Indice
- Panoramica dei trial su Adagrasib
- Studi nel tumore del polmone non a piccole cellule
- Studi nel tumore del colon-retto
- Studi di fase iniziale e combinazioni
- Chi può partecipare e quali risultati vengono misurati
- Fasi degli studi e significato pratico
Panoramica dei trial su Adagrasib
I trial clinici su Adagrasib studiano soprattutto persone con tumori solidi che hanno la mutazione KRAS G12C, con un’attenzione particolare al tumore del polmone non a piccole cellule e al tumore del colon-retto.[1][2][5]
Le sperimentazioni includono studi di fase 1, fase 2 e fase 3, oltre a uno studio descritto come fase 4, e cercano di capire se Adagrasib è utile da solo o in combinazione con altri trattamenti.[3][4][6]
Molti studi sono ancora Authorised, mentre alcuni sono già Completed, cioè terminati.[1][3][4]
Studi nel tumore del polmone non a piccole cellule
Più trial riguardano il tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione KRAS G12C, sia in fase iniziale sia in malattia avanzata.[1][2][5][6][7]
Nel trial NCT05853575, i ricercatori valutano due schemi di dosaggio di Adagrasib in pazienti con NSCLC già trattato in precedenza con un regime a base di platino e con terapia con inibitore del checkpoint immunitario.[1]
L’endpoint principale è il tasso di risposta obiettiva, cioè la percentuale di pazienti che ottengono una riduzione misurabile del tumore secondo i criteri RECIST 1.1, valutata da revisori centrali indipendenti.[1]
Lo studio ETOP 22-22 ADEPPT (NCT05673187) include pazienti con NSCLC KRAS G12C-mutante che sono anziani oppure più fragili a causa della malattia, compresi pazienti con performance status ECOG 2 o con età pari o superiore a 70 anni.[5]
In questo studio si vuole vedere soprattutto se Adagrasib porta una risposta clinica a 12 settimane, misurata con RECIST v1.1.[5]
Altri studi nel polmone avanzato confrontano Adagrasib con altri approcci, come docetaxel o pembrolizumab, per capire se la combinazione o il farmaco da solo migliorano i risultati rispetto ai trattamenti di riferimento.[6][7]
Nel trial NCT04685135, i pazienti hanno NSCLC avanzato con mutazione KRAS G12C e sono già stati trattati in precedenza per malattia metastatica; l’obiettivo principale è la sopravvivenza libera da progressione.[6]
Studi nel tumore del colon-retto
Adagrasib viene studiato anche nel tumore del colon-retto avanzato con mutazione KRAS G12C.[4][8]
Nel trial NCT04793958, i ricercatori confrontano Adagrasib in combinazione con cetuximab contro la chemioterapia nel trattamento di seconda linea di pazienti con carcinoma colorettale avanzato e mutazione KRAS G12C.[4]
Gli esiti principali sono la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione, due misure che servono a capire se il trattamento aiuta i pazienti a vivere più a lungo e a tenere sotto controllo la malattia più a lungo.[4]
In un altro studio, NCT06024174, Adagrasib viene valutato con o senza cetuximab in diversi tumori solidi KRAS G12C, inclusi NSCLC, CRC, tumore del pancreas e tumore delle vie biliari, con una parte dello studio dedicata anche al confronto dell’efficacia in popolazioni specifiche.[3]
Questo studio misura sia la sicurezza, sia la risposta del tumore, usando endpoint come tossicità dose-limitanti, eventi avversi gravi e tasso di risposta obiettiva.[3]
Studi di fase iniziale e combinazioni
Alcuni trial sono pensati per capire prima di tutto se la combinazione è sicura e tollerabile.[3][8]
Nel trial 2023-503223-26-00, Adagrasib viene studiato con INCB099280 in adulti con tumori solidi avanzati che portano la mutazione KRAS G12C.[2]
Gli obiettivi principali sono identificare gli eventi avversi dose-limitanti, gli eventi avversi emergenti dal trattamento e la dose massima tollerata o le dosi raccomandate per studi futuri.[2]
Nel trial NCT06024174, una parte iniziale dello studio serve proprio a trovare una dose sicura e ben tollerata, prima di passare a fasi di valutazione dell’efficacia.[3]
Lo studio NCT05609578 valuta combinazioni con pembrolizumab, chemioterapia e Adagrasib in NSCLC avanzato con mutazione KRAS G12C, soprattutto in prima linea di trattamento.[8]
Anche qui gli endpoint cambiano in base al gruppo di pazienti, ma includono il tasso di risposta obiettiva e, in un gruppo, la sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi.[8]
Chi può partecipare e quali risultati vengono misurati
I criteri di partecipazione dipendono dal singolo studio, ma in tutti i trial riportati è importante la presenza della mutazione KRAS G12C oppure una diagnosi precisa di NSCLC o CRC avanzato.[1][4][5][6]
Alcuni studi richiedono che il paziente abbia già ricevuto un trattamento precedente, mentre altri includono persone non ancora trattate per la malattia avanzata.[1][7][8]
In uno studio sono inclusi anche pazienti anziani o con un performance status ridotto, cioè con minore capacità di svolgere le attività quotidiane.[5]
Gli endpoint più usati nei trial sono ORR, PFS e OS, ma in fase 1 compaiono anche misure di sicurezza come DLT, eventi avversi seri, interruzioni del trattamento, riduzioni di dose e sospensione definitiva del farmaco.[1][2][3][4]
Quando gli studi usano RECIST 1.1, i medici valutano le immagini del tumore con criteri standardizzati per capire se la malattia si riduce, resta stabile o peggiora.[1][5]
Fasi degli studi e significato pratico
Gli studi di fase 1 servono soprattutto a valutare sicurezza, tollerabilità e dose adatta da testare in seguito.[2][3]
Gli studi di fase 2 cercano di capire se Adagrasib funziona in un gruppo di pazienti più definito, usando misure come la risposta al trattamento.[1][5][8]
Gli studi di fase 3 confrontano spesso Adagrasib con il trattamento standard, con l’obiettivo di vedere se migliora la sopravvivenza o rallenta la progressione della malattia.[4][6][7]
Nel materiale fornito compare anche uno studio descritto come fase 4, che combina una parte di fase 2 e una di fase 3 per valutare sia la risposta iniziale sia i risultati più importanti nel tempo.[7]
Nel complesso, questi trial mostrano che Adagrasib viene studiato in modo molto mirato, soprattutto nei tumori con mutazione KRAS G12C e in combinazione con altri trattamenti oncologici.[1][3][4][8]



