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Human Fibrinogen: clinical trials for bleeding control and surgical support

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In breve

Questo articolo riassume gli studi clinici su Human Fibrinogen. Le ricerche valutano soprattutto efficacia e sicurezza in persone con sanguinamento o ad alto rischio di sanguinamento, come dopo chirurgia maggiore, in ictus ischemico dopo trombolisi e in alcune malattie ematologiche.

Punti chiave

  • Gli studi clinici su Human Fibrinogen riguardano soprattutto il controllo del sanguinamento e la prevenzione di complicanze emorragiche. Le popolazioni studiate includono pazienti dopo gastrectomia totale, persone in chirurgia cardiaca complessa, pazienti con ictus ischemico dopo trombolisi, soggetti con malattie ematologiche e adulti con T-ALL molto ad alto rischio. I trial sono per lo più in fase 2 o 3, quindi cercano sia segnali iniziali sia conferme più solide di efficacia. Gli esiti principali includono deiscenza della sutura, necessità di trasfusioni, controllo dell’emostasi, parametri ROTEM ed eventi emorragici come l’emorragia intracranica. Alcuni studi sono autorizzati, altri completati, e uno è stato condotto in un piccolo gruppo pilota. Ogni studio ha obiettivi e criteri diversi, ma tutti valutano Human Fibrinogen in situazioni cliniche dove il sanguinamento è un problema importante.

Panoramica degli studi

Gli studi disponibili su Human Fibrinogen valutano il suo uso in contesti clinici diversi, ma con un tema comune: il sanguinamento o il rischio di sanguinamento. I trial includono chirurgia maggiore, ematologia, ictus ischemico e chirurgia oncologica digestiva. In generale, lo scopo è capire se Human Fibrinogen aiuta a migliorare l’emostasi, cioè il controllo del sanguinamento.

Tra i trial presenti, alcuni sono autorizzati e altri completati. Le dimensioni degli studi variano molto: da 10 partecipanti in un piccolo studio pilota fino a 1021 partecipanti in uno studio di fase 3.

Popolazioni studiate

I pazienti coinvolti nei trial hanno condizioni molto diverse, ma tutte legate al rischio di sanguinamento.

  • Pazienti con gastrectomia totale per cancro: uno studio valuta se un adesivo a base di fibrina può ridurre la deiscenza dell’anastomosi esofago-digiunale, cioè l’apertura della sutura tra esofago e intestino dopo l’intervento.
  • Pazienti con malattia ematologica e trombocitopenia: uno studio pilota valuta l’uso di fibrinogeno insieme alla trasfusione di piastrine in persone con sanguinamento dopo chemioterapia intensiva e refrattarie alla trasfusione di piastrine.
  • Pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca complessa: un trial confronta Human Fibrinogen con placebo per ridurre il bisogno di trasfusioni di sangue nelle prime 24 ore dopo la somministrazione.
  • Pazienti con ictus ischemico dopo trombolisi: uno studio valuta se la sostituzione del fibrinogeno può prevenire complicanze emorragiche in persone con ipofibrinogenemia secondaria dopo rt-PA.
  • Adulti con T-ALL molto ad alto rischio: in un trial di fase 2, Human Fibrinogen è inserito in un programma terapeutico più ampio con lo scopo di valutare la risposta clinica dopo induzione.
  • Pazienti con inibitori del fattore Xa e necessità di chirurgia urgente: in uno studio di fase 3, Human Fibrinogen compare tra i trattamenti disponibili nel contesto della gestione del sanguinamento perioperatorio.

Fasi e disegno degli studi

La maggior parte dei trial su Human Fibrinogen qui riportati è in fase 3, mentre due studi sono in fase 2. La fase 3 serve a valutare il trattamento in gruppi più grandi e a confrontarlo con placebo o cure standard. La fase 2, invece, è spesso usata per vedere se il trattamento mostra un beneficio iniziale in un numero più piccolo di persone.

Il disegno degli studi è interventional, cioè i ricercatori assegnano un trattamento o un confronto specifico. Alcuni sono randomizzati e multicentrici, quindi i partecipanti vengono assegnati in modo casuale e lo studio si svolge in più centri. Uno studio è descritto come pilota e monocentrico, cioè più piccolo e condotto in un solo centro.

Endpoint principali

Gli endpoint sono i risultati principali che uno studio vuole misurare. Nei trial su Human Fibrinogen, gli endpoint riguardano soprattutto sanguinamento, coagulazione e necessità di trasfusioni.

