Indice
- Panoramica dei trial
- Popolazioni studiate
- Fasi degli studi
- Obiettivi ed esiti principali
- Trial principali su Amphotericin B
- Termini utili per i pazienti
Panoramica dei trial
I trial disponibili su Amphotericin B non descrivono un solo uso, ma diversi contesti di ricerca clinica. Alcuni studi valutano la sua presenza o distribuzione nei polmoni, mentre altri la usano come parte di strategie per trattare o prevenire infezioni fungine in gruppi di pazienti specifici.[1][2][3]
Le malattie studiate includono aspergillosi polmonare cronica, aspergilloma semplice, infezioni da muffe invasive, cancro dell’esofago nel periodo chirurgico, trapianto renale e, in uno studio, il confronto di persone sane con pazienti con malattia infiammatoria intestinale in remissione.[1][2][3][4][5][6][7]
Popolazioni studiate
Le popolazioni dei trial sono molto diverse. Alcuni studi arruolano volontari sani, definiti come adulti senza storia di malattia gastrointestinale, mentre altri includono pazienti con malattia attiva o con condizioni complesse come infezioni fungine o trapianto di rene.[1][6]
In uno studio, i partecipanti sono adulti con aspergillosi polmonare cronica, e l’obiettivo è osservare come una formulazione liposomiale di Amphotericin B si distribuisce nei polmoni dopo nebulizzazione.[3] In un altro, i pazienti hanno aspergilloma semplice, cioè una massa fungina nel polmone, e il trial valuta se l’instillazione intrabronchiale può ridurre la lesione.[5]
Un altro studio coinvolge adulti con infezioni da muffe invasive causate da Aspergillus spp., Fusarium spp., Lomentospora prolificans, Mucorales o altri funghi resistenti a più farmaci.[4] C’è anche uno studio in pazienti sottoposti a trapianto di rene, dove Ampho-Moronal compare tra i trattamenti di supporto del protocollo, insieme alla terapia immunosoppressiva standard.[6]
Fasi degli studi
Tra i trial su Amphotericin B sono presenti studi di Phase 1, Phase 2, Phase 3 e uno studio a Low Intervention.[1][2][3][4][5][6][7]
La Phase 1 è usata nello studio NIMBUS, che osserva la deposizione polmonare e la distribuzione della formulazione nebulizzata.[3] La Phase 2 compare in più studi, tra cui quello sull’aspergilloma semplice, quello su pazienti con IBD in remissione e quello su T-ALL ad alto rischio, dove Amphotericin B è parte della terapia di supporto.[1][5][7]
La Phase 3 riguarda lo studio sulle infezioni da muffe invasive, con l’obiettivo di valutare efficacia e sicurezza di un nuovo farmaco rispetto ai trattamenti disponibili, tra cui Amphotericin B come comparatore o opzione terapeutica nel protocollo.[4]
Obiettivi ed esiti principali
Gli endpoint primari sono gli esiti principali che il trial vuole misurare. In questi studi, gli endpoint variano molto e riflettono il diverso scopo della ricerca.[1][2][3][4][5][6][7]
Nel trial NIMBUS, gli esiti principali sono la quantità di AmBisome depositata nei polmoni misurata con SPECT/CT, il confronto tra livelli nel polmone e nel sangue per capire assorbimento e distribuzione, e la dose più adatta per la nebulizzazione.[3]
Nello studio sull’aspergilloma semplice, l’esito principale è la variazione relativa della dimensione della lesione, espressa come percentuale rispetto al valore iniziale dopo il trattamento.[5]
Nello studio sui pazienti operati per cancro dell’esofago, l’esito principale è l’incidenza cumulativa di polmonite post-operatoria entro 30 giorni dall’intervento, definita con criteri clinici, radiologici e microbiologici specifici.[2]
Nello studio di Phase 3 sulle infezioni da muffe invasive, l’esito principale è la mortalità per tutte le cause al giorno 42.[4]
