Human Fibrinogen

Questo articolo riassume gli studi clinici su Human Fibrinogen. Le ricerche valutano soprattutto efficacia e sicurezza in persone con sanguinamento o ad alto rischio di sanguinamento, come dopo chirurgia maggiore, in ictus ischemico dopo trombolisi e in alcune malattie ematologiche.

Indice

Panoramica degli studi

Gli studi disponibili su Human Fibrinogen valutano il suo uso in contesti clinici diversi, ma con un tema comune: il sanguinamento o il rischio di sanguinamento.[1][2][3][4][5][6] I trial includono chirurgia maggiore, ematologia, ictus ischemico e chirurgia oncologica digestiva.[1][2][4][5] In generale, lo scopo è capire se Human Fibrinogen aiuta a migliorare l’emostasi, cioè il controllo del sanguinamento.[1][2][4][5]

Tra i trial presenti, alcuni sono autorizzati e altri completati.[1][2][4][5][6] Le dimensioni degli studi variano molto: da 10 partecipanti in un piccolo studio pilota fino a 1021 partecipanti in uno studio di fase 3.[2][3]

Popolazioni studiate

I pazienti coinvolti nei trial hanno condizioni molto diverse, ma tutte legate al rischio di sanguinamento.[1][2][4][5]

  • Pazienti con gastrectomia totale per cancro: uno studio valuta se un adesivo a base di fibrina può ridurre la deiscenza dell’anastomosi esofago-digiunale, cioè l’apertura della sutura tra esofago e intestino dopo l’intervento.[1]

  • Pazienti con malattia ematologica e trombocitopenia: uno studio pilota valuta l’uso di fibrinogeno insieme alla trasfusione di piastrine in persone con sanguinamento dopo chemioterapia intensiva e refrattarie alla trasfusione di piastrine.[2]

  • Pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca complessa: un trial confronta Human Fibrinogen con placebo per ridurre il bisogno di trasfusioni di sangue nelle prime 24 ore dopo la somministrazione.[4]

  • Pazienti con ictus ischemico dopo trombolisi: uno studio valuta se la sostituzione del fibrinogeno può prevenire complicanze emorragiche in persone con ipofibrinogenemia secondaria dopo rt-PA.[5]

  • Adulti con T-ALL molto ad alto rischio: in un trial di fase 2, Human Fibrinogen è inserito in un programma terapeutico più ampio con lo scopo di valutare la risposta clinica dopo induzione.[6]

  • Pazienti con inibitori del fattore Xa e necessità di chirurgia urgente: in uno studio di fase 3, Human Fibrinogen compare tra i trattamenti disponibili nel contesto della gestione del sanguinamento perioperatorio.[3]

Fasi e disegno degli studi

La maggior parte dei trial su Human Fibrinogen qui riportati è in fase 3, mentre due studi sono in fase 2.[1][2][3][4][5][6] La fase 3 serve a valutare il trattamento in gruppi più grandi e a confrontarlo con placebo o cure standard.[1][4][5] La fase 2, invece, è spesso usata per vedere se il trattamento mostra un beneficio iniziale in un numero più piccolo di persone.[2][6]

Il disegno degli studi è interventional, cioè i ricercatori assegnano un trattamento o un confronto specifico.[1][2][4][5][6] Alcuni sono randomizzati e multicentrici, quindi i partecipanti vengono assegnati in modo casuale e lo studio si svolge in più centri.[1] Uno studio è descritto come pilota e monocentrico, cioè più piccolo e condotto in un solo centro.[2]

Endpoint principali

Gli endpoint sono i risultati principali che uno studio vuole misurare.[1][2][4][5][6] Nei trial su Human Fibrinogen, gli endpoint riguardano soprattutto sanguinamento, coagulazione e necessità di trasfusioni.[1][2][4][5]

  • Deiscenza della sutura: nello studio dopo gastrectomia, l’endpoint principale è la deiscenza diagnosticata entro i primi sette giorni dopo l’intervento, usando criteri clinici e/o radiologici.[1]

  • Parametri ROTEM: nello studio ematologico, il risultato principale è il cambiamento della massima elasticità del coagulo, un parametro ricavato dal ROTEM che aiuta a capire come coagula il sangue.[2]

