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Levocetirizine

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Che cos'è la levocetirizina?

La levocetirizina è un antistaminico di seconda generazione, in particolare un antagonista del recettore H1 dell'istamina.[2] È l'enantiomero attivo della cetirizina, ovvero la specifica forma chimica responsabile dell'effetto antistaminico. La sostanza è nota anche come levocetirizina dicloridrato, la forma di sale usata nelle compresse.[2] La levocetirizina è un medicinale autorizzato, con la prima approvazione negli Stati Uniti risalente al 1995, ed è disponibile come farmaco soggetto a prescrizione.[2] Il suo codice ATC è R06AE09, che la colloca tra gli altri antistaminici per uso sistemico.[3]

Come funziona la levocetirizina?

La levocetirizina agisce bloccando i recettori H1 dell'istamina. L'istamina è una sostanza rilasciata durante le reazioni allergiche e, quando si lega ai recettori H1, provoca sintomi come prurito, starnuti, naso che cola e orticaria. Occupando questi recettori, la levocetirizina impedisce all'istamina di scatenare tali sintomi.[2] Essendo un antistaminico di seconda generazione, è formulata per causare meno sonnolenza rispetto agli antistaminici più datati, sebbene l'etichetta elenchi ancora la sonnolenza tra i possibili effetti.[2]

Per quali condizioni è usata o studiata?

  • Rinite allergica perenne — sintomi allergici presenti tutto l'anno come starnuti, prurito e naso che cola, causati da allergeni interni come acari della polvere o peli di animali.[2]
  • Orticaria cronica idiopatica — orticaria di lunga durata senza una causa identificata, in cui la levocetirizina tratta le manifestazioni cutanee non complicate.[2]
  • Nefropatia da IgA — in uno studio clinico di Fase 3, la levocetirizina non è il trattamento oggetto di studio ma viene somministrata come premedicazione per aiutare a gestire possibili reazioni correlate all'infusione nei partecipanti che ricevono felzartamab.[1]

Come viene somministrata la levocetirizina?

La levocetirizina si somministra per bocca. È disponibile in compresse rivestite con film a rilascio immediato, divisibili, da 5 mg.[2] Esiste anche una forma di compressa orodispersibile senza zucchero da 5 mg, che si scioglie in bocca senza acqua.[3] Nello studio sulla nefropatia da IgA, la levocetirizina è somministrata per via orale alla dose di 2,5 mg come parte di un regime di premedicazione prima dell'infusione di felzartamab.[1] Le informazioni sul prodotto descrivono una dose da 5 mg una volta al giorno alla sera per adulti e bambini dai 12 anni in su con orticaria cronica idiopatica, e 2,5 mg una volta al giorno per bambini dai 6 agli 11 anni.[2]

Cosa mostrano gli studi clinici?

Uno studio clinico nel sistema informativo delle sperimentazioni cliniche dell'UE elenca la levocetirizina: uno studio di Fase 3 chiamato PREVAIL (NCT06935357) in adulti con nefropatia da IgA.[1] La levocetirizina non è il farmaco principale dello studio in questa sperimentazione; lo studio indaga le infusioni di felzartamab rispetto al placebo. La levocetirizina compare tra diverse premedicazioni, tra cui paracetamolo, difenidramina, famotidina, metilprednisolone e altri antistaminici come cetirizina, loratadina, desloratadina e fexofenadina.[1]

Lo studio è autorizzato, il che significa che ha ricevuto l'approvazione regolatoria per procedere, e prevede di arruolare 660 partecipanti.[1] L'esito primario è la variazione percentuale rispetto al basale della proteinuria, misurata tramite il rapporto proteine/creatinina nelle urine (UPCR). La proteinuria indica la presenza di proteine nelle urine ed è un marcatore chiave del danno renale nella nefropatia da IgA.[1] Poiché la levocetirizina è usata solo come premedicazione in questo studio, la sperimentazione non misura l'efficacia della levocetirizina stessa nella nefropatia da IgA.

Quali effetti collaterali sono noti?

Le informazioni prescrittive per le compresse di levocetirizina dicloridrato elencano avvertenze e precauzioni, incluso il rischio di prurito di nuova insorgenza dopo l'interruzione del medicinale.[2] L'etichetta menziona anche la sonnolenza come possibile effetto, coerentemente con la sua classe di antistaminici.[2] Il prodotto è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota alla levocetirizina, a uno qualsiasi dei suoi componenti o alla cetirizina, e nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale con clearance della creatinina inferiore a 10 mL al minuto.[2] Le fonti supplementari fornite non includono un elenco completo delle reazioni avverse dall'esperienza clinica, pertanto qui vengono riportate solo queste dichiarazioni dell'etichetta.

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