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Che cos'è il potassium dihydrogen phosphate?
Il potassium dihydrogen phosphate, chiamato anche fosfato acido di potassio, è un sale di fosfato usato come integratore per correggere bassi livelli di fosfato nel sangue (ipofosfatemia). È un medicinale autorizzato nel Regno Unito, dove è disponibile come soluzione iniettabile concentrata contenente 10 mmol di fosfato per 10 ml.[2] Nella sperimentazione clinica registrata, la sostanza compare come parte di un prodotto in combinazione fissa denominato COMBINATIONS, in cui è uno dei molti componenti insieme ad aminoacidi, elettroliti e glucosio.[1] Il prodotto viene somministrato per via parenterale, cioè bypassa l'apparato digerente.[1]
Come agisce il potassium dihydrogen phosphate?
Il potassium dihydrogen phosphate fornisce fosfato, un minerale essenziale di cui l'organismo ha bisogno per molti processi, tra cui la produzione di energia, la salute delle ossa e la funzione muscolare. Quando i livelli di fosfato nel sangue sono bassi, l'integrazione con questa sostanza aiuta a ripristinarli. Il formulario del Nottinghamshire osserva che il prodotto è usato nel trattamento dell'ipofosfatemia e nella sindrome da rialimentazione, una condizione in cui i livelli di fosfato possono scendere pericolosamente dopo un periodo di malnutrizione.[2] Nella sperimentazione clinica, la sostanza è studiata per il suo potenziale effetto sul ricambio proteico muscolare in persone sottoposte a emodialisi.[1]
Per quali condizioni è usato o studiato?
- Ipofosfatemia — una condizione caratterizzata da livelli anormalmente bassi di fosfato nel sangue, che può causare debolezza muscolare, dolore osseo e confusione.[2]
- Sindrome da rialimentazione — una condizione potenzialmente grave che può verificarsi quando si riprende l'alimentazione dopo un periodo di digiuno, spesso associata a un calo dei livelli di fosfato.[2]
- Ricambio proteico muscolare in emodialisi — la condizione studiata nella sperimentazione clinica registrata, che esamina come la sostanza influisce sulla sintesi proteica muscolare in persone con insufficienza renale sottoposte a dialisi.[1]
Come viene somministrato il potassium dihydrogen phosphate?
Il potassium dihydrogen phosphate viene somministrato per via parenterale, cioè viene introdotto direttamente nell'organismo anziché attraverso l'apparato digerente.[1] Nella pratica clinica, è disponibile come soluzione iniettabile concentrata contenente 10 mmol di fosfato per 10 ml e, in alcuni ospedali, come infusione pronta all'uso contenente 9 mmol in una sacca da 250 ml di sodio cloruro allo 0,9%.[2] Il prodotto è limitato alle aree ospedaliere autorizzate ed è conservato separatamente dagli altri medicinali iniettabili.[2]
Cosa mostrano le sperimentazioni cliniche?
È registrata una sperimentazione clinica interventistica per il potassium dihydrogen phosphate come parte del prodotto in combinazione studiato. La sperimentazione, denominata LOTUS, è uno studio di Fase 3 con un arruolamento previsto di 20 partecipanti.[1] È attualmente autorizzata ma non ancora in fase di reclutamento.[1]
La sperimentazione studia l'effetto del prodotto in combinazione, indicato come IDPN, sulla sintesi proteica muscolare in persone con malattia renale cronica sottoposte a emodialisi. L'esito primario è la differenza nel tasso frazionale di sintesi miofibrillare durante una settimana di trattamento con IDPN rispetto a un controllo. Il tasso frazionale di sintesi miofibrillare è una misura della velocità con cui viene costruita nuova proteina muscolare.[1] Lo studio mira inoltre a caratterizzare gli effetti emodinamici di IDPN, cioè i suoi effetti sul flusso sanguigno e sulla pressione arteriosa.[1]
Quali effetti indesiderati sono noti?
Il formulario del Nottinghamshire avverte che la velocità e la concentrazione raccomandate per le infusioni di potassio non devono mai essere superate, poiché ciò può essere pericoloso.[2] Poiché il prodotto concentrato è trattato come farmaco controllato e limitato alle aree autorizzate, richiede una manipolazione attenta.[2] Non sono fornite ulteriori informazioni sugli effetti indesiderati nelle fonti disponibili.