Sodium Chloride

Questo articolo riassume gli studi clinici che investigano Sodium Chloride. I trial valutano soprattutto efficacia, sicurezza e fattibilità in diverse popolazioni, come pazienti chirurgici, neonati, persone in terapia intensiva e pazienti con malattie croniche. L’obiettivo è capire in quali contesti Sodium Chloride viene usato come controllo, placebo o soluzione di confronto.

Indice

Panoramica degli studi

Nei dati forniti, Sodium Chloride compare in molti studi clinici come trattamento di confronto, placebo o soluzione di controllo.[1] I trial non studiano una sola malattia: riguardano infezioni, dolore, malattie cardiache, problemi renali, disturbi neurologici, condizioni pediatriche e interventi chirurgici.[1] In alcuni studi Sodium Chloride è usato per confrontare un nuovo farmaco con una soluzione neutra, così i ricercatori possono capire se il beneficio dipende davvero dal trattamento sperimentale.[1]

Popolazioni studiate

Le popolazioni incluse sono molto diverse. Alcuni studi riguardano adulti con malattie croniche, come sclerosi sistemica, depressione, asma, insufficienza renale, scompenso cardiaco o malattie infiammatorie.[1] Altri studi includono bambini e neonati, per esempio per dolore, delirium da risveglio, infezioni respiratorie, broncodisplasia o problemi neonatali.[1] Ci sono anche trial su pazienti in terapia intensiva, su persone sottoposte a chirurgia maggiore e su volontari sani.[1]

Alcuni esempi di gruppi target sono molto specifici: pazienti con emodialisi cronica, donne con problemi di fertilità, persone con malattia di Crohn, pazienti con anemia o carenza di ferro, e pazienti con traumi gravi o shock settico.[1] In altri studi, Sodium Chloride è confrontato con un trattamento attivo in persone con malattie autoimmuni, neurologiche o oncologiche.[1]

Fasi di studio e disegno

La maggior parte dei trial è in Phase 2 o Phase 3, cioè fasi in cui si cerca di capire meglio se il trattamento funziona e se è sicuro in gruppi più grandi.[1] Sono presenti anche studi di Phase 1, che di solito servono a valutare sicurezza iniziale e fattibilità, e studi di Phase 4, che guardano a risultati più ampi o all’uso dopo l’introduzione del trattamento.[1] Alcuni studi sono dichiarati Low Intervention, cioè con un livello di intervento più basso rispetto ai trial classici.[1]

Molti studi sono randomizzati, quindi i partecipanti vengono assegnati per caso ai gruppi di trattamento.[1] Diversi trial sono anche double-blind, cioè né il paziente né il team sanno chi riceve il trattamento attivo o il controllo.[1] Questo aiuta a rendere i risultati più affidabili e a ridurre i bias, cioè gli errori dovuti alle aspettative.[1]

Obiettivi e criteri di valutazione

I criteri di valutazione principali cambiano molto da studio a studio. In molti trial l’obiettivo è misurare sicurezza, come eventi avversi, tollerabilità, cambiamenti nei segni vitali o nei test di laboratorio.[1] In altri studi l’obiettivo è misurare efficacia, per esempio dolore, mortalità, funzione respiratoria, funzione renale, recupero dopo chirurgia o controllo della malattia.[1]

Tra gli endpoint più usati ci sono la sopravvivenza, il tempo alla guarigione, la riduzione del dolore, la necessità di farmaci di soccorso, la funzione polmonare, la funzione cardiaca e la risposta clinica o radiologica.[1] Alcuni studi misurano anche marcatori biologici, cioè sostanze nel sangue o in altri campioni che aiutano a capire l’effetto del trattamento, come interleuchine, troponina, creatinina, FVC o punteggi clinici specifici.[1]

Studi più rilevanti

Tra i trial più grandi e importanti, uno studio in pazienti con sepsi valuta se l’uso di Sodium Chloride come controllo aiuta a confrontare un trattamento che mira a ridurre la mortalità a 28 giorni.[1] Un altro grande studio in pazienti con trauma cranico confronta infusioni di soluzione ipertonica con altre strategie per migliorare la sopravvivenza e l’indipendenza a 6 mesi.[1]

In ambito chirurgico, ci sono molti studi che usano Sodium Chloride come placebo per confrontare tecniche di anestesia, blocchi regionali o farmaci per ridurre il dolore e il bisogno di oppioidi dopo l’intervento.[1] Ci sono anche trial in cardiologia e cardiochirurgia che valutano esiti come mortalità, output cardiaco, complicanze emorragiche, funzione ventricolare o danno miocardico.[1]

In pediatria e neonatologia, Sodium Chloride compare in studi su broncodisplasia, infezioni respiratorie, dolore procedurale, delirium da risveglio e prevenzione di complicanze postoperatorie.[1] In neurologia e psichiatria, è usato come controllo in trial su ictus, emicrania, disturbi della coscienza, depressione, autismo e altre condizioni neuropsichiatriche.[1]

Tipi di confronto con Sodium Chloride

Nei dati forniti, Sodium Chloride viene usato in modi diversi. In alcuni trial è un placebo, cioè una sostanza senza effetto attivo usata per confrontare il trattamento sperimentale.[1] In altri è una soluzione di controllo, cioè un fluido standard usato per vedere se il nuovo trattamento è migliore o equivalente.[1]

  • Confronto con farmaci attivi: Sodium Chloride viene confrontato con farmaci come tocilizumab, rituximab, ketamina, dexamethasone, lidocaina, e molti altri, per misurare differenze in dolore, infiammazione, recupero o sopravvivenza.[1]

