Studio sulla combinazione di MP0317, durvalumab, gemcitabina e cisplatino come trattamento di prima linea in pazienti con carcinoma avanzato delle vie biliari
- Partecipanti:Adulti
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
MP0317 è una sostanza a base di proteine descritta come DARPin FAP x CD40 (proteina con ripetizioni di anchirina progettata). È un medicinale sperimentale senza autorizzazione all'immissione in commercio nei registri dei prodotti, fornito da Molecular Partners AG.[1] Le DARPin sono piccole proteine ingegnerizzate costruite per legarsi in modo molto specifico ai bersagli scelti. MP0317 è progettato per legare due bersagli contemporaneamente: la proteina di attivazione dei fibroblasti (FAP), che si trova sui fibroblasti associati al cancro nel microambiente tumorale, e CD40, un recettore sulle cellule immunitarie.[3]
MP0317 è un agonista di CD40, cioè attiva la via di segnalazione di CD40. L'attivazione di CD40 normalmente stimola le cellule immunitarie, ma attivarla in tutto il corpo può causare gravi effetti collaterali. MP0317 è costruito per essere attivo solo dove è presente la FAP, cioè principalmente nel microambiente tumorale. Lo scopo è localizzare l'attivazione immunitaria al tumore riducendo la tossicità sistemica.[2] In uno studio di fase 1, biopsie tumorali appaiate hanno confermato che MP0317 colocalizzava con FAP e CD40 e che l'attivazione della via di CD40 nel microambiente tumorale portava a una maggiore infiltrazione di cellule presentanti l'antigene, plasmacellule, linfociti T helper follicolari, maturazione delle cellule dendritiche e segnalazione dell'interferone-γ.[3]
MP0317 viene somministrato come soluzione per infusione in vena (uso endovenoso). Nella sperimentazione di fase 2 nel carcinoma delle vie biliari, la dose è di 3 mg/kg.[1] Nel precedente studio di fase 1, MP0317 è stato somministrato per via endovenosa a dosi comprese tra 0,03 e 10 mg/kg, settimanalmente oppure ogni 3 settimane.[3]
È registrata una sperimentazione clinica nell'UE per MP0317 come sostanza in esame.[1] Si tratta di uno studio di fase 2 randomizzato, non comparativo, di proof-of-concept chiamato TACTIC. La sperimentazione testa MP0317 in combinazione con durvalumab, cisplatino e gemcitabina come trattamento di prima linea per persone con carcinoma avanzato delle vie biliari. L'arruolamento previsto è di 75 partecipanti.
L'endpoint primario è la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 12 mesi dalla data di randomizzazione, valutata secondo i criteri RECIST versione 1.1. La sopravvivenza libera da progressione indica il periodo di tempo in cui una persona vive senza che il tumore peggiori. La sperimentazione è attualmente autorizzata.[1]
Un precedente studio di fase 1 condotto su 46 pazienti con tumori solidi avanzati ha rilevato che la maggior parte degli eventi avversi correlati al trattamento era di grado 1 e 2 (95%), non è stata raggiunta una dose massima tollerata, un paziente ha avuto una risposta parziale non confermata e 14 pazienti hanno avuto malattia stabile. L'emivita terminale di MP0317 nel sangue variava da 21,8 a 120 ore.[3]
Nello studio di fase 1, la maggior parte degli eventi avversi correlati al trattamento era da lieve a moderata (gradi 1 e 2) e non è stata raggiunta una dose massima tollerata. Un paziente ha manifestato una tossicità dose-limitante: un aumento asintomatico di grado 3 dell'alanina e dell'aspartato aminotransferasi, che sono enzimi epatici, alla dose più alta prevista.[2] La pubblicazione della fase 1 ha riportato un profilo di sicurezza complessivamente favorevole.[3]
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