  • Emostasi intraoperatoria: nello studio su pazienti con inibitori del fattore Xa, l’endpoint principale è l’emostasi efficace durante l’intervento, cioè il controllo adeguato del sanguinamento in sala operatoria.[3]

  • Riduzione delle trasfusioni: nello studio di chirurgia cardiaca, l’endpoint principale è il numero di unità di prodotti ematici allogenici somministrati nelle 24 ore dopo il trattamento.[4]

  • Emorragia intracranica e sanguinamenti extracerebrali: nello studio sull’ictus, gli endpoint includono la riduzione dell’emorragia intracranica e di altri sanguinamenti fuori dal cervello.[5]

  • Risposta clinica con negatività MRD: nello studio T-ALL, l’endpoint principale è la negatività della malattia residua minima dopo induzione, cioè l’assenza di segni rilevabili della malattia con test molto sensibili.[6]

Trial principali su Human Fibrinogen

Uno studio autorizzato e multicentrico valuta un adesivo a base di fibrina per ridurre la deiscenza dell’anastomosi esofago-digiunale dopo gastrectomia totale per cancro.[1] Lo studio è di fase 3 e prevede 240 partecipanti.[1] L’obiettivo è capire se questo approccio riduce le complicanze precoci della sutura nei primi sette giorni dopo l’intervento.[1]

Un altro studio, di fase 2 e già completato, riguarda pazienti con malattia ematologica, trombocitopenia e sanguinamento dopo chemioterapia intensiva, refrattari alla trasfusione di piastrine.[2] In questo trial, Human Fibrinogen viene valutato insieme alla trasfusione di piastrine e l’esito principale è misurato con il metodo ROTEM.[2] Il campione è molto piccolo, con 10 partecipanti, perché si tratta di uno studio pilota.[2]

Un trial di fase 3 e di grandi dimensioni, con 1021 partecipanti, studia pazienti che assumono inibitori del fattore Xa e necessitano di chirurgia o procedura urgente con alto rischio di sanguinamento.[3] In questo contesto, Human Fibrinogen compare tra i trattamenti elencati nel materiale dello studio, mentre l’endpoint principale è l’emostasi intraoperatoria efficace.[3]

Un altro studio autorizzato di fase 3 valuta Human Fibrinogen in pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca complessa con bypass cardiopolmonare.[4] Il confronto è tra fibrinogeno concentrato più standard of care e placebo più standard of care.[4] L’obiettivo è ridurre il bisogno di trasfusioni di globuli rossi, plasma fresco congelato e concentrati piastrinici nelle prime 24 ore dopo la somministrazione.[4]

Lo studio sull’ictus ischemico è un trial pilota randomizzato controllato, autorizzato e di fase 3, con 200 partecipanti previsti.[5] Qui Human Fibrinogen viene studiato in pazienti con ipofibrinogenemia secondaria dopo trombolisi con rt-PA, per vedere se può prevenire complicanze emorragiche, soprattutto emorragia intracranica.[5]

Infine, un trial di fase 2 in adulti con T-ALL molto ad alto rischio valuta l’aggiunta di Human Fibrinogen a un programma terapeutico che include daratumumab e chemioterapia.[6] L’endpoint principale è la negatività MRD dopo l’induzione, cioè dopo il primo ciclo di trattamento.[6] Lo studio prevede 31 partecipanti e cerca di capire se l’aggiunta di daratumumab al trattamento standard aumenti la percentuale di pazienti senza malattia residua misurabile.[6]

Cosa significano i risultati per i pazienti

Questi trial non studiano Human Fibrinogen come trattamento unico in una sola malattia, ma in situazioni cliniche diverse dove il controllo del sanguinamento è molto importante.[1][2][4][5] Per i pazienti, questo significa che il farmaco viene valutato soprattutto come supporto in chirurgia, ematologia e neurologia d’urgenza.[1][2][4][5]

Gli studi cercano risposte pratiche: meno deiscenze, meno trasfusioni, migliore coagulazione e meno emorragie gravi.[1][2][4][5] Alcuni trial usano confronti con placebo o con cure standard, mentre altri osservano il trattamento in combinazione con altre terapie già previste dal protocollo.[4][6]