  • Confronto in chirurgia: in molti studi serve per confrontare tecniche di anestesia, infiltrazioni locali, blocchi nervosi o strategie di fluidi durante e dopo l’intervento.[1]

  • Confronto in malattie croniche: in studi su malattie autoimmuni, polmonari, renali o neurologiche, aiuta a capire se il trattamento sperimentale cambia davvero i sintomi o la progressione della malattia.[1]

Termini utili per il paziente

Endpoint significa il risultato principale che lo studio vuole misurare.[1] Randomizzazione significa assegnazione casuale ai gruppi, per rendere il confronto più giusto.[1] Criteri di inclusione sono le caratteristiche richieste per poter partecipare, come età, diagnosi o gravità della malattia.[1]

Eventi avversi sono problemi di salute osservati durante lo studio, indipendentemente dal fatto che siano causati dal trattamento.[1] Sicurezza e tollerabilità indicano quanto bene un trattamento viene sopportato e se provoca problemi importanti.[1] Placebo e controllo aiutano a capire se il beneficio osservato dipende davvero dal trattamento studiato.[1]

Trial ID Phase Condition studied Status Enrollment
2025-521457-16-00Phase 3Decompensated cirrhosis and AKIAuthorised114
2024-518437-28-00Phase 3Sickle cell diseaseAuthorised104
2023-503617-30-02Phase 1Coma / disorders of consciousnessAuthorised384
2022-500293-34-01Phase 1/2Bronchopulmonary dysplasiaAuthorised265
NCT04938830Phase 3Prevention of RSV infectionCompleted936
2022-500587-35-01Phase 3Stroke / intracerebral haemorrhageAuthorised5945
NCT05421858Phase 3Candidemia and invasive candidiasisAuthorised436
2024-511513-37-00Phase 3Diabetic keto-acidosisAuthorised300
2024-520205-39-00Phase 3Traumatic brain injuryAuthorised760
2024-517749-15-00Low InterventionPostoperative critical careAuthorised246
2025-520744-14-00Phase 3Critically ill patientsAuthorised640
2024-517877-26-00Phase 4Pancreatic resectionAuthorised614
2025-524680-21-00Phase 4Delirium prevention after cardiac surgeryAuthorised30
2024-515116-42-00Phase 3Hip fractureAuthorised210
2024-518901-16-00Phase 2Radiologically Isolated SyndromeAuthorised100

Sperimentazioni cliniche in corso su Sodium Chloride

  • Studio sull’uso di lidocaina e solfato di magnesio per la chirurgia di resezione polmonare con VATS

    In arruolamento

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Spagna
  • Studio sull’Ultrafiltrazione Peritoneale con PolyCore per Insufficienza Cardiaca nei Pazienti con Sindrome Cardiorenale

    In arruolamento

    1 1 1
    Italia
  • Studio sull’uso di Desmopressina per prevenire la sovracorrezione del sodio in pazienti con iponatremia grave

    In arruolamento

    1 1 1 1
    Francia
  • Somministrazione di acido tranexamico per ridurre l’emorragia nei pazienti con obesità grave sottoposti a bypass gastrico

    In arruolamento

    1 1 1
    Paesi Bassi
  • Studio sull’effetto dell’ossitocina intranasale nei giovani con disturbi dello spettro autistico

    In arruolamento

    1 1
    Norvegia
  • Studio sulla sicurezza di Custodiol-N e Custodiol come soluzioni di conservazione degli organi nel trapianto di cuore nei bambini

    In arruolamento

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Germania
  • Studio sulla sicurezza di apomorfina e psilocibina in pazienti in coma con lesioni cerebrali acute

    In arruolamento

    1 1
    Malattie in studio:
    Danimarca
  • Studio sul sollievo dal dolore per lesioni agli arti nei bambini: confronto tra Fentanyl citrato intranasale, Ketamina intranasale e Morfina solfato orale

    In arruolamento

    1 1 1
    Francia
  • Studio sull’uso di Dornase Alfa per ridurre l’incidenza di ARDS nei pazienti con trauma grave in terapia intensiva

    In arruolamento

    1 1 1
    Francia
  • Studio sul bevacizumab per il trattamento della radionecrosi cerebrale dopo radioterapia per metastasi cerebrali: confronto con placebo in pazienti corticodipendenti o corticoresistenti

    In arruolamento

    1 1 1
    Francia

Glossario

  • Placebo: A dummy treatment with no active study drug. It helps show whether the real treatment works better than no active treatment.
  • Control group: The group that receives the comparison treatment, often Sodium Chloride, so researchers can compare results fairly.
  • Phase 1: An early study phase focused mainly on safety, dose finding, and how the treatment is handled by the body.
  • Phase 2: A study phase that looks at early signs of benefit and continues to check safety.
  • Phase 3: A larger study phase used to compare treatments and confirm whether they work better, worse, or the same.
  • Phase 4: A later study phase done after a treatment is already in wider use, often to learn more about its real-world effects.
  • Primary outcome: The main result a trial is designed to measure. It is the most important answer the study wants to find.
  • Randomized: Participants are assigned by chance to different study groups. This reduces bias and makes the comparison fairer.
  • Double-blind: Neither the participant nor the study team knows who gets which treatment. This helps prevent expectations from affecting the results.
  • Adverse events: Unwanted health problems or side effects that happen during a study, whether or not they are caused by the treatment.

Riferimenti

  1. https://clinicaltrials.gov