessaria una dose stabile di trattamento con inibitori del RAS per almeno 3 mesi.

Studio sulla sicurezza e sull’efficacia di MSV-allo per pazienti con nefrite lupoide

Localizzazione: Spagna

Questo studio innovativo valuta MSV-allo, una terapia cellulare che utilizza cellule mesenchimali somministrate tramite iniezione endovenosa. Le cellule mesenchimali sono un tipo di cellule staminali che possono aiutare a ridurre l’infiammazione e promuovere la guarigione.

Lo studio è progettato in doppio cieco e confronta MSV-allo con un placebo per determinare se questo trattamento può aiutare i pazienti a raggiungere una remissione completa o parziale dei sintomi della nefrite lupoide. Il periodo di trattamento dura 24 settimane, durante le quali i pazienti vengono monitorati regolarmente.

I criteri di inclusione richiedono che i pazienti abbiano almeno 18 anni, una diagnosi di lupus eritematoso sistemico secondo i criteri stabiliti, una diagnosi di nefrite lupoide confermata da biopsia renale negli ultimi 6-12 mesi, e un punteggio SLEDAI-2K di 10 o superiore durante lo screening. I pazienti devono inoltre aver ricevuto vaccinazioni contro pneumococco e influenza.

Durante lo studio, i ricercatori monitoreranno anche eventuali cambiamenti nell’uso di corticosteroidi, valutando se i pazienti possono ridurre le dosi di farmaci senza peggioramento della condizione. Gli obiettivi secondari includono la valutazione dei cambiamenti nei livelli di proteinuria e nei punteggi di qualità della vita.

Studio sul trattamento della nefrite lupoide: confronto tra obinutuzumab e micofenolato mofetile senza corticosteroidi orali

Localizzazione: Francia

Questo studio confronta due approcci terapeutici per la nefrite lupoide. Il primo approccio utilizza micofenolato mofetile (MMF) insieme a corticosteroidi orali, mentre il secondo combina MMF con obinutuzumab (Gazyvaro) senza corticosteroidi orali aggiuntivi.

L’obiettivo è determinare se il trattamento con obinutuzumab e MMF senza corticosteroidi orali aggiuntivi funziona altrettanto bene del trattamento tradizionale con corticosteroidi e MMF. Obinutuzumab è un anticorpo monoclonale che agisce depauperando specifiche cellule B (linfociti B positivi per CD20) nel sistema immunitario, contribuendo a ridurre l’infiammazione e il danno renale.

I pazienti devono avere tra 14 e 75 anni, con nefrite lupoide attiva confermata da biopsia renale nelle ultime 8 settimane, che mostri danno renale specifico (classe III o IV con o senza classe V) che colpisce almeno il 10% delle unità di filtrazione renale. È inoltre richiesto un rapporto proteine/creatinina urinarie di 0,5 g/g o superiore.

Nel gruppo che riceve obinutuzumab, la dose di corticosteroidi non supererà i 10 mg al giorno nei primi 6 mesi e i 7,5 mg al giorno dal sesto al dodicesimo mese. I medici monitoreranno la funzione renale attraverso test regolari del rapporto proteine/creatinina urinarie e della velocità di filtrazione glomerulare stimata.

Studio su obinutuzumab per adolescenti con nefrite lupoide attiva e sicurezza nei bambini di età compresa tra 5 e 12 anni

Localizzazione: Francia, Italia, Polonia, Spagna

Questo studio pediatrico valuta obinutuzumab, somministrato come infusione endovenosa da 1.000 mg, in adolescenti con nefrite lupoide di Classe III o IV attiva e in bambini più piccoli (5-12 anni) per valutarne la sicurezza e la farmacocinetica.

I partecipanti adolescenti (12-17 anni) vengono assegnati casualmente a ricevere obinutuzumab o un placebo per un periodo di trattamento che dura fino a 76 settimane. L’obiettivo principale è valutare la proporzione di partecipanti che raggiungono una risposta renale completa, oltre a eventuali cambiamenti nella funzione renale e nell’attività della malattia.

I criteri di inclusione richiedono che i partecipanti abbiano nefrite lupoide attiva di Classe III o IV, come dimostrato da una biopsia renale effettuata negli ultimi 12 mesi o durante il periodo di screening. Devono inoltre avere un test positivo per anticorpi antinucleari (ANA) o anticorpi contro il DNA a doppio filamento (dsDNA). È richiesta una proteinuria significativa, con un rapporto proteine/creatinina urinarie superiore a 0,5 g/g.

Oltre a obinutuzumab, i partecipanti possono ricevere micofenolato mofetile sotto forma di compresse Myfenax da 500 mg o sospensione orale CellCept 1 g/5 ml. Lo studio include monitoraggio regolare attraverso esami del sangue, esami delle urine e valutazioni della funzione renale per garantire la sicurezza e raccogliere informazioni importanti sull’efficacia del trattamento nei giovani pazienti.

Studio sugli effetti di ianalumab con terapia standard per pazienti con nefrite lupoide attiva

Localizzazione: Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lituania, Romania, Spagna

Questo ampio studio internazionale valuta ianalumab (VAY736) somministrato come soluzione per iniezione sottocutanea tramite siringa preriempita. Lo studio confronta gli effetti di ianalumab con un placebo, entrambi somministrati in combinazione con la terapia standard di cura per la nefrite lupoide.

I partecipanti ricevono il trattamento assegnato insieme alla terapia standard, che include corticosteroidi ad alte dosi e acido micofenolico (MPA). L’obiettivo principale è valutare l’incidenza di risposta renale completa stabile alla settimana 72, mantenendo la funzione renale e riducendo i livelli di proteine nelle urine.