Trial ID Fase Condizione studiata Stato Arruolamento
2024-519529-40-00 Phase 3 Deiscenza dell’anastomosi esofago-digiunale dopo gastrectomia totale per cancro Authorised 240
NCT05091684 Phase 2 Sanguinamento in pazienti con malattia ematologica e trombocitopenia dopo chemioterapia intensiva Completed 10
2024-512388-29-00 Phase 3 Sanguinamento in chirurgia cardiaca complessa con bypass cardiopolmonare Authorised 180
2024-516731-27-00 Phase 3 Ictus ischemico con ipofibrinogenemia dopo rt-PA Authorised 200
NCT06253637 Phase 2 T-ALL molto ad alto rischio Authorised 31
2022-501353-37-00 Phase 3 Reversione dell’effetto anticoagulante in pazienti con inibitori del fattore Xa che necessitano chirurgia urgente Completed 1021

Sperimentazioni cliniche in corso su Human Fibrinogen

  • Studio sull’uso del fibrinogeno umano per gestire il sanguinamento in pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca complessa

    In arruolamento

    1 1 1
    Farmaci in studio:
    Cechia Germania Italia Spagna Svezia
  • Studio sull’Uso di Adesivo a Base di Fibrina per Ridurre la Deiscenza dell’Anastomosi Esofago-Jejunale nei Pazienti Sottoposti a Gastrectomia Totale per Cancro

    Arruolamento non iniziato

    1 1 1 1
    Malattie in studio:
    Spagna
  • Studio sull’uso del fibrinogeno umano per prevenire emorragie intracraniche nei pazienti con ictus ischemico dopo trombolisi

    Arruolamento non iniziato

    1 1 1 1
    Farmaci in studio:
    Italia
  • Studio su Daratumumab e combinazione di farmaci per adulti con leucemia linfoblastica acuta a cellule T ad altissimo rischio

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Italia
  • Studio sull’uso del fibrinogeno nel trattamento del sanguinamento in pazienti con malattie ematologiche maligne e trombocitopenia dopo chemioterapia intensiva

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Farmaci in studio:
    Francia
  • Studio sull’uso di Andexanet Alfa per ridurre il sanguinamento in pazienti che assumono inibitori del fattore Xa e necessitano di intervento chirurgico urgente

    Arruolamento concluso

    1 1 1 1
    Austria Belgio Bulgaria Cechia Danimarca Estonia +13

Glossario

  • Trial clinico: Studio di ricerca fatto su persone per capire se un trattamento funziona e se è sicuro in una certa situazione.
  • Fase 2: Fase di studio che valuta soprattutto se un trattamento mostra segnali iniziali di efficacia e come si comporta in un gruppo piccolo.
  • Fase 3: Fase di studio più grande che confronta un trattamento con placebo o cure standard per confermare i benefici.
  • Efficacia: Capacità di un trattamento di ottenere il risultato desiderato, per esempio ridurre il sanguinamento o le trasfusioni.
  • Sicurezza: Insieme delle informazioni che aiutano a capire se un trattamento è tollerato e quali problemi può causare.
  • Deiscenza: Apertura o cedimento di una sutura chirurgica, cioè quando la zona cucita non resta chiusa come dovrebbe.
  • Trasfusione: Somministrazione di sangue o di suoi componenti, come globuli rossi, plasma o piastrine.
  • Trombocitopenia: Numero basso di piastrine nel sangue. Le piastrine aiutano a fermare il sanguinamento.
  • ROTEM: Test che misura come coagula il sangue e aiuta a capire la qualità del coagulo.
  • Emorragia intracranica: Sanguinamento dentro il cranio o nel cervello. È una complicanza grave.
  • MRD negativa: Significa che non si rilevano cellule residue della malattia con un test molto sensibile dopo il trattamento.

Riferimenti

  1. https://clinicaltrials.gov/study/2024-519529-40-00
  2. https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-del-fibrinogeno-umano-per-il-trattamento-del-sanguinamento-in-pazienti-con-neoplasie-ematologiche-refrattari-alla-trasfusione-di-piastrine/
  3. https://clinicaltrials.gov/study/2022-501353-37-00
  4. https://clinicaltrials.gov/study/2024-512388-29-00
  5. https://clinicaltrials.gov/study/2024-516731-27-00
  6. https://studi-clinici.it/studio/studio-su-daratumumab-e-combinazione-di-farmaci-per-adulti-con-leucemia-linfoblastica-acuta-a-cellule-t-ad-altissimo-rischio/