Studio sull'efficacia di lutikizumab e ravagalimab in adulti con artrite reumatoide da moderata a grave
Non in reclutamentoStudio sull'efficacia di lutikizumab e ravagalimab in adulti con artrite reumatoide da moderata a grave
- Partecipanti:Adulti
Malattie rare
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Ravagalimab è un anticorpo proteico sperimentale. È noto anche con il codice di sviluppo USP/Ph. Eur.ABBV-323.[1] I registri del prodotto non mostrano alcuna autorizzazione all'immissione in commercio, il che significa che non è ancora un medicinale approvato.[1] L'azienda che fornisce il prodotto è AbbVie Deutschland GmbH & Co. KG.[1]
Ravagalimab è un anticorpo che ha come bersaglio la via di segnalazione CD40. CD40 è una proteina coinvolta nell'attivazione del sistema immunitario e gli anticorpi anti-CD40 possono agire da antagonisti, bloccando la via, oppure da agonisti, stimolandola. La ricerca sui complessi CD40/anticorpi anti-CD40 illustra questi due interruttori strutturali.[3] Nell'artrite reumatoide, il blocco della segnalazione di CD40 può ridurre l'infiammazione immunomediata che danneggia le articolazioni.
Ravagalimab è preparato come soluzione iniettabile o per infusione e viene somministrato tramite iniezione sottocutanea.[1] Il registro dell'Agenzia europea per i medicinali elenca anche l'uso endovenoso come possibile via di somministrazione.[2]
Una sperimentazione su ravagalimab è registrata nel sistema informativo delle sperimentazioni cliniche dell'UE. Si tratta di uno studio interventistico di fase 2 nell'artrite reumatoide con un arruolamento previsto di 204 partecipanti.[1] Lo studio ha lo stato Autorizzato, il che significa che ha ricevuto l'approvazione normativa per iniziare ma non è ancora in fase di reclutamento.[1]
Lo studio confronta ravagalimab con lutikizumab e con un placebo, somministrati tramite iniezione sottocutanea. La misura di esito principale è la percentuale di partecipanti con una risposta dell'American College of Rheumatology del 50% (ACR50) alla settimana 12. Una risposta ACR50 significa un miglioramento di almeno il 50% nel numero di articolazioni dolenti e tumefatte e in almeno tre di altre cinque misure di attività della malattia.[1]
Lo studio mira a valutare la sicurezza e l'efficacia della monoterapia e della terapia di combinazione per l'artrite reumatoide da moderatamente a gravemente attiva.[1]
Le fonti disponibili non riportano effetti indesiderati specifici per ravagalimab. Poiché lo studio di fase 2 è progettato per valutare la sicurezza, le informazioni sugli effetti indesiderati dovrebbero emergere da tale studio.[1]
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