Panitumumab

Questo articolo esplora l’uso del panitumumab, un farmaco anticorpo monoclonale, in vari studi clinici per il trattamento del cancro. Il panitumumab ha come bersaglio il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) e viene studiato nel cancro colorettale, nel cancro della testa e del collo e in altri tipi di tumori. Gli studi mirano a valutare l’efficacia, la sicurezza e i potenziali benefici del panitumumab quando utilizzato da solo o in combinazione con altri trattamenti come la chemioterapia e la radioterapia.

Indice dei Contenuti

Cos’è il Panitumumab?

Il Panitumumab, noto anche con il nome commerciale Vectibix[1], è un tipo di farmaco chiamato anticorpo monoclonale. Gli anticorpi monoclonali sono proteine create in laboratorio che agiscono come anticorpi umani nel sistema immunitario. Sono progettati per riconoscere e legarsi a specifiche proteine nel corpo[1].

Come Funziona il Panitumumab?

Il Panitumumab agisce prendendo di mira una specifica proteina chiamata recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) che si trova sulla superficie di alcune cellule tumorali. L’EGFR aiuta le cellule tumorali a crescere e dividersi. Legandosi all’EGFR, il panitumumab ne blocca la funzione e aiuta a prevenire la crescita delle cellule tumorali[1].

Quali Condizioni Tratta il Panitumumab?

Il Panitumumab è principalmente utilizzato per trattare:

  • Cancro Colorettale Metastatico: Si tratta di un cancro che si è diffuso dal colon o dal retto ad altre parti del corpo. Il Panitumumab è utilizzato in pazienti il cui cancro ha un gene RAS normale (wild-type)[2][3].
  • Carcinoma Squamocellulare della Testa e del Collo: Questo è un tipo di cancro che inizia nelle cellule piatte che rivestono l’interno della bocca, del naso e della gola[4].

Come Viene Somministrato il Panitumumab?

Il Panitumumab viene tipicamente somministrato come infusione endovenosa (IV), il che significa che viene introdotto direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena. La dose abituale è di 6 mg/kg di peso corporeo, somministrata ogni due settimane[2][1]. L’infusione dura solitamente da 60 a 90 minuti. Il medico determinerà la dose e il programma appropriati in base alla tua condizione specifica e alla risposta al trattamento.

Studi Clinici Attuali

Diversi studi clinici stanno attualmente studiando il panitumumab per migliorarne l’efficacia ed esplorare nuovi usi:

  • Combinazione del panitumumab con diversi regimi chemioterapici come FOLFOXIRI (una combinazione di molteplici farmaci chemioterapici) per il cancro colorettale metastatico[2][3].
  • Utilizzo del panitumumab in combinazione con la terapia epatica mirata (infusione arteriosa epatica) per il cancro colorettale che si è diffuso al fegato[5].
  • Esplorazione di programmi di dosaggio intermittenti per potenzialmente ridurre gli effetti collaterali mantenendo l’efficacia[6].
  • Utilizzo di una forma speciale di panitumumab (marcato con Zr-89) come strumento di imaging per rilevare la diffusione del cancro nei pazienti con cancro della testa e del collo[4].

Potenziali Effetti Collaterali

Come tutti i farmaci, il panitumumab può causare effetti collaterali. Gli effetti collaterali comuni possono includere:

  • Reazioni cutanee (eruzione cutanea, prurito, secchezza)
  • Diarrea
  • Nausea
  • Affaticamento
  • Febbre

Il tuo team sanitario ti monitorerà attentamente per eventuali effetti collaterali e può aiutare a gestirli se si verificano. È importante segnalare al medico qualsiasi nuovo sintomo o cambiamento nella tua salute[6].