Nello studio su IBD e metabolismo energetico, l’esito principale è il metabolismo energetico dei principali tipi di cellule immunitarie nel sangue periferico, valutato su un campione di sangue con analisi a singola cellula.[1]
Nello studio sul trapianto di rene, gli esiti di sicurezza includono tossicità acuta, eccessiva soppressione del sistema immunitario, tossicità cronica e rigetto acuto confermato da biopsia entro 60 settimane dal trapianto.[6]
Nello studio su T-ALL ad altissimo rischio, l’esito principale è la risposta clinica, misurata come MRD negativity dopo l’induzione, cioè assenza di malattia residua misurabile sotto una certa soglia.[7]
Trial principali su Amphotericin B
Studio 2025-521770-34-00: questo trial di Phase 1 studia la terapia inalatoria con liposomal Amphotericin B in persone con aspergillosi polmonare cronica. L’obiettivo è capire quanta sostanza arriva nei polmoni e come si distribuisce rispetto al sangue, per aiutare a ottimizzare il trattamento.[3]
Studio 2025-523501-15-00: questo trial di Phase 2, monocentrico, prospettico, non randomizzato e in aperto valuta l’efficacia e la sicurezza dell’instillazione intrabronchiale di liposomal Amphotericin B in pazienti con aspergilloma semplice. L’esito principale è la riduzione della dimensione della lesione fungina dopo il trattamento.[5]
Studio NCT05865743: questo studio randomizzato multicentrico riguarda pazienti con carcinoma esofageo resecabile e valuta la decontaminazione selettiva del tratto digestivo nel periodo perioperatorio per prevenire complicanze infettive dopo esofagectomia. L’esito principale è la polmonite entro 30 giorni dall’intervento.[2]
Studio 2024-516216-16-00: questo trial di Phase 3 studia pazienti adulti con infezioni da muffe invasive causate da diversi funghi, inclusi ceppi resistenti a più farmaci. L’esito principale è la mortalità per tutte le cause al giorno 42.[4]
Studio 2024-513330-38-00: questo trial di Phase 2 valuta l’impatto del microbiota intestinale sul metabolismo energetico delle cellule immunitarie nel sangue periferico, in volontari sani e in pazienti con IBD in remissione. Amphotericin B è una delle sostanze somministrate per via orale nel protocollo di alterazione del microbiota.[1]
Studio 2024-514398-23-00: questo trial di Phase 1 in trapiantati renali analizza la sicurezza e la tollerabilità di Treg02 come terapia aggiuntiva alla terapia immunosoppressiva standard. Tra i trattamenti elencati nel protocollo compare Ampho-Moronal, mentre gli esiti primari riguardano sicurezza, infezioni, tossicità cronica e rigetto acuto confermato da biopsia.[6]
Studio NCT06253637: questo trial di Phase 2 in adulti con T-ALL ad altissimo rischio valuta l’aggiunta di daratumumab alla terapia standard nazionale. Amphotericin B compare tra i farmaci di supporto del protocollo, e l’esito principale è la negatività della MRD dopo l’induzione.[7]
Termini utili per i pazienti
Volontari sani significa persone adulte senza la malattia studiata, usate come confronto in alcuni trial.[1]
In aperto vuol dire che i partecipanti e i ricercatori sanno quale trattamento viene dato.[5]
Monocentrico indica che lo studio si svolge in un solo centro medico.[5]
Non randomizzato significa che i partecipanti non vengono assegnati in modo casuale ai trattamenti.[5]
SPECT/CT è un esame di imaging che mostra dove si distribuisce una sostanza nel corpo, combinando immagini funzionali e anatomiche.[3]
Biopsia è il prelievo di un piccolo campione di tessuto per confermare un problema, come il rigetto di un trapianto.[6]
Rigetto acuto è una reazione precoce del corpo contro l’organo trapiantato.[6]
Malattia residua minima è una quantità molto piccola di cellule di malattia che può restare dopo il trattamento e che i test molto sensibili possono rilevare.[7]





