In breve
Questo articolo riassume le sperimentazioni cliniche che studiano Valganciclovir in diversi gruppi di pazienti. I trial valutano soprattutto efficacia e sicurezza in linfomi EBV-positivi, infezione da CMV, pazienti trapiantati e glioblastoma. Le ricerche includono studi di fase 2 e fase 3.
Punti chiave
- Le sperimentazioni cliniche su Valganciclovir riguardano soprattutto infezioni da CMV, pazienti trapiantati e alcuni tumori, come i linfomi EBV-positivi e il glioblastoma. Nei dati disponibili ci sono studi di fase 2 e fase 3, quindi sia ricerche iniziali sia confronti più ampi tra strategie di trattamento o prevenzione. I partecipanti includono pazienti con linfoma, riceventi di trapianto di rene, adulti immunocompetenti dopo chirurgia cardiaca e persone con glioblastoma appena diagnosticato. Gli endpoint principali misurano risposta del tumore, presenza o riduzione del CMV, giorni di buon esito clinico e sopravvivenza globale. Alcuni studi valutano Valganciclovir da solo, mentre altri lo confrontano o lo combinano con altri trattamenti.
Panoramica degli studi
Nei dati forniti, Valganciclovir viene studiato in più contesti clinici molto diversi: oncologia, infezioni da citomegalovirus e prevenzione dell’infezione nei pazienti trapiantati. Gli studi sono tutti interventional, cioè i ricercatori assegnano un trattamento o una strategia e osservano i risultati.
Le fasi presenti sono fase 2 e fase 3. Questo significa che alcuni trial cercano soprattutto segnali di efficacia, mentre altri confrontano strategie già più avanzate in gruppi più grandi di pazienti.
Linfomi EBV-positivi
Lo studio NAVAL-1 valuta la combinazione di nanatinostat con Valganciclovir in pazienti con linfomi EBV-positivi recidivati o refrattari. “Recidivato” vuol dire che il tumore è tornato dopo una risposta precedente, mentre “refrattario” vuol dire che non ha risposto bene alle terapie già fatte.
Questo trial è di fase 2, è stato completato e ha arruolato 502 partecipanti. L’obiettivo principale è misurare il tasso di risposta oggettiva, cioè la percentuale di pazienti il cui tumore si riduce o scompare secondo criteri standardizzati, valutati da un comitato indipendente.
In questo studio Valganciclovir non è usato da solo, ma come parte di una combinazione con nanatinostat. Il focus è capire se questa combinazione abbia attività anti-tumorale nei linfomi associati a EBV.
CMV nei pazienti trapiantati
Più studi riguardano il citomegalovirus, abbreviato CMV, nei pazienti sottoposti a trapianto di rene. In questi trial, Valganciclovir viene valutato come parte di strategie preventive o di trattamento dell’infezione da CMV.
Lo studio CYTOPREV confronta una strategia preventiva guidata dallo stato immunitario con una strategia profilattica universale nei pazienti CMV-positivi dopo trapianto renale. È uno studio di fase 3, autorizzato, con 144 partecipanti, e il risultato principale è la proporzione di pazienti con infezione da CMV entro 6 mesi dal trapianto.
Un altro studio di fase 3 confronta la combinazione letermovir/valganciclovir con Valganciclovir da solo nei riceventi di trapianto di rene con infezione da CMV. L’endpoint principale è la risposta virologica alla terza settimana, definita come una forte riduzione del DNA del CMV nel sangue o come DNA non rilevabile.
Il terzo studio in ambito trapianto analizza pazienti con insufficienza renale cronica avanzata e rischio elevato di CMV dopo trapianto renale. È uno studio di fase 3, autorizzato, con 30 partecipanti, e misura la presenza di infezione o malattia da CMV a 6 mesi dal trapianto. In questo trial viene anche monitorata la risposta immunitaria specifica per CMV prima del trapianto e in momenti successivi dopo l’intervento.
CMV dopo chirurgia cardiaca maggiore
Lo studio GAN-CAR valuta una terapia antivirale pre-emptive, cioè iniziata in modo mirato quando il rischio è considerato alto, in adulti immunocompetenti sottoposti a chirurgia cardiaca maggiore. È uno studio multicentrico, in doppio cieco e randomizzato, di fase 3, completato con 226 partecipanti.
Il risultato principale è il numero di giorni con buon esito nei 30 giorni di follow-up. Un buon esito significa che il paziente è vivo, non è in terapia intensiva, non assume antimicrobici sistemici, non ha ventilazione meccanica e non presenta eventi avversi gravi.
Questo studio è importante perché cerca di capire l’impatto clinico di una strategia mirata, non solo se il virus è presente o no.
Glioblastoma
Lo studio NCT04116411 valuta Valganciclovir in pazienti con glioblastoma WHO grade IV appena diagnosticato. I pazienti devono avere meno di 1 cm3 di tumore con contrasto residuo dopo l’intervento chirurgico.
Questo è uno studio di fase 2, autorizzato, con 220 partecipanti. Il trial confronta la sopravvivenza globale mediana tra pazienti trattati con Valganciclovir come aggiunta alla terapia standard e pazienti senza Valganciclovir.
La sopravvivenza globale è misurata dal momento della resezione chirurgica fino alla morte per qualsiasi causa. L’endpoint viene valutato alla fine dello studio, quando l’ultimo paziente ha raggiunto 30 mesi di follow-up.
Endpoint principali e cosa misurano
Gli endpoint sono i risultati principali che uno studio usa per capire se il trattamento o la strategia funziona.
- Risposta del tumore: nello studio sui linfomi EBV-positivi si misura il tasso di risposta oggettiva, cioè quante persone rispondono al trattamento in modo visibile e valutabile.
- Presenza di CMV: nei trial sul trapianto si misura se compare infezione o malattia da CMV entro un certo tempo dopo il trapianto.
- Risposta virologica: nello studio con letermovir e Valganciclovir si valuta quanto il virus diminuisce nel sangue entro la terza settimana.
- Buon esito clinico: nello studio dopo chirurgia cardiaca si contano i giorni in cui il paziente resta vivo, fuori dalla terapia intensiva e senza supporti o infezioni sistemiche importanti.
- Sopravvivenza globale: nello studio sul glioblastoma si confronta il tempo di sopravvivenza tra i gruppi di trattamento.
Chi può partecipare
I partecipanti cambiano molto da uno studio all’altro, perché ogni trial ha un obiettivo diverso.
- Persone con linfomi EBV-positivi recidivati o refrattari nello studio NAVAL-1.
- Riceventi di trapianto di rene con infezione da CMV o rischio di CMV nei trial di fase 3 dedicati al trapianto.
- Adulti immunocompetenti ad alto rischio dopo chirurgia cardiaca maggiore nello studio GAN-CAR.
- Pazienti con glioblastoma appena diagnosticato e residuo tumorale molto piccolo dopo l’intervento.