Aspetto Dettagli
Nome del Farmaco Panitumumab (noto anche come Vectibix)
Tipo di Farmaco Anticorpo monoclonale umano che ha come target EGFR
Principali Tumori Studiati Cancro colorettale, cancro della testa e del collo, cancro dell’intestino tenue
Dosaggio Comune Infusione endovenosa di 6 mg/kg ogni 2 settimane
Misure Chiave dei Risultati Tassi di risposta tumorale, sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza complessiva, risposta patologica completa
Trattamenti Combinati Studiato con chemioterapia (es. FOLFIRI) e radioterapia
Selezione dei Pazienti Spesso si concentra su pazienti con stato del gene KRAS wild-type
Monitoraggio della Sicurezza Reazioni cutanee, squilibri elettrolitici, reazioni all’infusione, malattia polmonare interstiziale

Sperimentazioni cliniche in corso su Panitumumab

  • Studio sulla sicurezza delle infusioni rapide di Trastuzumab e combinazione di farmaci in pazienti oncologici

    Arruolamento non iniziato

    3 1 1 1
    Malattie in studio:
    Paesi Bassi
  • Studio di confronto tra combinazioni di farmaci con Panitumumab nel cancro colorettale metastatico con RAS e B-RAF wild-type

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Francia
  • Studio su adenocarcinoma colorettale metastatico senza mutazione RAS: valutazione di FOLFOX e panitumumab come trattamento di prima linea

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Malattie in studio:
    Francia Belgio
  • Studio su Sotorasib e Panitumumab per il Trattamento del Cancro al Colon-Retto Metastatico con Mutazione KRAS p.G12C in Pazienti Già Trattati

    Arruolamento concluso

    3 1 1 1
    Italia Germania Grecia Francia Spagna
  • Studio sull’efficacia di Avelumab rispetto alla chemioterapia standard nei pazienti con cancro colorettale metastatico con instabilità dei microsatelliti (MSI)

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Malattie in studio:
    Francia
  • Studio sull’uso di panitumumab e regorafenib in pazienti con cancro del colon-retto metastatico refrattario a trattamenti precedenti

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Farmaci in studio:
    Italia
  • Studio sull’efficacia di Holmium-166 TARE seguito da terapia di mantenimento con fluorouracile e bevacizumab in pazienti con cancro del colon-retto non resecabile limitato al fegato

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Malattie in studio:
    Italia
  • Studio su cancro colorettale metastatico al fegato con FOLFOX6m e bevacizumab o cetuximab per pazienti con prognosi sfavorevole

    Arruolamento concluso

    2 1 1 1
    Spagna

Glossario

  • Monoclonal antibody: Un tipo di proteina prodotta in laboratorio che può legarsi a sostanze presenti nell'organismo, comprese le cellule tumorali. Il panitumumab è un anticorpo monoclonale che prende di mira una proteina specifica sulle cellule tumorali.
  • Epidermal growth factor receptor (EGFR): Una proteina presente sulla superficie di alcune cellule che le aiuta a crescere e dividersi. Il panitumumab agisce legandosi all'EGFR sulle cellule tumorali per arrestarne la crescita.
  • Progression-free survival (PFS): Il periodo di tempo durante e dopo il trattamento in cui un paziente vive con il cancro senza che questo peggiori. Viene spesso utilizzato per misurare l'efficacia di un trattamento antitumorale.
  • Overall survival (OS): Il periodo di tempo dall'inizio del trattamento o dalla diagnosi in cui i pazienti sono ancora in vita. È una misura importante dell'efficacia di un trattamento antitumorale.
  • KRAS gene: Un gene che può presentare mutazioni in alcune cellule tumorali. Lo stato del gene KRAS (wild-type o mutato) può influenzare l'efficacia di trattamenti come il panitumumab in determinati tumori.
  • Pathological complete response (pCR): Quando non vengono trovate cellule tumorali nei campioni di tessuto prelevati durante l'intervento chirurgico dopo che un paziente ha ricevuto il trattamento. Questo può indicare quanto bene ha funzionato un trattamento prima dell'intervento.
  • Pharmacokinetics: Lo studio di come un farmaco si muove attraverso il corpo, incluso come viene assorbito, distribuito, metabolizzato ed eliminato. Questo aiuta i ricercatori a capire come l'organismo processa il farmaco.
  • RECIST criteria: Criteri di Valutazione della Risposta nei Tumori Solidi – un modo standardizzato per misurare l'efficacia di un trattamento antitumorale osservando se i tumori si riducono, rimangono uguali o aumentano di dimensioni.