Possono partecipare adulti di 18 anni o più che pesino almeno 35 kg, con diagnosi confermata di LES e test positivo per anticorpi antinucleari (ANA). È richiesta la presenza di nefrite lupoide attiva allo screening, dimostrata da una biopsia renale entro 6 mesi prima dello screening che mostri specifici tipi di infiammazione renale, insieme a un test delle urine che mostri un certo livello di proteine e un test di funzionalità renale che mostri un certo livello di funzione.

Durante lo studio, i partecipanti vengono monitorati regolarmente per valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento. Questo include la misurazione della concentrazione di ianalumab nel sangue e il controllo di eventuali anticorpi che possono svilupparsi contro il farmaco. I partecipanti che interrompono il trattamento prima della settimana 72 o richiedono dosi più elevate di corticosteroidi sono considerati non-responder.

Riepilogo e considerazioni importanti

Gli studi clinici presentati rappresentano un panorama variegato e promettente di nuove opzioni terapeutiche per la nefrite lupoide. Emergono diverse tendenze importanti:

Diversità di approcci terapeutici: Le ricerche in corso spaziano da terapie cellulari innovative come le cellule CAR-T (CC-97540) e le cellule mesenchimali (MSV-allo), ad anticorpi monoclonali mirati (anifrolumab, ravulizumab, ianalumab, obinutuzumab), fino a piccole molecole immunomodulatrici (zetomipzomib, vemircopan).

Strategie di riduzione dei corticosteroidi: Diversi studi, in particolare quelli con obinutuzumab e ianalumab, puntano a ridurre l’uso di corticosteroidi orali, che sono associati a numerosi effetti collaterali a lungo termine. Questo rappresenta un obiettivo terapeutico importante per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Attenzione alle popolazioni speciali: Alcuni studi includono adolescenti e bambini, riconoscendo la necessità di sviluppare terapie sicure ed efficaci anche per le popolazioni pediatriche affette da nefrite lupoide.

Monitoraggio rigoroso: Tutti gli studi includono protocolli di monitoraggio dettagliati della funzione renale, con particolare attenzione al rapporto proteine/creatinina urinarie e alla velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR), parametri fondamentali per valutare la risposta al trattamento.

Durata degli studi: La maggior parte degli studi prevede periodi di follow-up prolungati (da 52 a 76 settimane o più), necessari per valutare non solo l’efficacia iniziale ma anche la sostenibilità della risposta terapeutica nel tempo.

I pazienti interessati a partecipare a questi studi clinici dovrebbero discutere con il proprio medico specialista per determinare l’idoneità e comprendere appieno i potenziali benefici e rischi associati alla partecipazione. La partecipazione a uno studio clinico può offrire accesso a terapie innovative non ancora disponibili nella pratica clinica standard, contribuendo al contempo all’avanzamento della conoscenza scientifica su questa complessa patologia.

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Sperimentazioni cliniche in corso su Nefrite lupoide

  • Studio sull’efficacia e sicurezza di ianalumab in pazienti adulti con nefrite lupica che hanno completato il trattamento nello studio SIRIUS-LN.

    In arruolamento

    3 1 1 1
    Malattie in studio:
    Ungheria Romania Repubblica Ceca Francia Spagna
  • Studio sull’efficacia e sicurezza di Iptacopan in pazienti adulti con nefrite lupica attiva Classi III-IV, +/- V

    In arruolamento

    2 1 1
    Malattie in studio:
    Francia Ungheria Portogallo Germania Spagna
  • Studio di Fase 3 su Anifrolumab in Pazienti Adulti con Nefrite Lupica Proliferativa Attiva

    In arruolamento

    3 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Italia Germania Belgio Francia Paesi Bassi Bulgaria +2
  • Studio sulla sicurezza ed efficacia delle cellule mesenchimali MSV-ALLO nel trattamento della nefrite lupica per pazienti con nefrite lupica attiva

    In arruolamento

    2 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Spagna
  • Studio clinico sull’efficacia di rapcabtagene autoleucel in pazienti con lupus eritematoso sistemico e nefrite lupica attiva e refrattaria

    In arruolamento

    2 1 1 1
    Francia Spagna Italia Paesi Bassi Germania Repubblica Ceca +6
  • Studio sull’efficacia e sicurezza di Obinutuzumab in adolescenti con nefrite lupica attiva di classe III o IV e sicurezza in pazienti pediatrici (5-12 anni)

    In arruolamento

    2 1 1
    Malattie in studio:
    Spagna Francia Italia Polonia
  • Studio sull’efficacia, sicurezza e tollerabilità di ianalumab in combinazione con terapia standard in pazienti con nefrite lupica attiva

    In arruolamento

    3 1 1
    Malattie in studio:
    Ungheria Estonia Lituania Spagna Romania Italia +3
  • Studio sulla nefrite lupica: confronto tra terapia con obinutuzumab e micofenolato mofetile versus corticosteroidi orali e micofenolato mofetile per pazienti con nefrite lupica

    Arruolamento non iniziato

    3 1 1 1
    Malattie in studio:
    Francia
  • Studio sull’Efficacia di Zetomipzomib in Pazienti con Nefrite Lupica Attiva

    Arruolamento concluso

    2 1 1
    Malattie in studio:
    Portogallo Germania Grecia Italia Croazia Spagna +1
  • Studio sulla sicurezza ed efficacia di YTB323 in pazienti con lupus eritematoso sistemico refrattario severo.

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Spagna Francia Germania