Indice dei Contenuti
- Cosa sono le CELLULE CD34- ALLOGENICHE NON ESPANSE DERIVATE DA CORDONE OMBELICALE?
- Come Funzionano?
- Quali Condizioni Trattano?
- Studio Clinico Attuale
- Chi è Idoneo al Trattamento?
- Come Viene Somministrato il Trattamento?
- Potenziali Benefici
- Considerazioni Importanti
Cosa sono le CELLULE CD34- ALLOGENICHE NON ESPANSE DERIVATE DA CORDONE OMBELICALE?
Le CELLULE CD34- ALLOGENICHE NON ESPANSE DERIVATE DA CORDONE OMBELICALE sono un tipo di terapia cellulare derivata dal sangue del cordone ombelicale. Sono anche note con il sinonimo ECT-001-CB-DP2[1]. Questo trattamento fa parte di un prodotto più ampio chiamato ECT-001-CB, che include anche un altro componente chiamato Dorocubicel[1].
Come Funzionano?
Questa terapia si basa sull’uso di cellule staminali dal sangue del cordone ombelicale. Queste cellule hanno il potenziale di svilupparsi in vari tipi di cellule del sangue, il che è cruciale per i pazienti con disturbi del sangue. La parte “non espanse” del nome indica che queste cellule vengono utilizzate nel loro stato naturale, senza essere moltiplicate in laboratorio[1].
Quali Condizioni Trattano?
Il trattamento è in fase di studio per pazienti con leucemia acuta ad alto rischio e ad altissimo rischio o mielodisplasia che richiedono un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche[1]. Analizziamo questi termini:
- Leucemia acuta: Un cancro del sangue e del midollo osseo a progressione rapida
- Mielodisplasia: Un gruppo di disturbi in cui il midollo osseo non produce abbastanza cellule del sangue sane
- Trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche: Una procedura in cui un paziente riceve cellule staminali che formano il sangue da un donatore per sostituire il suo midollo osseo malato
Studio Clinico Attuale
È attualmente in corso uno studio clinico di Fase II per studiare l’efficacia di questo trattamento[1]. Gli obiettivi principali di questo studio sono:
- Esaminare la sicurezza e la fattibilità dell’infusione di una singola unità di sangue cordonale espanso in pazienti con leucemia acuta/mielodisplasia ad alto e altissimo rischio
- Valutare la sopravvivenza libera da recidiva a 1 e 2 anni dopo il trapianto[1]
Chi è Idoneo al Trattamento?
Lo studio clinico ha criteri specifici per chi può partecipare. Alcuni criteri di inclusione chiave sono:
- Pazienti con neoplasie ematologiche ad alto e altissimo rischio
- Disponibilità di unità di sangue cordonale adatte per il trapianto
- Adeguata funzione cardiaca, polmonare, epatica e renale[1]
Ci sono anche diversi criteri di esclusione, come trapianti recenti, infezioni attive o altre condizioni di salute che potrebbero interferire con il trattamento[1].
Come Viene Somministrato il Trattamento?
Il trattamento viene somministrato come infusione endovenosa, il che significa che viene somministrato direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena[1]. La dose massima viene calcolata in base al peso del paziente, con un massimo di 7.500.000 cellule per chilogrammo di peso corporeo[1].
Potenziali Benefici
I ricercatori sperano di vedere diversi potenziali benefici da questo trattamento, tra cui:
- Recupero più rapido della conta delle cellule del sangue dopo il trapianto
- Minor rischio di complicazioni legate al trapianto
- Ridotto rischio di recidiva del cancro
- Migliori tassi di sopravvivenza per i pazienti con questi tumori del sangue ad alto rischio[1]
Considerazioni Importanti
Sebbene questo trattamento mostri promesse, è importante ricordare che è ancora in fase di studio in studi clinici. Ciò significa che:
- La gamma completa di potenziali effetti collaterali potrebbe non essere ancora nota
- Il trattamento potrebbe non funzionare per tutti
- Gli effetti a lungo termine sono ancora in fase di valutazione
- Non è ancora ampiamente disponibile al di fuori degli studi clinici[1]
I pazienti interessati a questo trattamento dovrebbero discuterne approfonditamente con i loro operatori sanitari per capire se potrebbe essere un’opzione per loro e per conoscere gli studi clinici disponibili.