  • Deiscenza della sutura: nello studio dopo gastrectomia, l’endpoint principale è la deiscenza diagnosticata entro i primi sette giorni dopo l’intervento, usando criteri clinici e/o radiologici.
  • Parametri ROTEM: nello studio ematologico, il risultato principale è il cambiamento della massima elasticità del coagulo, un parametro ricavato dal ROTEM che aiuta a capire come coagula il sangue.
  • Emostasi intraoperatoria: nello studio su pazienti con inibitori del fattore Xa, l’endpoint principale è l’emostasi efficace durante l’intervento, cioè il controllo adeguato del sanguinamento in sala operatoria.
  • Riduzione delle trasfusioni: nello studio di chirurgia cardiaca, l’endpoint principale è il numero di unità di prodotti ematici allogenici somministrati nelle 24 ore dopo il trattamento.
  • Emorragia intracranica e sanguinamenti extracerebrali: nello studio sull’ictus, gli endpoint includono la riduzione dell’emorragia intracranica e di altri sanguinamenti fuori dal cervello.
  • Risposta clinica con negatività MRD: nello studio T-ALL, l’endpoint principale è la negatività della malattia residua minima dopo induzione, cioè l’assenza di segni rilevabili della malattia con test molto sensibili.

Trial principali su Human Fibrinogen

Uno studio autorizzato e multicentrico valuta un adesivo a base di fibrina per ridurre la deiscenza dell’anastomosi esofago-digiunale dopo gastrectomia totale per cancro. Lo studio è di fase 3 e prevede 240 partecipanti. L’obiettivo è capire se questo approccio riduce le complicanze precoci della sutura nei primi sette giorni dopo l’intervento.

Un altro studio, di fase 2 e già completato, riguarda pazienti con malattia ematologica, trombocitopenia e sanguinamento dopo chemioterapia intensiva, refrattari alla trasfusione di piastrine. In questo trial, Human Fibrinogen viene valutato insieme alla trasfusione di piastrine e l’esito principale è misurato con il metodo ROTEM. Il campione è molto piccolo, con 10 partecipanti, perché si tratta di uno studio pilota.

Un trial di fase 3 e di grandi dimensioni, con 1021 partecipanti, studia pazienti che assumono inibitori del fattore Xa e necessitano di chirurgia o procedura urgente con alto rischio di sanguinamento. In questo contesto, Human Fibrinogen compare tra i trattamenti elencati nel materiale dello studio, mentre l’endpoint principale è l’emostasi intraoperatoria efficace.

Un altro studio autorizzato di fase 3 valuta Human Fibrinogen in pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca complessa con bypass cardiopolmonare. Il confronto è tra fibrinogeno concentrato più standard of care e placebo più standard of care. L’obiettivo è ridurre il bisogno di trasfusioni di globuli rossi, plasma fresco congelato e concentrati piastrinici nelle prime 24 ore dopo la somministrazione.

Lo studio sull’ictus ischemico è un trial pilota randomizzato controllato, autorizzato e di fase 3, con 200 partecipanti previsti. Qui Human Fibrinogen viene studiato in pazienti con ipofibrinogenemia secondaria dopo trombolisi con rt-PA, per vedere se può prevenire complicanze emorragiche, soprattutto emorragia intracranica.

Infine, un trial di fase 2 in adulti con T-ALL molto ad alto rischio valuta l’aggiunta di Human Fibrinogen a un programma terapeutico che include daratumumab e chemioterapia. L’endpoint principale è la negatività MRD dopo l’induzione, cioè dopo il primo ciclo di trattamento. Lo studio prevede 31 partecipanti e cerca di capire se l’aggiunta di daratumumab al trattamento standard aumenti la percentuale di pazienti senza malattia residua misurabile.

Cosa significano i risultati per i pazienti

Questi trial non studiano Human Fibrinogen come trattamento unico in una sola malattia, ma in situazioni cliniche diverse dove il controllo del sanguinamento è molto importante. Per i pazienti, questo significa che il farmaco viene valutato soprattutto come supporto in chirurgia, ematologia e neurologia d’urgenza.

Gli studi cercano risposte pratiche: meno deiscenze, meno trasfusioni, migliore coagulazione e meno emorragie gravi. Alcuni trial usano confronti con placebo o con cure standard, mentre altri osservano il trattamento in combinazione con altre terapie già previste dal protocollo.

Domande frequenti

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